
All’interno del Disegno di legge sullo sviluppo, approvato per fortuna solo dalla Camera, vi è un aspetto apparentemente piccolo ma significativo. Usando come pretesto il rilancio del nucleare, si è deciso di commissariare Sogin, l’impresa del Tesoro che si occupa attualmente della dismissione degli impianti ex Enel (Caorso, Trino) e attività collegate. In generale il commissariamento interviene per sanare atti gravi, e ci si chiede che senso abbia in questo caso. Si potrà dire: la norma decide una pesante ristrutturazione di un’impresa di proprietà del Tesoro, e per guidare questa ristrutturazione è opportuno avere un Commissario. Osservazione del tutto priva di fondamento. Quando il decreto Bersani (1999) o quello Letta (2000) intervennero ancora più pesantemente su Enel (allora al 100% del Tesoro) ed Eni nulla di tutto questo avvenne. Se c’è una legge, la si applica. E si mandano via gli amministratori solo se si rifiutano di farlo. Il Commissariamento è altro. E’ il rientro della politica nelle imprese, ed è un pessimo segnale. Due informazioni, giusto per dare un’idea. Sogin è stata creata dal 1999. Da allora per anni è stata un’impresa senza un piano industriale, nella quale si infilavano plotoni di impiegati amministrativi o generali in pensione. Da circa un paio di anni ha un vero Consiglio di amministrazione, si è dotata di un piano industriale, risparmia sul personale amministrativo, mette a posto i suoi conti. Guarda caso, alla prima occasione mandiamo il Commissario. Difficile non pensar male. Per favore, onorevoli Senatori, mostrate più saggezza dei vostri colleghi della Camera!