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Commenti

DOBBIAMO PROPRIO RINUNCIARE AL MAGGIORITARIO?

di Tito Boeri, e Vincenzo Galasso, Categoria Istituzioni e Federalismo, Data 16.11.2007

Il voto del Senato sulla Finanziaria sembra allontanare le elezioni. Pur di evitare il referendum, i partiti cercheranno ora di trovare un accordo sulla riforma della legge elettorale. La proposta Vassallo è un buon punto di partenza, ma fa uscire di scena il maggioritario.  Si rischia di abbandonare il bipolarismo e di ricadere nell'instabilità.  Difficile prevedere in che misura il sistema proporzionale con collegi uninominali potrà modificare la selezione della classe politica. Impossibile comunque far peggio del sistema attuale, in cui non si possono esprimere preferenze.  

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Legge elettorale e riforme istituzionali
    Nome: Federico Guidi  Data: 01.12.2007

    Giudico irreale, in questa fase politica, pensare a profonde riforme della Costituzione come, ad esempio, il monocameralismo. Non sono tempi da "bicamerale 2" ! Sono possibili invece ritocchi funzionali come la riduzione del numero dei Deputati ( 420 ? ) e di quello dei Senatori (210 ? ), fatto atteso con alto gradimento da tutti i Cittadini. E, se così fosse, si imporrebbe un'altra modestissima modifica alla norma costituzionale che prevede il voto attivo per il Senato agli ultra venticinquenni. Qualsiasi Legge Elettorale rischierebbe di non garantire risultati politici di uguale valenza nelle due Camere, stante una differenza fra i due bacini elettorali di ben 4.500.000 circa di giovani elettori ( ben sette classi ! ) Chi deciderà dovrà tener presente l'altissima probabilità che alle elezioni si vada nuovamente in situazione di equilibrio fra i due schieramenti, sia per fatti interni che internazionali (vedi elezioni U.S.A. ).

  • Scelta sistema politico
    Nome: encas45  Data: 27.11.2007
    Io, per quello che può valere, sono favorevole al maggioritario a doppio turno. Ritengo giusto, quindi, andare al referendum se la 'ns.classe politica' non si deciderà a muoversi. Ieri sera, ad esempio, mi ha fatto ridere la notizia letta sul Televideo dell'accordo Berlusconi-Lega per una soglia di sbarramento al 4%, giusto la percentuale raggiunta da coloro. Altro che miglioramento delle condizioni politiche della ns. povera Italia. Prodi disse che, terminato il suo incarico, si sarebbe ritirato; Berlusconi, invece, non solo fonda un nuovo partito, ma crea malumore e discordia nel centro destra; mi chiedo perchè l'uomo + ricco d'Italia, il 2° o 3° + ricco d'Europa ed una dei primi 10 del mondo non venga messo in grado di NON NUOCERE al Paese, che NON è una sua azienda. Questo è il referendum che proporrei agli Italiani, anche via Internet.
  • Che rischio!
    Nome: Marco Giaffreda  Data: 26.11.2007

    Da studioso di sistemi elettorali (Si veda qualche pubblicazione sui "Quaderni dell'osservatorio elettorale") posso dire che il rischio di ritorno al passato è tanto maggiore quanto più si modificano i "parametri tecnici" della proposta Vassallo (dimensioni circoscrizioni, seggi, ecc.). Se la proposta arriva così in parlamento l'unica ancora di salvezza è porre la fiducia...

  • Questione di radici..
    Nome: Michele Perbellini  Data: 26.11.2007
    Condivido nella sostanza il Vostro articolo. Aggiungo che il sistema elettorale dovrebbe, a mio modo di vedere, rispecchiare il nostro paese e le sue radici. Siamo la nazione delle sfumature, dei campanili, delle infinite varietà di cibi, vini, dialetti; insomma la nostra storia ci impedisce un eccesso di sintesi e credo che, anche per ciò che riguarda la legge elettorale, di ciò dovremmo tener conto.
  • E' anche una questione socio-culturale
    Nome: Locatelli Andrea  Data: 23.11.2007

    Credo che il tema della riforma elettorale sia un falso problema e abbia ragione Galli Della Loggia sul Corriere del 22 novembre quando afferma che il fallimento del maggioritario è legato all’incapacità di formulare una proposta politica coerente e strutturata da parte dei gruppi dirigenti dei due schieramenti. Pur condividendo i vostri auspici per il maggioritario, bisogna tener conto che questo sistema elettorale nel mondo occidentale ha storicamente funzionato con società civili capaci di fare sintesi e non di premiare proposte estreme e minoritarie. La storia politica ed economica di questo paese vede il permanere di fattori strutturali, quali un massimalismo di sinistra oppure un’ideologia da rentier mascherata da protezionismo liberale, che minano alla base qualsiasi confronto politico simile ai modelli degli altri paesi occidentali a vocazione maggioritaria. Non è primariamente un problema di riforme istituzionali bensì è con una parola abusata una questione culturale sul rapporto far società civile e politica. In altri termini è latitante una maturazione nella società civile di quali obiettivi vogliamo dare alla politica.

