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EREDITA' TROPPO VINCOLATE

di Marco Pagano e Fausto Panunzi 07.04.2008

Le imprese familiari svolgono un ruolo decisivo nella vita economica di molti paesi. Il loro sviluppo è influenzato dal modo in cui il controllo passa da una generazione all'altra. Perché norme restrittive sulla successione possono ridurre la capacità di investire e di crescere. E la riduzione è tanto maggiore quanto peggiore è la tutela legale dei finanziatori. In Italia, lasciare maggiore flessibilità al testatore potrebbe rimuovere un ostacolo importante agli investimenti delle imprese familiari. E avere effetti positivi sulla crescita economica.

Le imprese familiari svolgono un ruolo decisivo nella vita economica di molti paesi. Quasi tutte le imprese non quotate sono controllate dai fondatori o dai loro eredi. Perfino tra quelle  quotate in Borsa, a livello mondiale il 30 per cento delle grandi imprese e il 45 per cento di quelle di medie dimensioni è controllato da una famiglia. (1)

INVESTIMENTI E QUOTA DI LEGITTIMA

Lo sviluppo delle imprese familiari è legato alla storia dinastica della famiglia controllante ed è influenzato dal modo in cui il controllo passa da una generazione all’altra. Non tutti gli eredi hanno il talento necessario per rimpiazzare il fondatore. Ma spesso non è possibile lasciare l’intera impresa familiare all’erede più “capace”. La legge, infatti, assicura in molti paesi una quota di “legittima” a tutti gli eredi, e in molti casi l’azienda di famiglia è una parte così cospicua dell’asse ereditario che non è possibile soddisfare i diritti dei legittimari senza dare loro una quota dell’impresa. Al momento della successione, questa quota dovrà essere liquidata, così riducendo il capitale proprio dell’impresa; e anche se gli eredi legittimari lasciassero la loro quota investita nell’impresa, la società dovrà pagare loro una parte corrispondente dei profitti futuri, che non potrà essere destinata a remunerare altri finanziatori. In ogni caso, quindi, l’impresa vedrà ridursi la propria capacità di accedere a finanziamenti esterni (per esempio, al credito bancario). Per questo motivo, le norme in tema di successioni ereditarie possono limitare l’investimento delle imprese familiari.

Il problema dovrebbe essere tanto più grave quanto più difficile è l’accesso delle imprese al finanziamento esterno, per compensare con risorse finanziarie esterne il drenaggio di risorse a favore degli eredi non controllanti. A sua volta, l’accesso a finanziamenti esterni è tanto più difficile quanto meno la legge tutela i diritti dei creditori e degli azionisti di minoranza. In conclusione, non solo norme più restrittive in tema di successioni possono ridurre la capacità delle imprese familiari di investire e di crescere, ma la riduzione dovrebbe essere tanto maggiore quanto peggiore è la tutela legale dei finanziatori delle imprese.

LA VERIFICA EMPIRICA

In un recente lavoro scritto con Andrew Ellul abbiamo sottoposto queste previsioni a verifica empirica. (2)
Il primo passo è stata la costruzione di un indice per misurare il grado di flessibilità delle norme in materia di successioni nei vari paesi. La nostra misura è data dalla quota massima dell’asse ereditario che con un testamento si può trasmettere a un singolo erede, tenendo conto della presenza del coniuge e del numero di figli. La tabella in basso mostra il nostro indicatore per alcuni paesi nel caso di presenza del coniuge e di due figli. Come si può notare, le norme in materia di successione variano molto a livello internazionale. Mentre nei paesi di common law, quali Gran Bretagna e Stati Uniti, non vi sono restrizioni sulla ripartizione dell’eredità, nei paesi di civil law, quali quelli dell’Europa continentale, i vincoli sono presenti, seppur in diversa misura tra i vari Stati. Per esempio, in Italia, un individuo con coniuge e due figli può lasciare al massimo una quota del 50 per cento del suo patrimonio a un solo figlio. Tra i paesi mostrati nella tabella, solo la Spagna ha una normativa altrettanto restrittiva.
Usando un campione di 12.918 imprese in 31 paesi nel periodo 1990-2006, abbiamo documentato che la rigidità della legge sull’eredità riduce l’investimento e la crescita delle imprese familiari, mentre non ha alcun effetto su quelle non familiari, come è logico attendersi. Inoltre, conformemente alle previsioni della teoria, i nostri risultati empirici mostrano che tale effetto è maggiore nei paesi in cui la protezione degli investitori è più debole. Tali conclusioni sono particolarmente importanti per l’Italia, che ha una normativa  restrittiva in tema di successioni e al contempo ha un modesto grado di protezione legale degli investitori e una fortissima presenza di imprese familiari. Le nostre stime indicano perciò che riformare la normativa italiana in modo da lasciare maggiore flessibilità al testatore potrebbe rimuovere un ostacolo importante agli investimenti delle imprese familiari, e in tal modo avere effetti positivi sulla crescita economica.

Tabella. Flessibilità delle norme sulle successioni

PaeseQuota massima dell’eredità che può esser lasciata a un figlio (in presenza di 2 figli e del coniuge)
Argentina55.6%
Australia100%
Canada100%
Francia66%
Germania66.7%
Italia50%
Giappone62.5%
Spagna50%
Svezia75%
Regno Unito100%
Stati Uniti100%

 

(1) Si veda “Corporate Governance around the World” di Rafael La Porta, Florencio Lopez-De-Silanes e Andrei Shleifer, Journal of Finance, vol. 54, no. 2, pp. 471-517.
(2) Andrew Ellul, Marco Pagano e Fausto Panunzi “Inheritance Law and Investment in Family Firms”, http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=1092250.