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Di doman non c’è certezza (Lorenzo de’ Medici)

di Maurizio Maggini 31.08.2007

Quanto fa l’Union tristezza,
il suo tempo fugge via,
se vuol essere lieta sia,
di doman non ha certezza.

Quest’è Veltro e questa è Rosi,
belli, l’un dell’altra ardenti,
nel PiDi staran focosi,
sorridendo, a stretti denti.

Ballan ninfe e satiretti,
Livie, Anne, Franceschetti,
Bersanbacco suona il zufolo alla Cooppe,
è vestito col lenzuolo tutto toppe:

chi vuol esser lieto sia,
di doman non han certezza.
Schiopa va presso a costoro,
ciò che fa crea lo sgomento

e che giova aver tesoro
s’Epifano è poi scontento?
Questa soma che vien drieto
sopra l’asino è Prodeno

così fiacco è spento e ameno,
pien d’acciacchi e d’anni pieno,
ride e gode tuttavia,
chi vuol essere lieto sia.

Questa Unione non risana,
il suo Pil a stento sale,
la ripresa s’allontana,
ma c’è tregua…per il deficit statale.

Han bruciato il tesoretto,
l’Alitala è un fallimento,
le riforme nel cassetto,
alla barca falla barra e manca vento.

Non dan scampo i prezzi cari,
le viscose tassazioni;
chi si affanna pei precari,
chi licenzia i fannulloni?

Ma l’Unione, che bellezza,
al più presto vola via,
di domani è la certezza,
chi vuol esser lieto sia.