  • Proporzionale....di nuovo?
    Nome: Umberto Zaccaro  Data: 20.11.2007

    Non credo che i mali della politica italiana siano legati al maggioritario. Anzi. E' stato proprio questo sistema che ha introdotto una certa stabilità nella politica italiana ed una prima responsabilizzazione dei partiti . Il problema è che questo sistema è stato sempre osteggiato dai politici stessi, daltra parte fu introdotto grazie da un referendum popolare cui la maggioranza dei politici di allora era contrario. Questa contrarietà ha portato a creare delle formule di maggioritario "debole" in cui il ruolo dei partiti è stato sempre preponderante rispetto al volere degli italiani. Adesso si vorrebbe tornare ad un proporzionale "forte" introducendo dei correttivi per ridurre la frammentazione dei partiti.. La cura sembra peggio del male stesso. Resta un quesito: ma la Margherita si doveva proprio fondere nel PD? Saluti

  • il bipolarismo dà stabilità?
    Nome: eppursimuove  Data: 20.11.2007

    Si rischia di cadere nell’instabilità? Perchè, le coalizioni disomogenee create in questo bipolarismo italiano, fatte per vincere le elezioni anzichè per governare danno stabilità? E poi, questa stabilità cos’è. Un valore assoluto o solo un modo temporale tramite il quale attuare un programma. E allora, un programma ha bisogno di valori, idee, soluzioni pratiche e insieme omogeneo. Se il proporzionale fa ritornare alla prima repubblica, la seconda repubblica del bipolarismo italiano non è mai decollata.

  • legge elettorale
    Nome: Henri Schmit  Data: 19.11.2007

    Sono al 100% d'accordo sulla preferenza di un sistema maggioritario. Il sistema tedesco non è maggioritario per niente; permette solo la selezione per via del voto di metà degli eletti di cui il numero viene comunque è determinato proporzionalmente per lista, l'altra metà essendo eletta in base all'ordine di lista fissato dai partiti. Il sistema semi-maggioritario in vigore fino a due anni fa era pesantemente inacquato da un 25% formale di proporzionale che in realtà incideva molto di più per via dello scorporo. Questo fatto in parte spiega l'aumento del numero dei partiti (denunciato dal prof. Sartori e da altri fautori del proporzionale). Il vantaggio della proposta Veltroni - dal punto di vista dei difensori del maggioritario - è il ritorno alla scelta dei singoli eletti tramite il voto, cancellando quindi il meccanismo da nomenclatura delle liste bloccate. Ma dovremmo accontentarci di questo miglioramento molto parziale? Assolutamente no! L'unico sistema elettorale compatibile con la libertà degli elettori e con quella degli eletti è il maggioritario. Oggi la libertà degli eletti non viene sufficientemente apprezzata, in quanto sembra preferibile vietare i ribaltoni o i cambi di campo dei singoli eletti, ignorando che la nostra costituzione, come tutte quelle delle grandi democrazie occidentali, vieta il mandato imperativo, vieta giustamente mandati vincolanti da parte degli elettori e da parte dei partiti. In America è assolutamente normale che singoli rappresentanti votino in modo diverso rispetto alla linea del partito e alle elezioni gli elettori ne tengono conto premiando chi nelle situazioni difficili ha saputo esprimere un proprio parere. La differenza fra proporzionale e maggioritario non è (solo) una differenza tecnica fra due meccanismi per designare deputati e creare efficienza governativa. E' anche un scelta ideologica fra due tipi di democrazia, una liberale, l'altra partitocratica. Le tre maggiori democrazie al mondo (USA, Inghilterra e V° Repubblica Francese) sono rette da leggi maggioritarie; le piccole democrazie chiassose, inefficienti della Vecchia Europa invece sono governata dal proporzionale, cioè dalle nomenclature dei partiti. Perchè non creare un movimento civico a favore di una legge elettorale maggioritaria uninominale a doppio turno. Presidente potrebbe essere Antonio Maccanico. Dopo un po di propaganda intelligente si potrebbe sperare di ottenere l'appoggio del Partito Democratico, di Allenaza Nazionale, dell'Italia dei Valori, dei Liberaldemocratici, e chissà di chi altro. Da solo il parlamento attuale di rappresentanti da nomenclatura eletti con il Porcellum non ci arriva.

  • Reintrodurre le preferenze
    Nome: Franco Bruno  Data: 18.11.2007

    Nessun sistema elettorale che non preveda espressamente la reintroduzione della preferenza nominale potrà restituire al cittadino elettore una quota maggiore di libertà di scelta rispetto ai vertici dei partiti. Gli stessi collegi uninominali per partito, piccoli o grandi che siano, presuppongono scelte compiute a monte dalle segreterie delle singole organizzazioni politiche. E del resto l'ipotesi di primarie pre elettorali altro non è che una modesta copia del sistema delle preferenze. Purtroppo la raccolta del consenso attraverso le preferenze comporta il rischio di distorsioni e degenerazioni ben note. Ma forse è meglio correre questo rischio che tenersi la situazione attuale.

  • Spostare l'attenzione sul voto di fiducia
    Nome: enzo pace  Data: 18.11.2007

    Se è vero che la democrazia regge sulla garanzia che riesce ad offrire alle minoranze di oggi di diventare ricevendo consenso- le maggioranze di domani, non v'è dubbio che l'unico sistema compatibile con questo assunto è quello proporzionale puro.Se interessa la stabilità delle formazioni governative, senza che formazioni minori esercitino ricatto alcuno, bisognerà decidersi a modificare il quantum necessario per la fiducia, passando dall'attuale maggioranza assoluta, ad una maggioranza semplice offerta dai voti dei rappresentanti eletti nel partito (formazione politica) che avrà ottenuto il maggior numero di voti con un premier che sarà espressione di quel partito e con ministri da lui indicati.