
1. L'università e la ricerca sono settori di investimento strategici per stimolare la crescita in Europa nel lungo periodo. Ad oggi, la dimensione delle università e dei centri di ricerca dei singoli paesi è insufficiente per competere con le migliori università americane. Le carriere e i criteri di assunzione seguono inoltre indirizzi nazionali e spesso rappresentano un ostacolo alla mobilità dei ricercatori. Ritenete che l'Ue debba, come avviene oggi, sostenere i centri di ricerca e le università nazionali con assegnazioni di fondi comunitari, o utilizzare invece i fondi disponibili per creare nuove istituzioni di ricerca sovranazionali?
2. Siete d'accordo per aumentare in modo significativo gli stanziamenti degli Stati nazionali al bilancio comunitario e costituire un sistema di università europee di eccellenza, in grado di competere ad armi pari con le migliori università americane? Siete d'accordo per uniformare su scala europea i criteri di accesso all'università, allo scopo di favorire la mobilità dei ricercatori?
3. Quali voci del bilancio dell'Ue (agricoltura, fondi strutturali, eccetera) pensate che sia opportuno ridurre per aumentare gli stanziamenti alla ricerca e all'università in Europa? Quali provvedimenti pensate che siano utili a livello dell'Ue per orientare quote significative di fondi privati al sistema della ricerca europea? Ritenete che si debba incoraggiare il mecenatismo dei privati verso l'università con sgravi fiscali, per esempio con la completa detraibilità dei contributi all'università e alla ricerca dall'imponibile delle persone fisiche e/o giuridiche?