
La Casa delle libertà avrebbe vinto le elezioni politiche 2006 se avesse mantenuto in vigore il sistema elettorale precedentemente, il "Mattarellum"? Molti pensano di sì, anche se non vi sono riscontri empirici su tale sensazione. Applicando i parametri di un semplice modello statistico stimati con il sistema vigente nel 2001 abbiamo simulato l’esito delle politiche del 2006 con le regole del 2001: la Casa delle libertà avrebbe vinto, anche se meno largamente rispetto al 2001. In Italia, avrebbe avuto infatti almeno 320 seggi alla Camera (contro i 277 ottenuti), e almeno 166 al Senato (contro i 153 ottenuti). Avrebbe cioè ottenuto la maggioranza indipendentemente dall’esito del voto dei residenti all’estero.
L’analisi nel dettaglio
Vediamo l’analisi nel dettaglio. Non è possibile sapere con certezza chi avrebbe vinto le elezioni politiche 2006 se fosse stato in vigore il "Mattarellum" per alcuni motivi. In primis, non è detto che le coalizioni si sarebbero formate come è avvenuto, anche perché il sistema proporzionale fornisce incentivi del tutto diversi da quello precedente. Inoltre, non è detto che gli elettori avrebbero votato allo stesso modo se si fossero trovati di fronte al sistema precedente. Nel "Mattarellum", per esempio, era chiaramente visibile e rilevante, almeno per la componente maggioritaria, la contrapposizione tra due (o più) candidati del collegio.
Nel nuovo sistema, il confronto è stato a livello nazionale, Silvio Berlusconi contro Romano Prodi, e dentro le coalizioni tra partiti diversi. Forse accentuare il carattere nazionale della competizione elettorale era uno degli scopi espliciti della legge. Non disponiamo, infine, di dati definitivi a livello del singolo collegio per effettuare raffinate simulazioni, la cui validità teorica sarebbe comunque afflitta dai problemi citati.
Semplificando una situazione estremamente complessa e per definizione ipotetica, abbiamo utilizzato tecniche statistiche relativamente semplici per ottenere una stima relativa a cosa sarebbe potuto accadere il 9-10 aprile 2006 se fosse stato ancora in vigore il "Mattarellum".
Per la Camera, abbiamo ricostruito con una buona approssimazione il processo di assegnazione dei seggi maggioritari grazie a un modello di regressione lineare in cui, in ogni circoscrizione, la percentuale di seggi maggioritari conquistati dalla Casa delle libertà dipende dalla differenza delle percentuali di voto assegnate alle due coalizioni (nel caso del 2001, Ulivo e Casa delle libertà). Su 25 circoscrizioni, sui dati del 2001, il modello è capace di prevedere bene l’assegnazione dei seggi maggioritari, con una varianza spiegata pari al 91,4 per cento. (1) Il modello con i parametri stimati sul 2001 è stato poi applicato ai risultati elettorali del 2006 (inserendo cioè come variabile esplicativa la differenza percentuale dei voti ottenuti tra le due coalizioni in ciascuna circoscrizione) per simulare l'esito dell'assegnazione dei seggi nel caso teorico in cui le percentuali di voti ottenute nel 2006 fossero state convertite in seggi con le regole del 2001.
Secondo la simulazione, alla Camera la Casa delle libertà avrebbe ottenuto 320 seggi (più specificamente 245 dalla parte maggioritaria e 75 da quella proporzionale), senza tenere conto di eventuali seggi ottenuti in Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta, e tra gli italiani all’estero. Il dettaglio a livello di circoscrizione per la componente "teorica" maggioritaria è riportato nella tabella successiva; è bene ricordare che il modello non è necessariamente valido per le singole circoscrizioni, ma può essere comunque utilizzato per il risultato complessivo.
