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Le Autorità Indipendenti e le proposte di riforma

di Michele Polo 02.10.2002
Il quadro delle Autorità Indipendenti si è formato in Italia nel corso degli ultimi due decenni. ..........

Il quadro delle Autorità Indipendenti si è formato in Italia  nel corso degli ultimi due decenni. Concentrandoci su quelle di competenza e rilevanza economica, le prime tra queste agenzie, inizialmente incardinate presso il Ministero di riferimento e successivamente divenute Autorità Indipendenti, sono state la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (L. 216/1974) (CONSOB), con competenze di vigilanza e regolamentazione del mercato mobiliare e dei comportamenti degli intermediari mobiliari, e l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo (L. 576/1982) (ISVAP), responsabile di analoghe funzioni di controllo per le compagnie assicurative. Ad esse vanno inoltre accostate, pur nella radicale diversità dell'inquadramento istituzionale, le funzioni di vigilanza che la Banca d'Italia svolge con riferimento alla stabilità delle aziende di credito e degli intermediari finanziari.

 

Sempre negli anni Ottanta si è sviluppato un intervento di vigilanza e regolamentazione sui settori dei media, attraverso la istituzione del Garante dell'Editoria (1981) e poi del Garante per la radiodiffusione e l'editoria (1990): pur avendo un impatto significativo sullo sviluppo di questi settori, queste agenzie hanno perseguito un obiettivo prioritario di garanzia del pluralismo nel campo dell'informazione, più che obiettivi di specifica natura economica, confluendo nel 1997 nell'Autorità per la Garanzia nelle Comunicazioni (L. 249/1997) (AGCOM), che associa all'obiettivo del pluralismo quello dello sviluppo della concorrenza e della regolamentazione nel settore dei media e delle telecomunicazioni. Nel 1990, con l'approvazione della legge antitrust, è stata istituita l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (L.287/1990) (AGCM), finalizzata all'attuazione dell'art. 41 della Costituzione attraverso la tutela della concorrenza.

 

Nel corso degli anni Novanta si è poi assistito alla nascita di numerose altre Autorità, che hanno di volta in volta risposto ad esigenze diverse e non facilmente assimilabili tra loro. Possiamo ricordare l'Autorità per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione (D.L. 39/1993) (AIPA), la Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione (L. 124/1993) (CVFP), l'Autorità di Vigilanza sui Lavori Pubblici (L. 109/1994) (AVLP), l'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas (L. 481/1995) (AEEG), oltre alla già ricordata Autorità per la Garanzia nelle Comunicazioni. 

 

Negli ultimissimi anni sono state presentati in Parlamento numerosi Disegni di Legge che intervengono su questa materia. Tra questi, quelli che propongono una più organica trattazione del problema  sono quelli a firma dell'On. Tabacci  e degli On. Amato e Letta.

 

Nel DdL Tabacci si propone un accorpamento delle Autorità esistenti in base alla funzione prevalente che esse svolgono. In particolare, si immagina di raggruppare le funzioni di vigilanza sulla stabilità degli intermediari del risparmio, oggi distribuite tra Banca d'Italia, CONSOB, ISVAP e CVLP, in una Autorità di vigilanza e di controllo sugli intermediari finanziari e sul mercato di borsa, lasciando alla CONSOB la vigilanza sulla trasparenza sul mercato dei capitali; inoltre, si prevede la creazione di una Autorità di regolazione dei servizi pubblici a rete che  raccolga le competenze dell'AEEG,  dell'AGCOM e del Ministero delle Infrastrutture rispettivamente per elettricità e gas, telecomunicazioni e acqua. La nomina dei commissari spetta al Governo: per quella di regolazione su indicazione del Ministero delle Attività produttive e di quello delle Comunicazioni mentre per quella di vigilanza su indicazione del Ministero dell'Economia.

 

Il DdL Amato-Letta propone a sua volta un accorpamento delle competenze su elettricità, gas e acqua in capo all'AEEG. Analogamente, vengono riunite sotto l'AGCOM le competenze su telecomunicazioni e servizi postali. Infine, la vigilanza su alcuni intermediari del risparmio vengono spostate da ISVAP e CVLP alla CONSOB, lasciando invece alla Banca d'Italia le competenze sulle aziende di credito. Per quanto riguarda i criteri di nomina, è il Consiglio dei Ministri a selezionare i Commissari su proposta del Presidente del Consiglio, dopo aver sentito il parere vincolante, con maggioranza qualificata, di una Commissione parlamentare appositamente prevista.

 

Per saperne di più:

i link ai disegni di legge sulle authorities sono: