
Il recente richiamo da parte delle Istituzioni Europee all'Italia a rispettare gli impegni presi nell'ambito del Patto di Stabilità ha scatenato una vivace discussione sull'entità esatta del deficit 2002 (e di quelli previsti per il 2003 e 2004). Questa discussione, come quella sull'ammissibilità della cartolarizzazione si concentra spesso su questioni secondarie, del tipo: è lecito utilizzare tecniche finanziarie per trasferire introiti previsti per il 2003 tra le entrate del 2002? La risposta di Eurostat (l'istituto statistico dell'EU) è stata evidentemente no. Ma poiché si trattava dello 0.3 % del PIL è chiaro che non è questo il problema centrale della finanza pubblica in Italia.
Gli aggiustamenti contabili dovranno senz'altro essere tenuti sotto controllo, ma c'è il rischio che si presti troppa attenzione a questo aspetto dimenticando che il problema vero dell'Italia è la massa del debito pubblico, che rimane al 110 % del PIL, il più alto in tutta l'UE, molto al di sopra del traguardo del 60 % fissato nel Trattato di Maastricht. La vera ragione per cui l'Italia deve andare al pareggio del bilancio è la necessità di ridurre questo debito.
In linea di massima, il rapporto debito/PIL si dovrebbe ridurre anche prima di raggiungere il pareggio del bilancio perché se il PIL nominale cresce più del deficit il denominatore cresce più del numeratore e il rapporto si riduce. Questo fenomeno si è verificato in passato e ha aiutato a far passare il rapporto debito/PIL dal 123 % del PIL nel 1994/5 ai 110% di oggi.
Pochi hanno notato che dal 2000 in poi la discesa del rapporto debito-PIL si è interrotta. La ragione principale di questa interruzione del risanamento è che il deficit non riflette più tutto il debito nuovo che lo Stato si accolla in un dato anno. Questo emerge chiaramente dai dati Eurostat sull'andamento del debito pubblico italiano. Questi dati dimostrano che non si può spiegare l'andamento del rapporto debito/PIL per l'Italia tenendo conto soltanto del deficit e dell'evoluzione del PIL. Il debito rimane più alto di quanto risulterebbe da questi due fattori. Questa discrepanza è ammontata al 2 % del PIL nel 2001 e si prevede che rimanga intorno al 1 % del PIL nel 2002. Come è possibile che il debito rimanga più alto di quanto dovrebbe stando alle cifre sul deficit? La discrepanza è dovuta principalmente ai differenti criteri contabili con cui si misura, da un lato, il deficit del settore pubblico e dall'altro lato, il fabbisogno del settore statale, cioè la necessità dello Stato di finanziarsi sul mercato. In parole povere: nel 2001 il debito pubblico è aumentato come se il deficit fosse stato più alto di quello ufficiale di 2 punti di PIL, circa 23 miliardi di euro. L'Italia, meno di tutti i paesi della zona euro, si può permettere un gioco di questo genere. La montagna del debito condanna l'Italia a dover puntare su un pareggio reale dei conti pubblici.