|
CAMERA-Numero teorico di seggi con sistema maggioritario conquistabili nel 2006 | |
|
Seggi | |
|
I - Piemonte 1 |
4 |
|
II - Piemonte 2 |
15 |
|
III - Lombardia 1 |
23 |
|
IV - Lombardia 2 |
32 |
|
V - Lombardia 3 |
8 |
|
VII - Veneto 1 |
22 |
|
VIII - Veneto 2 |
13 |
|
IX - Friuli Venezia Giulia |
8 |
|
X - Liguria |
4 |
|
XI - Emilia Romagna |
0 |
|
XII - Toscana |
0 |
|
XIII - Umbria |
1 |
|
XIV - Marche |
3 |
|
XV - Lazio 1 |
12 |
|
XVI - Lazio 2 |
10 |
|
XVII - Abruzzi |
4 |
|
XVIII - Molise |
1 |
|
XIX - Campania 1 |
10 |
|
XX - Campania 2 |
14 |
|
XXI - Puglia |
16 |
|
XXII - Basilicata |
0 |
|
XXIII - Calabria |
2 |
|
XXIV - Sicilia 1 |
15 |
|
XXV - Sicilia 2 |
21 |
|
XXVI - Sardegna |
7 |
|
Totale (escl. TTA,VdA) |
245 |
|
Seggi proporzionali |
75 |
|
Totale (escl. TTA,VdA) |
320 |
Perché il nuovo sistema è stato "peggiore" per la Casa delle libertà? La Cdl non ha sfruttato i grandi exploit in termini di voti concentrati in circoscrizioni e Regioni con un elevato numero di elettori (e di seggi), nelle quali avrebbe conquistato la totalità o la quasi totalità dei seggi maggioritari. Alla Camera è il caso, ad esempio di Lombardia 2, Veneto 1, Lazio 2, Sicilia 1 e Sicilia 2; per l’Unione la conquista totalitaria o quasi totalitaria sarebbe stata in un numero minore circoscrizioni, complessivamente meno "pesanti" (Emilia Romagna e Toscana).
Lo stesso procedimento è stato applicato al Senato. Sappiamo che la Casa delle libertà ha ottenuto, escludendo il voto degli italiani all’estero, un seggio in più dell’Unione. Il modello sul Senato riproduce meno bene l’assegnazione dei seggi maggioritari su base regionale del 2001, ma può comunque ritenersi soddisfacente con una varianza spiegata pari all’85,9 per cento. (2)
Secondo la simulazione, al Senato la Casa delle libertà avrebbe ottenuto 166 seggi (più specificamente 129 dalla parte maggioritaria e 37 da quella proporzionale), senza tenere conto di eventuali seggi ottenuti in Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta, e tra gli italiani all’estero. Il dettaglio a livello di regione per la componente "teorica" maggioritaria è riportato nella tabella successiva.
|
SENATO-Numero teorico di seggi con sistema maggioritario conquistabili nel 2006 | |
|
Seggi | |
|
Piemonte |
10 |
|
Lombardia |
35 |
|
Veneto |
18 |
|
Friuli Venezia Giulia |
4 |
|
Liguria |
2 |
|
Emilia Romagna |
0 |
|
Toscana |
0 |
|
Umbria |
0 |
|
Marche |
1 |
|
Lazio |
11 |
|
Abruzzi |
2 |
|
Molise |
1 |
|
Campania |
12 |
|
Puglia |
11 |
|
Basilicata |
0 |
|
Calabria |
0 |
|
Sicilia |
20 |
|
Sardegna |
2 |
|
Totale (escl. TTA,VdA) |
129 |
|
Seggi proporzionali |
37 |
|
Totale (escl. TTA,VdA) |
166 |
Possiamo immaginare che modelli più sofisticati è più realistici potranno essere costruiti quando le informazioni a disposizione saranno abbondanti e definitive, e con sforzi di ricerca appropriati. Non sapremo comunque quali sarebbero state le coalizioni, né come avrebbero votato gli elettori se fosse rimasto in vigore il "Mattarellum". Il nostro, pur semplificato, esercizio di simulazione consente di mostrare, per la prima volta, che è corretta la sensazione dominante. La Casa delle libertà ha perso le elezioni politiche 2006 anche per il nuovo sistema elettorale che ha voluto creare.
