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VENERDì 31 OTTOBRE 2014


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  1. Enrico Amsterdam Rispondi

    Nel mare in tempesta affondano le barche grandi, le piccole barche a vela seguono la legge del guscio di noce. Enrico Amsterdam

  2. Davide Muratori Rispondi

    Per salvasi nella tempesta economica che stiamo vivendo forse potrebbe essere utile portare l'euro ad una parità con il dollaro. Che ne dite, fattibile?

  3. Riccardo Colombo Rispondi

    Sono pienamente d'accordo con il commento di Aquino: bisognerebbe richiedere alla Germania non gli eurobond, non fattibili politicamente e forse poco utili, ma un aumento dei salari così da ridurne la competitività. Su questa richiesta si troverebbe, sicuramente, un appoggio da parte dei socialdemocratici e dei sindacati. Ciò che dovrebbe fare il nostro paese è aumentare gli investimenti, soprattutto quelli rivolti alla tecnologia e all'innovazione. Come fare ? E' possibile una riedizione della vecchia legge Sabatini che forniva finanziamenti agevolati all'acquisto di macchine utensili ?

  4. marco Rispondi

    Se i paesi del Mediterraneo europeo riuscissero ad aumentare la competività e la produttività in pochi mesi con grandi riforme strutturali diventerebbero culturalmente del nord - si può cambiare la mentalità e le organizzazioni di interi popoli in così poco tempo? Le altre soluzioni proposte, ovvero la cinesissazione dei salari o il traferimento di fondi ai paesi del sud escono dal surreale per entrare nel solco del masochismo: ovvero per dimostrare di essere europei dobbiamo spontaneamente impoverirci e suicidarci per permettere ai ricchi tedeschi di potersi arricchire di più e di poterci offendere e pigliare per il culo- I cinesi tengono la moneta articifialmente bassa-Gli U.S.A appena possono stampano- noi coglioni non capiamo che abbiamo solo da guadagnarci dall'uscita dall'euro-abbasseremmo il debito pubblico immediatamente e andremmo a vendere valanghe di Maserati in Germania- se diventassimo autosufficienti dal punto di vista energetico con le rinnovabili e il risparmio e facessimo poi vere riforme strutturali potremmo crescere tantissimo!

  5. Antonio Aquino Rispondi

    In un'area così vasta e differenziata come l'Unione monetaria europea non si può pensare di avere una moneta comune se non si controlla la dinamica del costo del lavoro in modo da mantenere in equilibrio competitivo i diversi paesi. Se non si può ripristinare questo equilibrio mediante una diminuzione del costo del lavoro in Italia, Spagna e Grecia, é necessario farlo mediante un aumento dei salari in Germania. Italia, Spagna e Grecia dovrebbero chiedere non eurobond o trasferimenti compensativi, ma un forte aumento dei salari in Germania. Il peccato originale dell'euro fu la convinzione che una politica monetaria comune avrebbe comportato dinamiche analoghe di costi e prezzi interni nei diversi paesi; é necessario prendere atto di questo errore, e prevedere vincoli in termini non soltanto di saldi di finanza pubblica, ma anche di dinamica dei salari, in rapporto alla dinamica della produttività. L'alternativa sarebbe una "italianizzazione dell'Europa", vale a dire la riproduzione a livello europeo di un'economia fortemente dualistica, con una vasta area caratterizzata da elevata disoccupazione e forti disavanzi sia di finanza pubblica sia di scambi con l'estero.

  6. Giuseppe Rispondi

    Dalla lettura dell'interessante analisi emerge che sarebbe molto importante migliorare la competitività e abbassare i costi del lavoro per unità di prodotto in ognuno dei Paesi "deboli". Impresa fondamentale ma non facile, perchè coinvolgerebbe tutto il sistema paese, dall'organizzazione del lavoro all'efficienza della pubblica amministrazione, passando per ristrutturazione di fiscalità e sistema giudiziario. Giusto considerare molto importante una maggiore integrazione politica, anche per evitare il "panico fin troppo razionale" che Martin Wolf ben descrive in un ottimo articolo sul FT riportato dal Sole24Ore. L'analisi sull'andamento dei CDS dovrebbe indurre profonde riflessioni.

  7. Piero Rispondi

    Ormai tutti gli economisti sono d'accordo sulla diagnosi della crisi, sulla sua origine, tutti sanno che con l'euro c'e stata una distribuzione di ricchezza dai paesi mediterranei ai paesi del nord, tutti sanno che non c'e piu' tempo per prendere decisioni, tutti sanno che il problema e' monetario, ma nessuno propone una soluzione nel breve periodo, si parla di golden rule, di fiscal combact, di spending rewiew, di Unione fiscale europea, di Unione bancaria europea ecc; penso che i mercati aspettino la fine del mese per vedere i frutti della riunione Holland Merkel, e poi prendono le decisioni, che possono consistere in un ritorno alla normalità se passa la linea Holland oppure un ultimo attacco se vince la Merkel, ormai quello che dice Monti ai mercati non fa piu' effetto.

  8. Diego d'Andria Rispondi

    In base a quale intuizione l'autore desume, partendo dai dati presentati che indicano un peggioramento in termini relativi della competitività dell'Italia rispetto ai partners europei lungo un periodo di diversi anni, che si dovrebbe giungere ad una "maggiore integrazione politica, con trasferimenti di risorse dalle zone floride verso quelle in difficoltà" ? In pratica, l'autore pare suggerire che la miglior trovata che l'UE può generare al fine di ricomporre il crescente divario nelle produttività tra nord e sud d'Europa, sia una sorta di grande Cassa del Mezzogiorno di dimensioni pan-europee. Abbiamo ben potuto riscontrare quali esiti disastrosi una tale policy abbia avuto nel nostro meridione, e quali incentivi perversi abbiano mantenuto in essere i trasferimenti perequativi tra regioni ricche e meno ricche... Per quale bontà divina la medesima soluzione dovrebbe, questa volta, condurre al risanamento e all'aumentato benessere del tessuto industriale dei paesi PIGS?

  9. andreag Rispondi

    Quando leggomi viene un dubbio che l'autore deve rimuovere:se l'unico parametro della sua valutazione è il cambio effettivo reale basato sui costi di lavoro per unità di prodotto,viene spontaneo pensare che a parità di moneta di cambio l'unico parametro che può muovere questo grafico sia il costo del lavoro oppure l'se mi passate il termine.Sono curioso di sapere come eventualmente cambierebbe l'analisi e la valutazione se inserissimo la pressione fiscale,l'andamento dei prezzi dei beni che dobbiamo per forza importare(in primis petrolio,gas),l'incidenza della spesa pubblica:insomma tutte le variabili che incentivano i dipendenti e le rappresentanze sindacali a mantenere alti i salari,quelle che mantengono bassi i consumi domestici e quelle che crescono a dismisura per manifesta inefficienza.