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Scadenza del debito estero e crisi finanziarie

di Enrica Detragiache e Antonio Spilimbergo 07.01.2003
Il debito estero a breve termine è stato messo sotto accusa come responsabile delle grandi crisi finanziarie dell’ultimo decennio .....

Il debito estero a breve termine è stato messo sotto accusa come responsabile delle grandi crisi finanziarie dell'ultimo decennio. In queste crisi paesi che fino a pochi mesi prima avevano attratto grossi investimenti internazionali, subiscono un capovolgimento drammatico dei flussi di capitali che li costringe a tagliare le importazioni e bussare alla porta del Fondo Monetario Internazionale per far fronte ai pagamenti in scadenza. Volendo spiegare questo fenomeno, numerosi osservatori hanno notato che i paesi vicini ad una crisi tendono ad avere una maggiore proporzione di debito estero a breve termine rispetto ai paesi "sani". Per esempio, questa proporzione era del 28 per cento in Messico nel 1994, del 40 per cento in Tailandia nel 1996 e addirittura del 57 per cento nella Corea del Sud nel 1997, mentre la media dei paesi non in crisi era intorno all'11 per cento.

Una coincidenza? Al contrario, secondo alcuni teorici delle crisi finanziarie: quando il debito estero è a breve termine, una voce infondata può seminare il panico tra gli investitori internazionali, che hanno una conoscenza limitata delle economie in cui investono, e li può indurre a tagliare il credito precipitando la crisi. Esattamente come succede nelle crisi bancarie, quando i risparmiatori corrono a ritirare i depositi rendendo la banca illiquida. Se il debito a breve è una fonte importante di vulnerabilità, è necessario tenerlo sotto controllo, magari ricorrendo a controlli sui movimenti di capitale. E' la strada scelta dal Cile che ha imposto in passato una tassa sulle entrate di capitale inversamente proporzionale alla scadenza.

Debito a breve termine: sintomo o causa di crisi?

Una visione alternativa, secondo noi più realistica, mette in dubbio questa interpretazione del ruolo del debito a breve nelle crisi finanziarie. Secondo questa visione, il debito a breve termine è un sintomo più che una causa della crisi. L'approssimarsi della crisi induce gli investitori internazionali a limitare i prestiti a lungo termine e ad aumentare quelli a breve, che possono più facilmente non essere rinnovati se la situazione dovesse peggiorare ulteriormente. Dunque, sono le difficoltà economiche a causare l'accorciamento della maturità del debito e non il contrario. Secondo questa interpretazione, politiche economiche che limitano i flussi di capitale a breve rischiano di privare i paesi in difficoltà degli unici capitali in entrata disponibili, un'ancora di salvezza nei momenti più duri.

 

Per saperne di più:

Enrica Detragiache e Antonio Spilimbergo. "Crises and Liquidity: Evidence and Interpretation" IMF Working Paper 01/2: October 2001.