
Sono lieto che il mio articolo ha provocato reazione. Sfortunatamente non mi sara’possibile rispondere pienamente in cosi’ poco spazio ad argomenti complessi che meriterebbero molto piu’ spazio. Al signor Mirco direi che c’e’ solo un paese dove le pensioni sono sufficienti (magari anche per chi lascia il lavoro a meno di 60 anni e vive fino a cento anni), gli affitti sono bassi, la sanita’ e’ buona e gratuita, la scuola e’ pubblica e gratis ed il lavoro, anche quello precario, e’protetto.Il paese si chiama Utopia,
Sicuramente non e’ nell’Unione Europea..
Al signor Cosimo devo ricordare che la spesa pensionistica in Italia e’ la piu’ alta al mondo, come proporzione del PIL.Se le pensioni sono troppo basse,la colpa e’ che ci sono troppi pensionati perche’ l’eta’ pensionabile e’ assurdamente bassa.
Al signor Gianluca vorrei ricordare che I paesi nordici attraversarono periodi molto difficili fino alla meta’ degli anni novanta.Ma allora si resero conto che i sistemi di protezione che avevano costruito dopo gli anni sessanta erano divenuti insostenibili anche per paesi con poca evasione fiscale e con grande tolleranza per una pressione fiscale alta.Cosi’ i paesi cominciarono una dura dieta dimagrante, un fatto che sembra non essere conosciuto in Italia, e fecero molte riforme strutturali,quelle che sembrano spaventare gli italiani.Riformarono i sistemi pensionistici, riducendo il loro peso fiscale; riformarono il mercato del lavoro, rendendolo molto più flessibile; riformarono le imposte, rendendole piu’ efficienti; riformarono il bilancio pubblico; eliminarono molti regolamenti che impediscono l’efficienza. Sui regolamenti suggerirei che il signor Gianluca legga un piccolo libro recente -Volevo solo vendere la pizza-- per darsi conto del peso di regolamenti che diventano una specie do colesterolo nel sistema economico di un paese.
Ora vorrei discutere brevemente il commento piu’ accademico di Riccardo Rovelli. Riccardo crede che la spesa pubblica non si puo’ ridurre. Gli darò le statistiche per i paesi Nordici.Tra il 1995 ed il 2007,la spesa pubblica, come proporzione del PIL, è stata ridotta rispettivamente del 11,6 per cento in Finlandia; del 9,2 per cento in Danimarca; e dell’11,5 in Svezia .Riducendo la spesa pubblica e facendo le riforme menzionate sopra ha permesso a questi paesi di ridurre il disavanzo nei conti pubblici,il debito pubblico riducendo cosi’ la spesa per interessi e persino (ma marginalmente fino ad ora) la pressione fiscale. Siccome ci sono vari paesi con sistemi di protezione efficienti ma con spesa pubblica almeno 15 punti di PIL più bassa dei paesi nordici (vedi Irlanda, Svizzera, Canada, Australia,etc) è chiaro che la cura dimagrante puo’ ancora continuare per alcuni anni.Per questa ragione il bel grafico di Riccardo sarà utile per scrivere un articolo accademico ma non per la nostra discussione.