
Che effetti ha titolare a tutta pagina 'Italia promossa' quando il prodotto interno lordo italiano cresce meno del previsto e Moody's alza il rating del debito italiano al livello portoghese?
Si potrebbe pensare che l'ottimismo possa solo far bene. Soprattutto se l'indagine ISAE (ex Isco) sui sentimenti delle famiglie italiane registra negli stessi giorni un aumento del pessimismo, e le Borse sono in bilico su un possibile precipizio. Chi propina ottimismo può farlo a fin di bene, per ravvivare i consumi e gli investimenti, alimentando la crescita. Un finto ottimismo che vuole essere profezia: ottimisti finti oggi, per poterlo essere davvero domani.
In realtà ridurre l'informazione può solo destabilizzare. Il finto ottimismo genera pessimismo, come dimostrano le vicende dei bilanci truccati di Enron, Worldcom, Vivendi, etc. L'informazione può non essere fraudolenta ma, se non è accurata, aumenta l'incertezza, e l'incertezza fa temere il peggio.
Per lo stesso motivo non è affatto vero che l'aggiustamento al rialzo del deficit 2001 quando Eurostat boccia le cartolarizzazioni sia un fatto puramente contabile, senza effetti sul comportamento di famiglie e imprese. Il deficit si riferisce al passato, ma il suo livello viene portato a conoscenza di tutti solo adesso. Ed è davvero poco confortante che il riporto delle entrate ai bilanci del 2002 e futuri sia commentato come una buona notizia. Come nel caso dei bilanci di aziende quotate che si rivelano reticenti e troppo ottimisti, qualsiasi incertezza mina l'ottimismo.