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A tavola col ministro

09.09.2003
Girolamo Sirchia, dopo la battaglia contro il fumo, parte per una nuova crociata e insedia una Commissione scientifica di alto livello per decidere la dieta ideale degli italiani. Sapevamo che il liberismo non era più di moda. Ma qui siamo al trionfo del paternalismo. Ci spiace, signor ministro, ma vorremmo continuare a scegliere noi il menu. Sperando sempre che qualche ristoratore non prenda la palla (o la polpetta) al balzo: porzioni più ridotte sì, ma allo stesso prezzo di prima. Per sfruttare anche l'elasticità della domanda al prezzo. Tutto grasso che cola per far dimagrire gli obesi italiani.

In vino veritas. Ma solo mezzo bicchiere a pasto. Bacco, tabacco e Venere... Il professor Girolamo Sirchia subito chiarì come avrebbe interpretato il ruolo di ministro: da luminare della scienza medica a lui interessa la salute degli italiani, perciò ha ribattezzato il suo dicastero, eliminando quel nome vetusto (sanità) che ricorda ospedali, Asl, categorie mediche, farmaci, spesa pubblica, norme e organizzazioni. Che tanto su queste ormai le Regioni hanno molti più poteri di lui.

Dal tabacco a Bacco

Per riconquistare peso e immagine si è scagliato contro il tabacco, con una crociata sacrosanta per la salute e il portafogli. Ma anche di facile presa popolare, visto che i non fumatori sono di gran lunga maggioranza nel Paese, le multinazionali delle sigarette da tempo non godono più di buona stampa e i pochi amanti del fumo sono attanagliati dai sensi di colpa. Allora "dagli al fumatore", anche se le ultime iniziative (foto impressionanti sui pacchetti di sigarette) sono di dubbio gusto e poco adatte allo sguardo dei bambini. Le tabaccherie dovranno attrezzarsi come le edicole che vendono riviste e filmini pornografici? E  almeno su questo fa bene il ministro a prendere le distanze. A Venere ci hanno già pensato i suoi compagni leghisti di Governo, con le iniziative per ripristinare le case chiuse e dotare le lucciole di certificato medico (come le mucche da latte).

Ora il nostro medico-ministro va all'assalto di Bacco e di tutto ciò che imbandisce le nostre tavole. Come ai bei tempi della buonanima, egli ci vuole agili e scattanti: l'obesità non solo è antiestetica ma, ci informa, costa all'erario miliardi di cure mediche. Così ha insediato una Commissione per stabilire la dieta ideale, a casa e al ristorante, con tanto di prezzo per porzione. Niente grassi, poca pasta: addio lasagne alla bolognese grondanti ragù. Non basta: Sirchia predica il venerdì di magro, meglio ancora di digiuno, secondo un'antica tradizione. Ne guadagna anche lo spirito. E crescerà il senso dell'amor di patria, perché nessuno potrà più impunemente esclamare "Franza o Spagna, purché se magna".