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Pro e contro la "corsia della vergogna"

di Matteo Richiardi 29.07.2003
Vi sono molte contro-indicazioni all’abolizione, prevista dal nuovo codice della strada, della cosiddetta “corsia della vergogna”, quella riservata ai veicoli lenti lungo i tratti autostradali a tre corsie. Simulazioni alla mano, si mostra che la vecchia regola, con corsia dedicata ai veicoli lenti, è di norma superiore a quella nuova, anche in termini di incidenti stradali.

<<The paramount feature of Italian highway driving is ‘il sorpasso'. The word means "to pass with an automobile" and "to surpass or excel." By the way, it is not where you arrive that counts, but whom you pass on the way. The procedure is to floor your accelerator and leave it there until you come upon something you can pass. If ‘il sorpasso' is not immediately possible, settle in its wake at a distance of six or eight inches and blow your horn until such time as you can pass. Passing becomes possible, in the Italian theory, whenever there is not actually a car to your immediate left>>.  
(dal sito internet
http://www.geocities.com/Heartland/Plains/6271/italy003.html)

E' anche per contrastare questa immagine del traffico sulle autostrade italiane che il nuovo Codice della Strada prevede l'abolizione della cosiddetta "corsia della vergogna", ovvero la corsia di destra sui tratti a tre corsie, riservata ai veicoli lenti. E' questo un tratto della riforma poco pubblicizzato, offuscato dalla novità principale, indiscutibilmente la patente a punti. Secondo gli esperti del Ministero dei Trasporti però, il ripristino dell'obbligo di occupare sempre la corsia più a destra disponibile dovrebbe diminuire il numero dei rallentamenti, in quanto – così recita il mantra prevalente – attualmente la corsia riservata a chi va piano non viene utilizzata quasi da nessuno, e conseguentemente le autostrade italiane vengano sfruttate meno di quanto si potrebbe. Anche in condizioni di traffico sostenuto infatti, come molti automobilisti si affretterebbero a confermare, auto e camion si concentrano oggi nella corsia centrale lasciando deserta quella corsia di destra che per molti è diventato quasi un disonore occupare. Per il ministro Pietro Lunardi inoltre, la riforma dovrebbe avere anche un effetto benefico sul numero degli incidenti, in quanto tra le cause "ci sono i conducenti che viaggiano in corsia di sorpasso a 100 all'ora".

Sounds reasonable. Peccato che non sia vero. Provando a simulare due tratti autostradali a tre corsie, uno con le nuove e l'altro con le vecchie regole, ed immettendo un numero uguale di veicoli "virtuali" sui due tratti, si possono scoprire cose molto interessanti. La prima è che le due regole sono equivalenti con poco traffico, ma non appena l'afflusso di veicoli aumenta la vecchia regola risulta migliore sia in termini di numero di incidenti, che in termini di portata oraria (il numero di veicoli che passa in un'ora). Anche in termini di velocità media la vecchia regola risulta migliore della vecchia: a seconda delle condizioni del traffico o risulta maggiore, oppure circa uguale ma meno variabile (il che significa che si alternano meno rallentamenti e momenti in cui la strada è più libera). Il problema, a questo riguardo, è simile a quello della gestione degli ascensori nei grattacieli, in cui è noto che per ridurre i tempi di attesa può essere conveniente limitare la corsa di qualche ascensore ad alcuni piani. L'unico caso in cui la nuova regola dà risultati migliori, in termini di velocità media e portata (ma non di incidenti!) è ovviamente quello in cui non ci siano veicoli lenti – quelli confinati nella corsia della vergogna, per intendersi, salvo occasionali sorpassi – o il numero di veicoli lenti sia estremamente basso. In questa situazione infatti si sta confrontando un tratto a tre corsie (nuova regola) con un tratto a due corsie effettive (vecchia regola). Per mettere qualche numero, se si ipotizza che la velocità ‘ideale' dei veicoli sia distribuita in maniera uniforme tra 80 e 130 km/h, per rendere migliore la nuova regola bisogna abbassare la definizione di veicolo lento fino a comprendere solo i veicoli che procedono ad una velocità inferiore agli 85 km/h !
Come funziona la simulazione? (1) Di ogni veicolo "virtuale" vengo realizzate due copie, una per l'autostrada con le vecchie regole e una per quella con le nuove regole. Ogni veicolo è dotato di una sua velocità ottimale, alla quale procede fino a quando non raggiunge veicoli più lenti. In questo caso, se possibile procede al sorpasso (dove possibile significa: se esiste una corsia più a sinistra, se questa è libera e, nel caso della vecchia regola, se il veicolo è autorizzato ad occuparla). Finito il sorpasso, se possibile rientra (e qui possibile significa: se la corsia di rientro e quella di sorpasso sono libere). Eventuali limite di velocità possono essere aggiunti, ma non cambiano il risultato della simulazione.

