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REGIONI IN CONFLITTO PER I FONDI EUROPEI

di Paolo Manasse 02.03.2009

Le regioni contribuiranno a costruire una rete di protezione per i disoccupati privi di ammortizzatori sociali. Utilizzando le loro dotazioni del Fondo Sociale Europeo. Ma le regioni del Sud - più povere - dispongono di una quota del Fondo superiore a quelle del Centro-Nord, mentre queste ultime hanno più disoccupati. Trasferire i fondi dal Sud al Centro-Nord? Sarebbe possibile, ma il Governo ha scelto una strada diversa, che lascia inutilizzata per questo scopo una parte delle risorse europee e accolla un onere allo Stato.

 

Il 12 febbraio Governo e Regioni hanno siglato un accordo con il quale si impegnano a co-finanziare, per 8 miliardi di euro, i cosiddetti ammortizzatori in deroga, la rete di protezione contro la disoccupazione per i lavoratori che ne sono sprovvisti (quasi uno su due nel settore privato). L’intesa stabilisce che le Regioni contribuiscano con le rispettive dotazioni del Fondo Sociale Europeo (FSE) per 2650 milioni, e lo Stato si accolli i rimanenti 5350. Le Regioni rimarranno titolari dei fondi europei (tradotto: ciascuna pagherà per i propri precari), e lo Stato aumenterà la propria quota nel caso le risorse non siano sufficienti.
Purtroppo, la strada prescelta di attingere al FSE porterà inevitabilmente il governo ad un bivio: gestire un conflitto redistributivo tra regioni del Centro-Nord e quelle del Sud, oppure gravare il bilancio pubblico più di quanto preventivato. La ragione è semplice: per utilizzare in pieno i fondi europei per gli ammortizzatori sarebbe necessario trasferire considerevoli risorse (circa 725 milioni di euro) dalle regioni più povere (ma meno colpite dalla crisi) del Sud a quelle più ricche (e più colpite dalla crisi) del Centro-Nord. In assenza di un accordo in tal senso, a pagare sarà lo Stato (il contribuente italiano) e non l’Europa. Vediamo perché.

AL CENTRO-NORD PIÙ PRECARI DISOCCUPATI

Il FSE finanzia investimenti per la formazione e l’inserimento nel mercato del lavoro, e prevede due principali linee di intervento: quella avente l’obiettivo convergenza che riguarda le regioni povere (il cui PIL procapite è inferiore al 75% della media EU-25, in rosso nella figura sotto) e quelli con obiettivo competitività, per le regioni ricche (in blu). Com’è ragionevole aspettarsi, le regioni del Sud hanno una quota FSE per il 2007-13 maggiore (il 50%) di quelle del Centro (20%) e del Nord (30%.).(1) Il punto è che i precari che perderanno il posto si trovano soprattutto al Centro-Nord! E questo per diverse ragioni, tra le quali:

  1. Circa il 50% degli occupati si trova al Nord, contro il 20% al Centro ed il 30% al Sud (vedi Tavola A.15 in basso); in particolare si concentra al Nord l’occupazione nell’industria e nei servizi, i settori dove la crisi colpisce di più (vedi auto e beni durevoli), nonché l’occupazione femminile.

  2. Al Nord sono concentrati i lavoratori temporanei (il 42% contro il 20% al Centro ed il 37% al Sud (vedi Tabella A.17.1) e quelli a tempo parziale (54%, 22% e 24% rispettivamente, Tabella A.17.2.)

  3. Al Sud il precariato assume molto spesso la forma di lavoro non regolare, il lavoro sommerso (vedi Tabella A.1 relativa al 2003), che, in quanto tale, esula da ogni forma possibile di protezione.

COME SI DIVIDONO LE RISORSE

Sulla base di questi dati è ragionevole pensare che il fabbisogno di risorse per gli ammortizzatori sarà così distribuito tra le aree del paese: 46% al Nord, 23% al Sud e 31% al Centro.(2) Dunque, se fosse possibile utilizzare tutte le risorse (8miliardi) solo sulla base di queste necessità, e cioè senza il vincolo di destinazione regionale, le regioni del Nord riceverebbero circa 3,7 miliardi quelle del Centro 2,5 e quelle dei Sud 1,8 miliardi. Con il vincolo di destinazione, invece, al Nord andranno solamente 3,3 miliardi circa(3), alle regioni del Centro 2,2 e al Sud 2,6 miliardi. Insomma, Centro e Nord otterranno rispettivamente 296 e 429 milioni meno del loro fabbisogno, e quelle del Sud avranno un avanzo di 725 milioni circa. Saranno disposte a finanziare i precari del Centro-Nord?
Per evitare un conflitto tra le regioni, l’intesa prevede che il deficit del Centro-Nord ricada sullo Stato, anziché sulle regioni meridionali. Ma in questo modo oltre il 27% del FSE non verrà utilizzato! Eppure sarebbe stato possibile impiegare pienamente tutte le risorse europee, senza esigere che le regioni povere cedessero in via definitiva i propri fondi a quelle ricche: quando le dotazioni non coincidono con i bisogni, (quasi) tutti sanno che lo scambio intertemporale migliora il benessere. Sarebbe bastato stabilire che le regioni in difetto di fondi (quelle Centro-Settentrionali) potessero contrarre un prestito, garantito dallo Stato, con le regioni con eccesso di fondi (quelle meridionali), da restituire – diciamo - tra due anni, e magari usando come collaterale il prossimo stanziamento europeo.


