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MERCOLEDì 27 AGOSTO 2014


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  1. Ufficio stampa Pirelli & C. SpA Rispondi

    Solo una precisazione e qualche considerazione in più sulla citata riduzione del capitale di Pirelli.Le assemblee degli azionisti della società hanno già approvato l'operazione lo scorso dicembre.In particolare, i ‘risparmisti’ hanno dato via libera con il quorum previsto dalla legge a tutela della categoria(voto favorevole di più del 20% del capitale).Ricordiamo poi che la riduzione da 0,52 a 0,29 euro per azione è finalizzata alla distribuzione a tutti gli azionisti di un ‘dividendo straordinario’ da 0,154 euro per azione per complessivi 827milioni e alla creazione di riserve per 408milioni.Sulle risparmio Pirelli aggiungiamo che il privilegio sul dividendo non percepito per il 2006 e per quello eventuale sul 2007 sarà calcolato in base al vecchio valore nominale di 0,52 euro.Inoltre,ai ‘risparmisti’ che non hanno approvato l'operazione è stato riconosciuto il diritto di recesso.E' bene sottolineare, poi, che gli azionisti non dovranno pagare imposte sul ‘dividendo straordinario’,poiché si tratta di una distribuzione di capitale.La creazione di riserve, infine, permetterà a Pirelli di godere di maggiore flessibilità finanziaria,con indiretto beneficio per gli azionisti. Grazie

  2. Marco Fumagalli Rispondi
    Di Azioni Sviluppo si è molto parlato, ma siamo ancora in attesa di vedere la prima emissione. Non è un caso. Concordo sul fatto che lo strumento è barocco e contraddittorio sotto più profili (peraltro nell'articolo non si analizza un aspetto delicato che le caratterizza: la conversione in caso di mancato raggiungimento di obiettivi prefissati). Rimane fermo il fatto che il nostro numero di società quotate rimane ridicolo e che molti imprenditori non si avvicinano ai mercati per la paura di perdere il controllo delle loro imprese. Meglio allora ricordare una vecchia disposizione del diritto commerciale francese. Nelle società quotate acquisiscono voto multiplo le azioni detenute in via continuativa da un medesimo soggetto per più di un x anni. Effetto: (i) le azioni di "trading" degli investitori hanno sempre voto singolo perchè si muovono, (ii) le azioni dell'imprenditore hanno voto doppio perchè sono ferme (e quindi si può scendere sotto il 50 % del capitale e rimanere sopra il 50 % dei diritti di voto), (iii) acquisizioni ostili sono possibili, ma costose (il raider deve immobilizzare per x anni per avere voto doppio e vincere, oppure si siede a trattare). Vive la France ?
    • La redazione Rispondi

      Grazie delle osservazioni.
      La posizione che ci premeva sostenere nell'articolo è che la via da seguire per il fine che ci si prepone non sta tanto nello studio di particolari strumenti "esotici" quanto piuttosto nel miglioramento della normativa di tutela delle minoranze, nella sua effettiva applicazione ed infine nell'alfabetizzazione finanziaria. Se questo accade a nostro avviso lo spasmodico Interessamento al controllo verrà gradualmente meno e quindi nascerà meno l'esigenza di strumenti "esotici" che tra l'altro per ovvie ragioni sono alquanto mal reputati dagli investitori (e quando non lo sono purtroppo i guai sono ancora maggiori).
      Finché Pirelli può abbassare il valore nominale dei titoli di risparmio su cui viene ancorato il dividendo minimo senza che nessuno faccia opposizione non ha molto senso pensare alla possibilità di strumenti quali le azioni di sviluppo.
      E' interessante la sua osservazione sul vecchio diritto commerciale francese. Il problema è che questo creerebbe non pochi problemi per le società quotate Italiane. Si verrebbero infatti a creare molte "inefficienze economiche" sia in termini di liquidità dei titoli sia in termini di difficoltà di trasferimenti ottimali del controllo come anche da lei giustamente segnalato. Purtroppo non ci sembra quindi di poter affermare "Vive la France"... Almeno con riferimento a questo caso.