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Dall'ideologia ai fatti. Le anomalie nel comportamento delle imprese intorno alla soglia dei 15 dipendenti

di Pietro Garibaldi e Lia Pacelli 13.01.2003
Nella primavera del 2002, il tentativo di modificare l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori ha generato uno dei più drammatici periodi di conflitto sociale degli ultimi dieci anni. .....

Nella primavera del 2002, il tentativo di modificare l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori ha generato uno dei più drammatici periodi di conflitto sociale degli ultimi dieci anni. La soglia dei quindici dipendenti era diventata una specie di linea Maginot. Tutte le parti sociali, Governo Confindustria e sindacati, volevano modificare il livello occupazionale al di là del quale un lavoratore licenziato senza giusta causa ha il diritto ad essere reintegrato sul proprio posto di lavoro. (vedi Bertola e Garibaldi). Ma il dibattito della primavera del 2002 era molto ideologico, con rarissimi tentativi di legare le argomentazioni dell'una o dell'altra parte a ciò che effettivamente suggeriscono i dati. Oggi si può e si deve passare dall'ideologia ai fatti.

Gli effetti dell'articolo18

Alcuni studiosi hanno recentemente utilizzato le basi dei dati INPS disponibili presso il LABORatorio Riccardo Revelli di Torino per analizzare quantitativamente gli effetti dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori sul comportamento delle imprese attorno alla soglia dei 15 dipendenti. Comportamento definito dalle decisioni di aumentare o diminuire la forza lavoro impiegata. La ricerca sostiene che il comportamento delle imprese intorno a tale soglia è statisticamente anomalo, e che tali anomalie appaiano significative e robuste dal punto di vista statistico. Tuttavia, le anomalie rilevabili appaiono quantitativamente piccole. Queste sono le conclusioni. Ma prima di entrare nei dettagli, è bene fare alcune premesse e alcune considerazioni.

La teoria economica suggerisce che esistono imprese "dissuase a crescere": sono quelle imprese che scelgono di vivere permanentemente sotto la soglia dei 15 dipendenti, in modo da evitare l'applicazione dell'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. Inoltre, quando un'impresa è "dissuasa a crescere", il suo livello occupazionale medio è inferiore al livello occupazionale che la stessa impresa raggiungerebbe qualora l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori non si applicasse. L'analisi economica suggerisce anche che un'impresa "dissuasa a crescere" dovrebbe caratterizzarsi per due anomalie nel comportamento occupazionale intorno alla soglia dei 15 addetti.

Dovrebbe avere una maggiore riluttanza a cambiare il proprio livello occupazionale una volta raggiunti i 15 dipendenti, rispetto alle altre imprese.

Dovrebbe avere una tendenza a rispondere in maniera asimmetrica a cambiamenti di domanda, con una tendenza a diminuire l'occupazione in conseguenza di una diminuzione di domanda e, in contrasto, una tendenza a non variare l'occupazione in risposta ad aumenti di domanda.

Difficile individuare le imprese "dissuase a crescere"

Esistono nella realtà le imprese "dissuase a crescere"? Quanto potrebbe modificarsi il loro comportamento rispetto ad una situazione ipotetica in cui l'art. 18 non fosse applicato? Passare dalla teoria all'evidenza empirica non è un esercizio banale. Uno dei motivi per cui il dibattito intorno agli effetti della soglia dei 15 dipendenti è stato molto ideologico e poco scientifico è il fatto che individuare le imprese "dissuase a crescere" è un esercizio statistico-econometrico molto complicato. I motivi della difficoltà sono vari.

Si deve ricordare che esistono diverse istituzioni del mercato del lavoro che si applicano sopra la soglia dei 15 dipendenti. Il diritto dei lavoratori a istituire le Rappresentanze Sindacali Aziendali, i vincoli a rispettare alcuni standard di sicurezza sul lavoro, gli obblighi ad assumere lavoratori disabili e svantaggiati, la legislazione sui licenziamenti collettivi, sono tutte istituzioni che si applicano soltanto alle imprese che hanno superato i 15 dipendenti. Conseguentemente, è difficile identificare esattamente quali anomalie comportamentali siano effettivamente dovute all'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori piuttosto che alle istituzioni sopra elencate.