(1) Queste percentuali si ottengono sommando agli stanziamenti contenuti nel piano 2007-13: le quote dei piani nazionali, per semplicità sono attribuite in parti eguali alle regioni.
(2) Questo significa ritenere che la crisi colpirà le diverse aree del paese in questo modo: per 1 precario che perde il posto al Sud ce ne sarà circa 1,5 al Centro e 2 al Nord.
(3) Per i dettagli del conto si veda il mio blog, http://paolomanasse.blogspot.com

 
 
 

Tavola A.17.1 - Occupati dipendenti a carattere temporaneo per ripartizione geografica, settore di attività economica e sesso - Anno 2007 (in migliaia)

SETTORI
SESSO
Italia Ripartizioni geografiche 
 
     
 Nord-ovestNord-estCentroMezzogiorno 
 
 
 
 
 
 
 
 
Agricoltura 
 
 
 
 
 
 
Totale228 
121820178 
Maschi131 
8810106 
Femmine97 
4101072 
 
 
 
 
 
 
 
 
Industria in senso stretto 
 
 
 
 
 
 
Totale390 
1111118188 
Maschi255 
69675168 
Femmine136 
42452920 
 
 
 
 
 
 
 
 
Costruzioni 
 
 
 
 
 
 
Totale148 
31212671 
Maschi140 
29192469 
Femmine8 
2222 
 
 
 
 
 
 
 
 
Commercio, alberghi e ristoranti 
 
 
 
 
 
 
Totale260 
66566573 
Maschi114 
27222737 
Femmine147 
39343835 
 
 
 
 
 
 
 
 
Altri servizi 
 
 
 
 
 
 
Totale1.241 
287250267436 
Maschi460 
988686189 
Femmine781 
189164181247 
 
 
 
 
 
 
 
 
TOTALE2.269 
506457460846 
Maschi1.100 
230202198469 
Femmine1.169 
276255261376 
  
 
 
 
 
 
 
        
Fonte: Istat, Rilevazione sulle forze di lavoro 
(a) Gli arrotondamenti delle cifre sono effettuati direttamente dal software che elabora i dati, pertanto non sempre si trova realizzata la quadratura verticale e/o orizzontale.

 

Tavola A.17.2 - Occupati dipendenti a tempo parziale per ripartizione geografica e settore di attività economica - Anno 2007 (in migliaia)

SETTORIItalia Ripartizioni geografiche
 Nord-ovestNord-estCentroMezzogiorno
 
 
 
 
 
 
 
Agricoltura42 
67723
Industria341 
1081087056
Industria in senso stretto278 
95945436
Costruzioni63 
13141620
Servizi2.039 
627468453491
Commercio, alberghi e ristoranti425 
137939699
Altri servizi1.614 
490375357392
Totale settori2.421 
741582530569
 
 
 
 
 
 
 
       
Fonte: Istat, Rilevazione sulle forze di lavoro
(a) Gli arrotondamenti delle cifre sono effettuati direttamente dal software che elabora i dati, pertanto non sempre si trova realizzata la quadratura verticale e/o orizzontale.

 

Tavola A.1 - Unità di lavoro non regolari - Totale economia (in migliaia)

Regioni199519961997199819992000200120022003
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Piemonte190,9201,2196,6189,4198,0214,7215,5190,2179,7
Valle d'Aosta9,18,79,010,09,39,29,49,38,9
Lombardia470,7464,1463,2459,1443,4435,6461,3391,1326,4
Trentino Alto Adige58,664,866,171,560,662,861,759,254,3
Veneto228,6226,3227,0238,2234,5248,4241,2216,2190,6
Friuli Venezia Giulia59,860,157,859,969,167,972,971,470,7
Liguria82,486,786,090,589,587,583,381,178,7
Emilia Romagna204,5202,6204,7208,8211,1211,2212,0200,7176,4
Toscana185,3190,3199,8202,8204,8210,6205,3177,7163,4
Umbria48,446,250,048,552,460,956,549,546,3
Marche73,173,775,376,082,490,282,076,071,8
Lazio346,5346,4358,2368,7364,1378,0384,2358,1336,1
Abruzzo57,161,261,363,461,766,968,769,363,6
Molise15,617,317,918,618,020,622,724,322,3
Campania396,5393,9420,7449,3436,8425,6441,6454,6419,7
Puglia248,7247,6243,8246,6251,1267,5276,5286,4280,3
Basilicata31,632,333,637,538,143,840,842,040,3
Calabria177,0167,1168,8173,4169,4179,1186,7194,1202,5
Sicilia288,5301,2314,7341,7342,4344,5366,1381,0398,2
Sardegna89,896,1104,3111,3109,9104,0113,4105,1107,6
Totale Italia3262,73287,83358,83465,23446,63529,03601,83437,33237,8
Nord-ovest753,1760,7754,8749,0740,2747,0769,5671,7593,7
Nord-est551,5553,8555,6578,4575,3590,3587,8547,5492,0
Centro653,3656,6683,3696,0703,7739,7728,0661,3617,6
Mezzogiorno1304,81316,71365,11441,81427,41452,01516,51556,81534,5