
Il decreto Bersani, che si e' occupato di liberalizzare i servizi erogati da diverse categorie, ha provocato un'accesa discussione che riguarda interessi economici
e possibili rendite di posizione a scapito del libero funzionamento del mercato. L'Italia non può permettersi freni alla crescita e all'innovazione. Una considerazione
che vale non solo per i taxisti, i farmacisti, i notai, ma dovrebbe, a maggior ragione, valere per le Tlc e in particolare per lo sviluppo di Internet.
La questione
della "neutralita' di Internet" e' tutto fuorché tecnica: riguarda proprio libero funzionamento del mercato, interessi economici e possibili rendite di posizione.
Ma ha anche a che fare con la liberta' di espressione e la libera circolazione delle informazioni, sale della democrazia e della trasparenza negli affari.
Negli
Stati Uniti, nelle ultime settimane, il dibattito sulla neutralita' della rete rispetto ai contenuti che vi transitano si e' infuocato: i principi del Primo emendamento
e del libero mercato contro la lobby della banda larga, che difende gli interessi di bottega agendo secondo logica economica, e tiene il Congresso sotto scacco.
La questione e' in arrivo anche da noi.
Cos'e' la "net neutrality"
Net neutrality, ovvero la neutralita' della rete. Stiamo parlando della rete Internet e della neutralita' dell'infrastruttura trasmissiva rispetto ai contenuti che
vi transitano sopra.
"Una rete neutrale" identifica una rete che non discrimina i pacchetti (le informazioni) e li gestisce con lo stesso concetto "Fifo" tipico
della contabilita'. Fifo sta per "First in, first out". Chi prima arriva, prima viene servito. Non esistono priorita' assegnate al trasporto di certe informazioni
rispetto ad altre.
La rete e' come una autostrada. Una autostrada neutrale tratta tutte le macchine alla stessa stregua. Una rete non neutrale potrebbe voler
dire avere il telepass, un limite di velocita' differente, corsie riservate solo per le Fiat, ad esempio. Vorrebbe dire far andare piu' piano le altre marche.
Il
problema, nel recente passato, non si poneva: i modi di uso della rete non richiedevano requisiti particolari. Si inviava una mail e se questa arrivava dopo 10 secondi
o dopo un minuto, poco male. Una pagina web visualizzata con qualche secondo di ritardo, non creava scandalo
Oggi non e' piu' così. O meglio, non e' piu' solo così.
Il nuovo mercato del Voip (Voice over Ip, la telefonia su internet) e dei contenuti video (Ip-tv) sta letteralmente esplodendo. Perché ciò possa accadere
occorre un'infrastruttura di rete veloce. Sempre veloce. I ritardi non sono piu' consentiti. Distruggono i servizi offerti. Dunque, nasce la necessita' di una rete non
neutrale. I pacchetti che usano il protocollo Voip o Ip-tv devono andare veloci. A scapito di altri, ovviamente. E fin qui non c'e' alcun problema.
Una rete che da'
priorita' solo in base alla tipologia dei pacchetti (quelli dell'audio e del video vanno piu' veloci di altri) ottimizza le performance senza creare problemi. e' un modello
"meritocratico".
Si parla di rete non neutrale quando da' priorita' ai pacchetti di un operatore rispetto agli stessi pacchetti di un altro operatore.
Una sorta di modello di avanzamento dei pacchetti non per merito, ma per raccomandazione.
Eccovi intanto, in inglese,
due video esplicativi,
Cosa sta succedendo?
Le reti (come infrastruttura) costano, e sono di proprieta' degli operatori che vorrebbero poterle rendere non neutrali, ovvero dare priorita' ai proprio
servizi a scapito degli altri, in taluni casi negando addirittura accesso ad altre risorse di rete.
