
E si è concluso il Gennaio bisesto,
denso di drammi e di qualche storiella,
spero non dica di un anno funesto
per un Paese che gira in stampella
Era iniziato con vera sorpresa
Quando si è vista la doppia natura
Uomo del Nord, uomo di Chiesa
Il pio Calisto, una vera sventura
Nato e cresciuto in quel di Collecchio
grassa pianura che suda ricchezza
Ogni mattina il latte nel secchio
Sveglia alle cinque, nessuna stranezza
E invece no, sorriso curiale
La voce bassa, quel modo di fare
Forse all'inizio era qualche cambiale
Poi la valanga che non sai più fermare
Il giro stretto, compagni di banco
Con cui è cresciuto e ha iniziato gli affari
E poi anche i figli, a coprire ogni ammanco
Grande finanza, veri magliari
Noi sian cresciuti vedendo Totò,
il Colosseo venduto al turista
ma non pensavo giungessimo a ciò
tutti gabbati da un illusionista
Ormai non bastan le cose nostrane
Meglio lo scanner che la scolorina
Conti un po' a Parma e un po' alle Caimane
Fiumi di bonds a celar la rovina
I vecchi amici e i figli in carriera,
i luoghi esotici e il club di pallone,
Che confusione, in questa bufera
parliam di latte o di televisione?
E nel bel mezzo di questo marasma
Giunge un silenzio di la dal mare
Il Presidente diventa un fantasma
Solo in pochissimi lo vanno a trovare
Finchè si scopre che per oltre un mese
Mentre noi siamo in braghe di tela
Lui si riposa sereno e cortese
Corse, ginnastica, verdure e una mela
Quando ritorna il suo look balza all'occhio
L'hanno rifatto, pelle di raso
Ma c'è un problema, novello Pinocchio
Sembra gli sia cresciuto un po' il naso.
Però lo spirito è sempre gagliardo,
tutto va bene, vi veglierò io.
Parlando a braccio il suo vecchio bardo
confonde Silvio con il buon Dio.
Mio presidente, da oggi stia attento
Ci dica il vero, consulti gli appunti,
Io non vorrei che a un certo momento
Il naso si allunghi e le cedano i punti.