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DIECI GRANDI ECONOMISTI

di Maurizio Maggini 23.04.2008

Nella storia della scienza
che fa capo a Smith Adamo
il PiDi ha sua semenza
ed i frutti van lontano,

che l’Italia ammodernata
a quei dieci è sempre grata
pel suo Pil che ha sorpassato
pur la Cina e l’Emirato.

Riformista fu l’Amato,
di che cosa l’ho scordato,
ma il primato del ritardo
spetta a Prodi, il neo Ricardo.

Riformò primo l’Occhetto
ma degli esiti splendenti
ha sprecato il tesoretto
il Tommaso, tutto denti.

Nel cenacolo glorioso
s’è allocato, assai borioso,
pure Visco che alle masse
regalò molte più tasse.

Dirimpetto un busto bello:
Quintin Sella? No è Rutello.
Poi D’Alema in piedistallo,
posto al pari del Marshallo.

Nella storia del pensiero
c’è Bersani, ligio e fiero,
del mercato è lui l’alfiere:
spalancollo al parrucchiere.

E’ tra i dieci Bassolino,
seguitor di Celestino,
sul Vesuvio si è seduto,
fece anch’egli, il gran rifiuto.

Ma migliore prolusione
fu però di Vu Veltrone,
che appen vide il programma del partito,
Samuelsone ha il Nobél restituito,
poi con lena senza eguale
ha riscritto il manuale.