(1) Per la Camera è stato utilizzato un modello di regressione lineare del tipo Y(i)=a+bX(i)+residuo(i) dove Y(i) è la quota di seggi (parte maggioritaria) conquistata dalla Casa delle liberta nella circoscrizione i-esima, e X(i) è la differenza tra i voti della coalizione di centrosinistra (Ulivo nel 2001) e quelli della Casa delle libertà. Le stime ai minimi quadrati di a e b sono rispettivamente 0.5376 e -2.9499, il coefficiente R^2 è pari a 0.914. Sono escluse dalla regressione Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige. Il modello è poi utilizzato per "prevedere" l’assegnazione attraverso il maggioritario dei seggi (con limite inferiore pari a zero seggi e superiore pari al numero massimo di seggi). Per il 2001 il modello, che semplifica estremamente dal punto di vista statistico il sistema dei collegi, avrebbe "previsto" 278 seggi maggioritari alla Casa delle libertà contro 282 seggi effettivamente assegnati, con un errore relativo dell’1,4 per cento, sottostimando il numero di seggi effettivo.
(2) Per il Senato è stato utilizzato un modello di regressione lineare del tipo Y(i)=a+bX(i)+residuo(i) dove Y(i) è la quota di seggi (parte maggioritaria) conquistata dalla Casa delle liberta nella regione i-esima, e X(i) è la differenza tra i voti della coalizione di centrosinistra (Ulivo nel 2001) e quelli della Casa delle libertà. Le stime ai minimi quadrati di a e b sono rispettivamente 0.5275 e -3.4528, il coefficiente R^2 è pari a 0.859. Sono escluse dalla regressione Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige. Il modello è poi utilizzato per "prevedere" l’assegnazione attraverso il maggioritario dei seggi (con limite inferiore pari a zero seggi e superiore pari al numero massimo di seggi). Per il 2001 il modello, che semplifica estremamente dal punto di vista statistico il sistema dei collegi, avrebbe "previsto" 144 seggi maggioritari alla Casa delle libertà contro 152 seggi effettivamente assegnati, con un errore relativo del 5.2 per cento, sottostimando il numero di seggi effettivo.
La simulazione effettuata indica sostanzialmente, con le dovute approssimazioni del modello statistico, che, con la distribuzione dei voti effettivamente osservata avrebbe prevalso, in termini di seggi,
Come già indicato nel pezzo, e sottolineato in diversi dei commenti pervenuti, se fosse stata in vigore la vecchia legge la distribuzione dei voti avrebbe potuto essere diversa principalmente perché: 1) le coalizioni si sarebbero formate in modo diverso, come già era avvenuto in passato, 2) la campagna elettorale si sarebbe svolta diversamente (più “sul territorio” e meno “in televisione” come osservano diversi commentatori). Su entrambi i punti non possiamo fornire “conforti” quantitativi, ma solo alcune considerazioni. Sul primo punto: forse le coalizioni si sarebbero formate in modo diverso, anche se almeno per il centro sinistra l’accordo con Rifondazione e con Di Pietro sembrava saldo già prima del cambiamento della legge elettorale. Sul secondo punto, più volte richiamato dai lettori, forse la campagna più “basata sulle persone” e meno “televisiva” avrebbe favorito il Centrosinistra; forse è vero, anche se mi rimane il dubbio che la componente televisiva sarebbe rimasta primaria anche con il vecchio sistema.
Insomma, la simulazione effettuata segue probabilmente l’unico approccio che conduca a risultati quantitativi, dati i voti espressi. Vi sono certamente troppe variabili “qualitative” non considerate (come osserva Luca Cantatore). Si potrebbe non dire nulla, oppure affermare che ha senza dubbio ragione Paolo Carotenuto (che ha il dono di conoscere in modo esatto ciò che sarebbe successo a differenza dello sciocco scrivente senza bisogno). L’articolo usa una semplice tecnica di simulazione per andare a valutare cosa sarebbe successo se, dati i risultati osservati, fosse stata valida la vecchia legge; niente di più, ma neanche niente di meno.