Proviamo a capire meglio. Una gran fetta della infrastruttura
di rete in Italia e' di Telecom Italia (soprattutto per quello che riguarda "l'ultimo miglio", ovvero il collegamento della casa dell'utente alla rete). Se la rete non
fosse neutrale, Telecom potrebbe rallentare, anche fino a renderli inutilizzabili, i servizi di operatori telefonici Voip differenti, come Skype, ad esempio. Oppure potrebbe
chiedere a Microsoft un pagamento per far andare il suo sistema di chat Messenger alla stessa velocita' del proprio o di uno concorrente, oppure potrebbe inibire il
collegamento a siti di operatori concorrenti.
Un provider di banda larga non neutrale potrebbe decidere di discriminare o rallentare per ragioni commerciali il
viaggio di contenuti che "non gli convengono". In Usa ci sono gia' stati i primi casi.
Chi e' a favore e chi contro?
Sono a favore di una rete neutrale Google, Amazon, e-bay, Skype. Sono a favore tutti quegli operatori che fanno business, dando servizi a valore aggiunto che
transitano sulle reti. Questi operatori hanno paura di dover condividere una parte del loro fatturato con le Telecom Company. Sono a favore delle neutralita' della
rete i consumatori che non vogliono vedere discriminazioni in quello che possono guardare. Per fare un esempio, vi piacerebbe acquistare un televisore che vi fa vedere
bene solo alcuni canali?
Sono a favore tutti coloro che hanno a cuore la liberta' di informazione.
Sono contrari alla network neutrality tutti gli operatori di
telecomunicazioni.
Non e' che sono cattivi. Cercano solo ulteriori profitti. Il timore e' quindi che Internet possa rimanere vittima di gruppi di interesse
che, facendo leva sul proprio potenziale economico, potrebbero limitare sia l'accesso ai servizi, sia i competitori, consolidati o nuovi.
"Le reti a banda larga
aperte sono d'importanza vitale per la nostra societa', per la futura crescita economica, per il settore high-tech e per il diritto ad un'informazione libera da censure o controlli. Anche se una policy di non
discriminazione dovesse imporre qualche lieve aggravio agli operatori dei network, queste preoccupazioni micro-economiche impallidiscono di fronte ai benefici macro-economici derivanti alla societa' e all'economia complessiva nel
mantenere aperta Internet". (1)
Negli Stati Uniti alcuni provvedimenti della Corte Suprema hanno parificato i provider di banda larga a quelli di tv via cavo. Con il risultato che alcune compagnie telefoniche proprietarie
anche delle infrastrutture di trasmissione hanno cominciato a "rallentare" la telefonia via Internet. In un primo momento sembrava che la "politica"
si schierasse
E in Italia?
La richiesta di far restare la rete libera non significa la richiesta di rete "gratuita" come hanno correttamente scritto Tim Berners-Lee (inventore del www) nell'articolo "Net Neutrality: This is serius" e Susan Crawford sul suo
blog:Ci auguriamo quindi che il segnale dato dal pacchetto Bersani (come ben espresso in questo
editoriale di Francesco Giavazzi) si concretizzi anche in specifiche prese di posizione per una sempre piu' decisa salvaguardia della liberta' della rete.Per saperne di piu'
Video a favore della net neutrality:
http://www.youtube.com/watch?v=nNTc7Ha6l38&mode=related&search=net%20neutrality
http://www.youtube.com/watch?v=l9jHOn0EW8U&eurl=
Un video contro la neutralita' della rete:
http://www.internetofthefuture.org/
Approfondimenti in italiano:
http://www.apogeonline.com/webzine/2006/04/19/01/2006041901269
http://www.voiceoverit.net/?p=666
http://www.dagoneye.it/blog/2006/06/22/net-neutrality-ancora-tim-berners-lee/
Approfondimenti in inglese:
http://en.wikipedia.org/wiki/Network_neutrality
http://dig.csail.mit.edu/breadcrumbs/node/132
http://dig.csail.mit.edu/2006/06/neutralnet.html
http://www.publicknowledge.org/content/papers/pk-net-neutrality-whitep-20060206
http://www.linuxjournal.com/article/8673
http://technorati.com/tag/Net%20Neutrality
(1) Tratto da Public Knowledge.