
Il programma del Pdl parla di ristrutturazione dei mutui, ma non specifica chi ne siano i destinatari. Il rischio è di introdurre elementi distorsivi nel funzionamento dei mercati con pratiche onnicomprensive che finiscono con il tutelare poco o niente chi ne avrebbe effettivamente bisogno e diritto. Importante il progetto di generalizzare il principio della portabilità a tutti i rapporti bancari, compresi i conti correnti. Vaga invece la proposta di liberalizzare i servizi privati e pubblici e soprattutto di liquidare le società pubbliche non essenziali.
UN MUTUO PER TUTTI?
Anche Silvio Berlusconi nel suo programma si occupa di finanza. E anche lui fa un po’ di poesia quando, dopo aver proclamato nel punto 2 della seconda missione, “una casa per tutti”, dice che vuole una “riduzione del costo dei mutui bancari delle famiglie rendendone conveniente la ristrutturazione da parte delle banche”, ma senza spiegare come, con quali strumenti e soprattutto per quali mutui.
Non vi è dubbio che questo è uno slogan molto attraente. C’è da chiedersi, però, perché si debba ristrutturare un mutuo prescindendo dalle sue caratteristiche e soprattutto dalle caratteristiche del prenditore: i destinatari della misura sono solo le famiglie che Silvio ricomprende nel “piano casa” e cioè non ancora proprietarie, o tutte? Chi si compra la seconda casa, o paga regolarmente, perché dovrebbe usufruire della ristrutturazione? E bisogna ricordare che già sono operativi altri provvedimenti di agevolazione: ad esempio la Finanziaria 2008 ha previsto un fondo di solidarietà relativo ai mutui per l’acquisto della prima casa. Fondo che, però, interviene solo a favore di coloro che non riescono a sostenere le rate e possono sospendere il pagamento per non più di due volte e per un periodo complessivo non superiore ai diciotto mesi. Siamo ancora in attesa del regolamento ministeriale di attuazione, ma per i mutui valgono le stesse ragioni di critica nei confronti dei provvedimenti, promossi con grande foga alla fine della passata legislatura, di rimborsi generalizzati (finora inattuali) dei possessori di titoli in default: nei periodi pre-elettorali è molto forte la tentazione di misure populistiche che corrono il rischio di introdurre elementi distorsivi nel funzionamento dei mercati con pratiche generalizzate e onnicomprensive che volendo tutelare tutti, finiscono con il tutelare poco o niente chi ne avrebbe effettivamente bisogno e diritto.
I CONTI GIRANO
Silvio fa, invece, decisamente meno poesia e più prosa quando, nel punto 4 della prima missione, propone di generalizzare il principio della portabilità a tutti i rapporti bancari.
È una proposta importante, soprattutto con riferimento ai conti correnti: effettivamente può contribuire, come sostenuto anche dall’Autorità antitrust, ad “agevolare i consumatori e innescare la necessaria pressione competitiva” abbassando gli ostacoli alla mobilità. (1)
Ogni intervento che incentiva a superare atteggiamenti di inerzia e che favorisce una più facile comparabilità della qualità dei servizi con una riduzione dei costi di entrata e uscita è benvenuto. E bisogna dare atto, ma questo ovviamente Silvio non lo può dire, che le lenzuolate di Pierluigi (Bersani) e le iniziative di autoregolamentazione delle banche hanno fatto in questa direzione notevoli passi avanti. Non c’è ancora, e forse è proprio a questo che il programma elettorale Pdl si riferisce, la portabilità del numero di conto corrente, ma qui il problema si fa più complesso, come emerge dalla discussione sul rapporto della Commissione europea sulla mobilità dei conti correnti. (2)
È evidente che la portabilità del numero dalla propria a un’altra banca abbassa, anche psicologicamente e analogamente a quanto avviene per altri servizi, la ritrosia a cambiare, ma è una misura che va attentamente valutata alla luce dei costi che potrebbe avere nella modifica delle infrastrutture informatiche. Da tempo nel nostro ordinamento vigono i principi di analisi di impatto della regolamentazione, per evitare che norme con ottimi propositi comportino svantaggi per il sistema superiori ai loro benefici. Sono principi frequentemente, e in maniera assolutamente bipartisan, dimenticati, ma quello della portabilità del numero è un terreno sul quale muoversi con prudenza: altrimenti, il rischio è che i costi per i correntisti, usciti dalla porta, rientrino dalla finestra.
ULTIMA POESIA
Silvio però non resiste alla tentazione di circondare la sua prosa (una proposta rilevante come appunto quella della portabilità) con altra poesia quando, sempre nel punto 4, dice che vuole liberalizzare i servizi privati e pubblici per favorire il rapporto qualità prezzo per i consumatori, e soprattutto che vuole liquidare le società pubbliche non essenziali. Impegno nobile. La curiosità, oltre a scoprire chi e come liberalizzare in un paese dove notoriamente tutti lo desiderano, ma fuori dalle mura di casa propria, è di leggere la lista delle società pubbliche pronte a buttarsi nella decrepita categoria degli ”inessenziali”.
(1) Autorità garante della concorrenza e del mercato, comunicato del 5 febbraio 2007.
(2) http://ec.europa.eu/internal_market/finservices-retail/