I grafici, a prescindere dalle scale (arbitrarie) utilizzate per gli assi, testimoniano la superiorità della vecchia regola. Come è possibile un simile risultato, rispetto ad un cambiamento che a priori avrebbe dovuto permettere uno sfruttamento più razionale delle autostrade? La prima risposta è: con l'obbligo di rientro a destra aumentano il numero di cambi di corsia, con il conseguente rischio di non vedere un veicolo sopraggiungente. Inoltre il veicolo veloce che dopo un sorpasso rientra nella corsia di destra rischia, in condizioni di elevato traffico, di trovarsi ‘intoppato' dietro al successivo veicolo lento per il sopraggiungere di altri veicoli sulla corsia centrale. Il punto però è che questa osservazione non è il classico caso dell'uovo di Colombo, del tutto evidente non appena viene mostrato. Infatti, se aumenta il numero dei cambi di corsia, i sostenitori a tavolino della nuova regola potrebbero argomentare che dovrebbe diminuire la probabilità che la corsia su cui ci si sposta sia occupata (lo stesso numero di veicoli si distribuisce su più corsie), e quindi l'esito di una distrazione potrebbe essere meno grave. Una questione difficile da risolvere, a parole. E' per questo motivo che una simulazione può risultare illuminante.

L'automobilista che in questi giorni sperimenta le condizioni che diventano poi aneddoto nelle guide turistiche per stranieri potrebbe però obiettare che la vecchia regola aveva il difetto di stimolare l'infrazione di una norma ancora più importante: il divieto di sorpasso a destra. Quando un veicolo veloce incontra infatti un veicolo più lento che marcia indisturbato sulla corsia centrale, pur avendo quella di destra interamente a sua disposizione, può infatti cedere alla tentazione, se la corsia di sinistra è occupata, di sorpassarlo a destra. Ci sono momenti in cui, con la vecchia regola, risulta difficile distinguere l'autostrada Milano-Bologna da un tratto urbano, con le automobili che marciano sostanzialmente su file parallele, questo è innegabile. Con la nuova regola, qualora venisse rispettata, il vantaggio del sorpasso a destra dovrebbe essere minore.

Ma quanto minore? Per rispondere a questa domanda era difficile rinunciare a simulare anche questa variante, introducendo una (piccola) probabilità con la quale un guidatore decide di sorpassare a destra, qualora la corsia di sinistra sia occupata e quella di destra no. Per ogni cambio di corsia c'è sempre una (piccola) probabilità di distrazione, dagli esiti potenzialmente catastrofici nel caso vi sia un veicolo non visto che sopraggiunge. Risultato: anche se le performance delle due autrostrade virtuali si avvicinano, in complesso (guardando cioè al numero totale di incidenti, nonché alla portata e alla velocità media) quella con le vecchie regole risulta sempre essere migliore. Il motivo è che anche con la nuova regola, contrariamente all'intuizione, le occasioni di sorpasso a destra non mancano. Infatti, se sulla corsia di sinistra vi sono altri veicoli impegnati nel sorpasso di un veicolo lento più avanti, alla (corretta) alternativa di rallentare e mettersi in coda per il sorpasso di questo veicolo, che potrebbe trovarsi anche abbastanza distante, alcuni automobilisti possono preferire l'alternativa di spostarsi sulla corsia immediatamente a destra, superare tutti i veicoli impegnati nel lento sorpasso, sperando poi di re-immettersi sulla corsia di sinistra (magari forzando un po') prima di raggiungere il ‘tappo' davanti a sè. Chiaro? Difficile che questa considerazione abbia convinto del tutto i sostenitori della nuova regola. E' infatti sempre possibile trovare una contro-obiezione, una qualche situazione che può anche verificarsi, e che sembra essere favorevole all'una o all'altra tesi. Ma proprio qui sta il bello della simulazione: nella possibilità di testare la bontà – o la malvagità – di una nuova regola di comportamento sotto una molteplicità di condizioni. Per scoprire che le virtù della corsia della vergogna sono molto più persistenti di quello che si creda.

(1)Tecnicamente, si tratta di una simulazione ad agenti scritta in linguaggio java utilizzando le librerie open source JAS, disponibili al sito http://jaslibrary.sourceforge.net