
La proposta da Vassallo ha indubbi vantaggi rispetto alla legge elettorale attuale. Il meccanismo delle liste bloccate e il potere dei partiti nello scegliere l'ordine degli eletti rimangono, ma sono ridimensionati a favore del potere di scelta degli elettori. Mentre le dimensioni ridotte delle circoscrizioni dovrebbero determinare un certo effetto di sbarramento, la cosiddetta soglia implicita. Non ha però l'effetto di forte semplificazione del sistema partitico che, almeno in linea teorica, discenderebbe dall'adozione del modello maggioritario a doppio turno.
La legge elettorale è importante perché esprime le modalità con cui potrà essere strutturato il panorama politico dei prossimi anni, ma non è l'unico elemento in gioco. A mio parere occorre affiancare ad una buona legge elettorale del tipo uninominale maggioritario a turno unico o eventualmente a doppio turno anche importanti riforme costituzionali che possano diminuire il potere di ricatto delle minoranze che sono amplificate in parlamento e aumentare i poteri del premier se non addirittura eleggere direttamente il Presidente della Repubblica con poteri esecutivi sul modello americano o semipresidenziale alla francese (con limite temporale di quattro anni e di due mandati per evitare la dittatura strisciante). In tal modo l'esecutivo esce rafforzato, non implode al suo interno, deve confrontarsi "solo" con le parti sociali e non discutere in modo eccessivo ripiegandosi su se stesso. A ciò dovrebbe far seguito una riforma della struttura bicamerale del parlamento. Il paese sarebbe così in linea di principio in grado di rimettersi in cammino.
Ritengo che il doppio turno francese sia la soluzione migliore, e non credo che esso possa funzionare solo in presenza di un modello semipresidenziale; al contrario, penso che possa adattarsi bene ad un sistema di cancellierato di stampo tedesco. Peraltro, a tal proposito, non si citano mai abbastanza quelle norme della Costituzione della V Repubblica francese che rendono il governo francese praticamente inattaccabile.. penso al 49-3, che però Sarkozy - chissà perché - vuole riformare... Il doppio turno azzererebbe il potere di ricatto dei piccoli partiti, perché sposterebbe la scelta dalle segreterie di partito agli elettori. Peraltro, come alcune simulazioni hanno evidenziato (usando i voti della Camera 2006, sebbene i risultati elettorali siano endogeni alla legge elettorale stessa, almeno a mio avviso), col doppio turno FI avrebbe circa 390 seggi (da sola, senza bisogno del PdL), il PD la restante parte, con qualche briciola per AN, Lega e RC.
Il miglior sistema elettorale in vigore nella ue e' quello francese, che permette,col doppio turno, di far convergere verso i 2 partiti piu' rappresentativi dei due schieramenti. Ma il sistema francese presenta una serie di caratteristiche che l'italia non puo' adottare x le sue particolari caratteristiche. Chi vi scrive abita a sud di questo meraviglioso paese e assiste ad ogni tornata elettorale a veri mercificazioni del voto...che sono acuite se si parla di uninominale. Per questo secondo me si dovrebbe assegnare mediante doppio turno il seggio "al partito" e non "alla persona". il partito avrebbe una lista bloccata a livello nazionale il cui ordine di preferenza tra i candidati sia istituito x legge con le primarie. Inoltre un eletto, se si distingue (dalla linea del partito in cui e' stato eletto) x piu di 3-4 volte nella legislatura perde automaticamente il posto e viene sostituito da un altro. E cosi con queste due regole, elettive e parlamentari, cancelliamo dini e de gregorio e i partitini con potere di ricatto.
Lei ha spiegato con grande chiarezza ciò che altri commentatori hanno tralasciato: il meccanismo di ricorso alle liste "bloccate" solo dopo il calcolo del sistema proporzionale. Premesso che solo il termine "bloccato" mi fa venire la pelle d'oca, la domanda alla quale non riesco a trovare una risposta è: ma una legge elettorale come questa impedirà che il futuro Parlamento pulluli di inquisiti/condannati, mestieranti della politica/affare, come l'attuale?
Il problema del sistema elettorale da adottare è importante, ma non vorrei che facesse perdere d' occhio il vero problema che stà facendo morire la democrazia in italia, cioè la mancanza di ricambio generazzionale nella classe dirigente italiana. Nessun sistema elettorale garantisce tale ricambio. Infatti, al di là del sistema elettorale, per ottenere un ricambio generazzionale reale ed concreto occorre la " maturità " dell' elettorato che vota. I politici, politologi ed aspiranti stregoni che fanno trasparire il sillogismo: buona legge elettorale uguale buona classe politica. Truffano i cittadini!!! Nessun sistema elettorale produce, di per sè, una classe dirigente: capace, onesta e "giovane". Direi piuttosto che una classe dirigente capace fà la " fortuna " del sistema elettorale. Oggi il dibattito che si stà creando, attraverso le tipiche " guerre di religione " italiane, pone un problema, ma sopratutto, manda del " fumo negli occhi " ai cittadini italiani. Questo " fumo" cerca di nascondere il " viso " dei soliti politici.
Per quanto possa contare il mio parere credo che le elezioni servano per eleggere dei rappresentanti che a loro volta rappresentino le idee e i programmi di chi li elegge.Il maggioritario non è un sistema che permette questo.E' vero che il proporzionale non è il miglior sistema per la stabilità dei governi, ma dal 1948 al 1993 l'italia è progredita e si è sviluppata non credo che la crisi della prima repubblica sia dovuta al sistema proporzionale che aveva.Non mi interessa un doppio turno alla francese o un maggioritario con a sinistra un partito democratico cattodiessino e a destra un partito populista razzista e xenofobo e clericale non sarebbe democrazia.Il problema dell'italia non è nel sistema elettorale