Inoltre, non è neanche immediato stabilire esattamente quando un'impresa abbia effettivamente superato la soglia dei 15 addetti. Questo per due motivi.

L'articolo 18 si riferisce agli stabilimenti, mentre i dati disponibili normalmente si riferiscono alle imprese. Anche se è vero che la stragrande maggioranza delle imprese piccole è costituita da un solo stabilimento, questa discrepanza è una possibile fonte di problemi di misurazione.

Non tutti i lavoratori presenti in azienda in un dato mese devono essere considerati tali ai fini dell'applicazione dell'articolo 18. I lavoratori interinali, i collaboratori coordinati e continuativi (COCOCO), i familiari del datore di lavoro e i lavoratori temporanei (sotto i nove mesi) non devono essere contati, mentre i lavoratori part-time devono essere contanti in proporzione al tempo effettivamente trascorso in azienda. Questo suggerisce che le imprese possono raggiungere i fatidici 16 dipendenti senza essere sottoposte allo Statuto dei Lavoratori, perché stanno utilizzando lavoratori coperti da contratti non rilevanti ai fini dell'applicazione dello Statuto. Ma le stesse imprese possono anche intraprendere comportamenti più sofisticati e meno leciti per eludere l'applicazione dell'articolo 18. Invece di assumere 16 dipendenti, un'impresa può creare due entità distinte di 8 dipendenti, o può invece assumere in nero il sedicesimo lavoratore. Questi comportamenti elusivi, leciti e meno leciti, non sono rilevabili con le basi dati attualmente disponibili.

"Anomalie comportamentali"

Nonostante queste difficoltà, è comunque possibile utilizzare le basi dati dell'INPS per cercare di individuare eventuali anomalie comportamentali riferibili alle imprese "dissuase a crescere". Utilizzando la base dati di imprese e lavoratori disponibile presso il LABORatorio Riccardo Revelli di Torino, si ottiene un campione di circa mille imprese che operano intorno alla soglia dei 15 dipendenti, relativo agli anni 1986-1996. Analizzando il comportamento di queste imprese alla luce di quanto suggerito dalla teoria economica, in confronto a un "comportamento di base" - cioè a quel comportamento che si dovrebbe ottenere statisticamente qualora non esistesse alcuna anomalia nella condotta delle imprese intorno alla soglia - si raggiungono due risultati.

- La probabilità che un'impresa di 15 dipendenti non cambi il proprio livello di occupazione aumenta di 1.5-2 punti percentuali rispetto al "modello statistico di base". In altre parole, se non esistesse alcuna anomalia statistica, un'impresa di 15 addetti dovrebbe avere il 20% di probabilità di non cambiare il proprio livello occupazionale in un anno. In realtà, tale probabilità è di circa 22 punti percentuali.

- La differenza tra la probabilità di crescere e di decrescere intorno alla soglia è inferiore di circa 1.5 punti percentuali rispetto al "modello statistico di base" che prevede una differenza nulla. Le imprese intorno alla soglia di 15 dipendenti paiono avere un comportamento più asimmetrico (è più probabile che riducano l'occupazione rispetto ad aumentarla), in linea con quanto previsto dall'analisi economica. Si noti che questi due risultati sono abbastanza robusti, nel senso che rimangono tali anche quando si modificano alcune delle ipotesi usate per stimare il "modello statistico di base".

Tuttavia, la dimensione stimata dell'anomalia comportamentale delle imprese attorno alla soglia dei 15 dipendenti appare quantitativamente piccola. Inoltre, il tutto coinvolge un numero di posizioni lavorative certamente non elevato, rispetto al totale dell'occupazione alle dipendenze di imprese private (oltre 9 milioni di persone), dal momento che i lavoratori occupati in imprese di 15 dipendenti sono circa 130 000.

Lo studio a cui ci riferiamo certamente non costituisce un punto di arrivo e certamente non mette la parola fine al dibattito sull'opportunità di modificare la soglia di applicazione dell'articolo 18. Ma i risultati qui riassunti rappresentano un utile punto di partenza, che ci si augura possa essere migliorato con ulteriori e rigorosi studi in futuro.