
Il Ministro Tremonti ha minacciato di dimettersi se dovesse passare l’emendamento, inserito ad opera di due parlamentari nel decreto
sull’Alitalia, che metterebbe al riparo una serie di managers implicati in recenti e non dimenticati scandali finanziari. La scelta del Ministro e’ un passo importante verso la moralizzazione dell’economia italiana. Ne potrebbe compiere un’altro, con lo stesso spirito e nella stessa direzione. Riveda quella norma contenuta nel decreto del Ministro del Tesoro (1998, n° 516) che fissa le incompatibilità con l’esercizio della funzione di amministratore presso un intermediario finanziario per chi ha subito una condanna definitiva. Renda questo criterio più stringente e lo ampli anche a chi ha procedimenti a carico in corso o subito condanne non definitive. E’ vero che si rischia di rovinare la carriera di un innocente, ma ben peggiore è il rischio – dati i tempi della giustizia italiana – di lasciar gestire per anni a un potenziale truffaldino i soldi degli altri.