
L'aumento dei tassi d'interesse ha fatto emergere in Italia una situazione di rischio per le famiglie che negli anni passati hanno fatto investimenti per l'acquisto della casa. Tanto che il governo ha definito un'intesa con il sistema bancario per allungare le scadenze dei mutui riducendo l'importo delle rate di rimborso. Inoltre, nel periodo 1995-2005 l'aumento reale medio dei redditi delle famiglie è stato inferiore all'1 per cento. Ciò può aver determinato una revisione verso il basso delle aspettative di crescita e una percezione più negativa delle proprie condizioni economiche.
Le difficoltà economiche attuali delle famiglie italiane sono il frutto di un processo protratto nel tempo ed erano già manifeste nell’indagine Survey on Income and Living Conditions del 2005, condotta da Eurostat. L'indagine raccoglie informazioni su reddito e condizioni di vita in venticinque paesi europei e fornisce indicazioni sul livello di onerosità percepito dalle famiglie nei riguardi delle spese per l’abitazione e del credito al consumo. (1)
Situazione di criticità per l’Italia
L’indagine mostra marcate differenze tra i paesi da noi analizzati (Italia, Germania, Irlanda, Francia, Spagna e Regno Unito), evidenziando una situazione di particolare criticità per le famiglie italiane e spagnole. (2) Per queste le frequenze della risposta “Molto onere” per entrambe le categorie di spesa sono più che doppie rispetto agli altri paesi. In relazione ai costi per l’abitazione (tabella 1), il 51 per cento delle famiglie italiane e il 45,5 delle famiglie spagnole ritengono che siano molto onerosi, mentre per gli altri paesi la percentuale si attesta attorno a un valore medio di circa il 22 per cento. Abbastanza simili, tra tutti i paesi europei, sono le percentuali di chi ritiene il costo “abbastanza oneroso”, con la sola eccezione della Francia. Mentre drasticamente diverse sono le percentuali di chi non lo ritiene oneroso: in Italia e Spagna, rispettivamente, solo l’1,3 per cento e il 3,7 per cento delle famiglie.
Analoghe osservazioni possono essere fatte per l’onere percepito del credito al consumo (tabella 2): per Italia e Spagna si conferma un’elevata percentuale di nuclei familiari per i quali l’onere dell’indebitamento per l’acquisto a rate di beni di consumo è molto alto, rispettivamente pari al 46,7 e 48,6 per cento.
Per Italia, Francia e Irlanda è possibile analizzare anche il sottogruppo di famiglie con mutuo e il relativo onere dei costi per l’abitazione (tabella 3). Il divario tra Italia e gli altri due paesi è davvero sorprendente: il 65,1 per cento delle famiglie italiane con mutuo dichiara di percepire come molto onerose le spese per l’abitazione, contro il 19,2 per cento in Francia e il 21,6 in Irlanda. Inoltre, la percentuale di famiglie che dichiara di non percepire onere è sostanzialmente nulla (0,1 per cento), mentre in Francia è pari al 49,9 per cento e in Irlanda al 22,1.
DA COSA DIPENDE L'ELEVATA PERCEZIONE DELL'ONERE?
Esiste una relazione tra le “percezioni dichiarate” degli intervistati nei vari paesi e alcune “variabili oggettive” (le caratteristiche socio-economiche delle famiglie), quali età e grado di istruzione del capofamiglia, reddito familiare e numero di percettori, quota di spese per l’abitazione sul reddito? Le stime di due modelli ordered logit, che mettono in relazione gli oneri percepiti per l’abitazione e il credito al consumo con le caratteristiche socio-economiche delle famiglie, indicano che questa relazione esiste e che l’onerosità percepita, per entrambe le categorie, tende a diminuire all’aumentare dell’età dei capifamiglia, del grado di istruzione, del reddito e del numero di percettori sul numero dei componenti. (3)
Di contro, tende a crescere all’aumentare della quota di spese per l’abitazione sul reddito.
Dall’esercizio condotto emerge anche che a parità di condizioni socio-economiche, le famiglie italiane dichiarano di percepire un onere maggiore rispetto a quelle degli altri paesi considerati. Non è però facile individuare quali siano gli elementi che determinano questa situazione: distribuzione dei redditi, analisi di povertà e indici di disuguaglianza e benessere non sembrano indicare, per l’Italia, condizioni economiche così peggiori rispetto agli altri paesi. Tuttavia, altri fattori possono aver inciso negativamente sulla percezione delle proprie condizioni economiche. Tra questi, una crescita reale media del reddito disponibile, inferiore all’1 per cento negli anni 1995-2005, può aver limitato le prospettive di aumento dei redditi familiari. Inoltre, nello stesso periodo, l’incremento di circa 26 punti percentuali del rapporto debito su reddito disponibile (4) ha determinato un’esposizione creditizia delle famiglie molto superiore a quella sperimentata nel passato, che può aver generato un maggior grado di preoccupazione verso il futuro, nonostante il tasso di indebitamento sia tra i più bassi nei paesi considerati. Infine, il mercato dei mutui italiano è caratterizzato da una forte componente a tasso variabile, circa l’80 per cento dei mutui totali. (5) Ciò può aver determinato una maggiore incertezza sull’incidenza futura della rata del debito sul reddito. Rimane in ogni caso la sensazione che nel 2005, quando i tassi avevano appena iniziato il loro corso al rialzo, quando si era ancora lontani dall’esplodere del caso mutui subprime, le famiglie italiane già percepissero il peso di una crisi divenuta poi manifesta.
(1) Per i costi per l’abitazione la domanda posta ai capifamiglia è : “Lei pensa che i costi che sostiene per l’abitazione in cui vive siano un onere…?”, mentre per il credito al consumo: “Lei pensa che il pagamento di debiti per l’acquisto a rate di mobili o altri beni (esclusi debiti per l’acquisto o ristrutturazione dell’abitazione in cui vive) sia per la sua famiglia un onere…?”. Tre le modalità di risposta per entrambi: 1. Nessun onere, 2. Abbastanza onere, 3. Molto onere.
(2) Per un totale di circa settantamila famiglie intervistate, escludendo le famiglie che dichiarano di godere a titolo gratuito dell’abitazione in cui vivono.
(3) Per maggiori dettagli si veda: “Onerosità dei costi per l’abitazione e del credito al consumo: un’analisi europea su dati Eu-Silc 2005”, Cap. 8, Rapporto di Previsione, ottobre 2007, Prometeia.
(4)Oecd (2007), Economic Outlook, Vol. 8, December (Annex Table 58).
(5)Si veda la monografia: “Il mercato dei mutui alle famiglie nei principali paesi europei”, in Previsioni dei bilanci bancari, maggio 2008, Prometeia.