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La grande sete

07.06.2006

Nel deserto il viaggiatore,
sopraffatto dal calore,
con la bocca ch’è un braciere,
cerca d’acqua, un bel bicchiere.

Ma più sete c’è lì a Roma,
è la sete di poltrona,
è la foga del dominio,
per bandiera ha il rosso-minio.

Che dell’acqua del potere
a sinistra voglion bere
e le sedie del comando
va l’Ulivo conquistando.

Tutti i posti hanno occupati;
pochi voti son bastati.
Le poltrone!? Sono men dei deretani,
per cui chiedono i divani!

Non c’è un posto nel loggione
siede sol chi vota Unione.
Roma, Napoli, Torino:
scusin, c’è per me uno strapuntino?

Si disseta chi ha potenza
di quel sidro non fan senza
assetate le sinistre:
bevon uomini e ministre!

Grande arsura ha Bertinotti,
prosciugar vuole le botti
e quel tale che è Mastella,
….di quell’acqua, a garganella.

Dalla fonte ecco il ruscello,
ci si specchia il bel Rutello,
anche lui brinda contento,
con la manca asciuga il mento.

Oh, elettor del CentroDestra
ben salata è la minestra
e or vorresti un poco bere,
dal zampillo del potere.

Ma quell’acqua hanno scolato
ed il pozzo s’é asciugato.
Orsù invoca il Berluscone,
che propizi un acquazzone!