
Il blocco dei prezzi
Bloccare prezzi e tariffe non è una buona idea per affrontare una accelerazione (modesta) del livello generale dei prezzi. L'impatto sul livello dei prezzi è limitato (solo pochi prezzi tra i tanti possono essere soggetti a controllo) e per di più è temporaneo. L'unico effetto che il blocco sortisce è di "spalmare" l'inflazione nel tempo: un po' meno oggi ma sicuramente un po' di più domani quando quelle stesse tariffe dovranno essere ritoccate vigorosamente per riequilibrare i bilanci delle società interessate dai blocchi.
In compenso il blocco ha dei costi importanti: alterando l'equilibrio tra prezzi e costi di produzione crea problemi di copertura nei bilanci delle società con prezzi soggetti a controllo; induce modifiche inefficienti nella distribuzione degli acquisti perché altera i prezzi relativi. Ciò malgrado il governo riesuma questo vecchio armamentario che si credeva appartenesse definitivamente al passato. Ma inventa anche nuove teorie e conseguenti strumenti.
La teoria "qualitativa" della moneta
Accanto alla consolidata teoria quantitativa della moneta e dell'inflazione di cui narrano i manuali di economia,oggi ha fatto capolino una nuova teoria, coniata, a quanto risulta, durante una pedalata da Umberto Bossi e Giulio Tremonti: la teoria "qualitativa" della moneta. La teoria quantitativa sostiene che il livello dei prezzi è proporzionale alla quantità di moneta in circolazione e il tasso di inflazione uguale a quello dell'offerta di moneta (al netto della crescita della produttività) e raccomanda di ridurre la crescita monetaria per ridurre l'inflazione. La teoria qualitativa asserisce che il livello dei prezzi dipende anche dal materiale di cui sono fatte le monete: se di carta - a parità di quantità di moneta - il livello dei prezzi sarebbe più basso. Di qui la proposta formulata dal Ministro Tremonti: sostituiamo le monete metalliche da 50 centesimi, 1 e 2 euro con banconote di uguale valore e così avremo prezzi più bassi e tutti ci sentiremo più ricchi (con la stessa quantità di moneta potremo acquistare più beni).
Nostalgia del passato?
Ma ogni teoria che si rispetti (e conseguente proposta pratica basata su di essa ) deve superare dei test minimi. L'inflazione era più elevata quando le mille lire erano di carta. Questo getta l'ombra del dubbio sulla neonata teoria qualitativa. Inoltre, se il materiale con cui si coniano le monete ha questo potere chi ci assicura che la carta non sia ancora peggio? Perché non il silice e tornare quindi alle conchiglie, o il tabacco come durante la guerra di secessione americana? Oppure l'oro, caro anche ai teorici della teoria quantitativa. Ma questi ultimi avevano un buon argomento per proporlo: è più difficile da produrre in abbondanza (creando inflazione) delle banconote, che essendo appunto di carta possono essere stampate in gran quantità. Nostalgia del passato?