Logo stampa
 
 
 
  Invia la notizia  PDF dell'articolo

Perché una soglia a 15 dipendenti per l'applicazione dell'Art. 18?

di Giuseppe Bertola e Pietro Garibaldi 11.07.2002
Sulla soglia a 15 dipendenti per l'applicazione dell'art.18 dello Statuto dei Lavoratori si registrano prese di posizione molto decise. Praticamente tutti la vogliono eliminare: taluni perchè sostengono che l'attuale normativa rappresenti un tappo insormontabile per la crescita delle piccole imprese; altri perché considerano l'art. 18 un diritto inalienabile, e vorrebbero estenderne l'applicazione anche ai dipendenti delle imprese più piccole e ai Co.Co.Co. Difficile orientarsi in questa situazione.

In Italia, il licenziamento di un lavoratore è legittimo quando sussiste giusta causa (comportamento scorretto del lavoratore) o giustificato motivo (inevitabile eccesso di manodopera). Altrimenti, l'art.18 dà al lavoratore licenziato di un' impresa con più di 15 dipendenti il diritto a ritornare sul posto di lavoro. In pratica, l'art.18 tende ad offire ai lavoratori una tutela fortissima contro eventi sfortunati esterni al loro controllo. Fornire ai dipendenti un servizio di questo tipo implica un costo per le imprese, che risultano di conseguenza contrarie alla sua applicazione. Un beneficio per i lavoratori ed un costo per le imprese. Come si può fare?

Una soluzione potrebbe essere quella di creare un mercato finanziario ed assicurativo che tuteli i lavoratori, e lasciare agli individui il compito di comprare tale servizio sul mercato. Ma nessuna società assicurativa accetterebbe un contratto in cui il lavoratore occupato paga un premio mentre lavora, e l'assicurazione paga un bel gruzzolo quando il lavoratore perde il posto. Il lavoratore, una volta assicurato, non avrebbe più la stessa motivazione sul lavoro e i datori di lavoro licenzierebbero a cuor leggero - tanto paga l'assicurazione -- che ovviamente andrebbe in perdita. In questa situazione, può essere giustificato un intervento coercitivo del legislatore, nello spirito di quanto stabilito dallo Statuto dei Lavoratori.

Ma allora perché si devono esentare le imprese più piccole dall'offrire questo servizio? Come tutte le regole, l'art. 18 comporta dei costi e dei benefici, ed è chiaro che gli uni e gli altri dipendono anche dalla dimensione aziendale. Le imprese più grandi possono essere in grado di offrire la tutela ai lavoratori a costi ragionevoli, in virtù dei loro frequenti contatti con le banche e dell'ampio accesso ai mercati finanziari. Ma le imprese più piccole, milioni delle quali a gestione familiare, hanno grandi difficoltà ad accedere al prestito bancario, e non hanno alcuna possibilità di entrare in borsa. Quando i mercati finanziari hanno queste caratteristiche, il legislatore può avere ottimi motivi per esentare le piccole imprese dall'obbligo di fornire ai lavoratori questa protezione. Se così non fosse, si rischierebbe di introdurre una norma i cui costi più che compensano i relativi benefici.

Il legislatore italiano nel 1970 ha deciso di fissare il limite di applicazione dell'art. 18 a 15 dipendenti. Certo 15 dipendenti non è un numero magico, esattamente come non è sempre vero che a 18 anni si raggiunge la piena maturità, mentre a 17 anni ed undici mesi si è legalmente immaturi: ci sono certamente imprese grandi per le quali il rispetto dell'art. 18 implica costi complessivi superiori ai benefici sociali, e ci saranno pure imprese piccole ben integrate nei mercati finanziari le cui spalle potrebbero sopportare lacciuoli ben più stringenti dell'art.18. Ma la legge deve essere chiara, non può valere caso per caso. E come la maggiore età è passata da 21 a 18 anni, così pure la soglia di applicazione dell'art.18 potrà, un giorno, essere ridotta. Ma perché tale riduzione sia appropriata è necessario che le imprese più piccole abbiano maggiore accesso ai mercati finanziari, mentre un migliore accesso dei lavoratori a strumenti finanziari potrebbe accompagnarsi ad un rilassamento delle tutele sul mercato del lavoro. Difficile dire se l'Italia sia pronta all'uno o all'altro cambiamento. Ma per modificare l'art. 18 si devono considerare onestamente sia i costi che i benefici e le prese di posizione di chi vede solo i costi o solo i benefici generano solo confusione.