Il dramma dell'AIDS nei paesi poveri (40 milioni di persone infettate da virus HIV e malati
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Il dramma dell'AIDS nei paesi poveri (40 milioni di persone infettate da virus HIV e malati di AIDS, di cui 28 nell'Africa nera, 5 milioni di nuovi contagiati nel 2001, solo il 2% dei malati in cura, e quasi tutti nei paesi ricchi) non è più solo una emergenza umanitaria. E' un caso eclatante di mancato governo della globalizzazione. Come qualcuno ha detto alla Conferenza ONU conclusasi recentemente a Barcellona, non è più una tragedia, ma un crimine che si può prevenire.Il duro nodo da sciogliere resta come conciliare due esigenze contrapposte: (a) mantenere l'impegno di tutti i paesi a rispettare il sistema brevettuale come indispensabile incentivo alla ricerca innovativa anche in campo sanitario (secondo gli accordi TRIPs sottoscritti anche dai paesi meno sviluppati al termine dell'Uruguay Round della WTO già dal 1996), ma al tempo stesso (b) favorire l'accesso a cure preventive e farmaci salvavita laddove domanda e offerta di mercato non si incontrano, perché il prezzo remunerativo per l'impresa che brevetta e produce il farmaco è assolutamente fuori portata per la quasi totalità delle popolazioni dei paesi meno sviluppati che ne hanno disperato bisogno.
Il costo delle terapie
Anche se alcune primarie case farmaceutiche (Merck, Bristol-Myers-Squibb, Boehringer e altre) stanno negoziando sconti e concedendo donazioni in alcuni paesi e la stessa concorrenza da parte di paesi produttori di farmaci generici copiati e/o fuori brevetto esercita una pressione calmieratrice sui prezzi dei prodotti brevettati, resta il fatto che terapie retrovirali del costo di alcune migliaia di dollari all'anno non sono assolutamente accessibili a paesi il cui l'intero reddito pro capite medio annuo si aggira tra i 100 dollari dell'Etiopia e i 3000 dollari o poco più di Sud Africa, Botswana e Gabon. Per avere dei confronti, si stima che mentre in Kenya (che riconosce il brevetto) il costo del trattamento di cura dell'AIDS sia di 20 dollari al giorno (7300 dollari all'anno), in Thailandia (che ammette farmaci fuori brevetto) l'analogo costo sia di 0,70 dollari (255 dollari all'anno). In Kenya e paesi simili dell'Africa Sub-Sahariana la spesa sanitaria pubblica si aggira su 40 dollari pro capite all'anno, che vanno confrontati con i 7000 dollari di cui sopra. Per contro il Brasile sembra aver avuto un certo successo nell'arginare il contagio da quando ha autorizzato e favorito la produzione fuori brevetto di 7 su 12 farmaci anti-HIV.Nella stessa "ricca" Botswana (reddito pro capite di 3240 dollari nel 1999, 39% della popolazione adulta affetta da HIV), a due anni dall'inizio di un apposito intervento co-finanziato dal governo con la Merck e la Bill & Melinda Gates Foundation, solo 500 su 330.000 casi segnalati risultano aver fatto uso di farmaci retrovirali. Certo ci sono anche precise responsabilità dei governi locali, ma il vincolo finanziario resta determinante.La Roche ha recentemente annunciato la scoperta di una cura in grado di attaccare il virus prima del suo insediamento nelle cellule: prezzo previsto da 10.000 a 20.000 dollari all'anno!
Effetti sullo sviluppo economico
Virus e malattia hanno effetti dirompenti sulla struttura demografica dei paesi maggiormente colpiti (mortalità di giovani adulti, trasmissione generazionale, bambini orfani senza assistenza educativa), con evidenti ripercussioni negative sulla produttività della forza lavoro, sul sistema scolastico e sull'onere della spesa sanitaria che grava sul bilancio pubblico, riducendo gli spazi per altri investimenti pubblici essenziali per combattere sottosviluppo e povertà. La recente Conferenza WTO di Doha ha comunque segnato, almeno sulla carta, dei progressi significativi a favore dei paesi poveri, bloccando le azioni sanzionatorie dei paesi ricchi contro i produttori di farmaci generici (soprattutto Brasile e India, da poco anche la Cina), incoraggiando contratti di licenza obbligatoria (che però presuppongono capacità di gestione industriale spesso fuori portata dei paesi più poveri), ma astenendosi dal prendere posizioni nette sulle cosiddette importazioni parallele di farmaci generici o a prezzo scontato. Ma le dichiarazioni di buoni intenti cominciano a suonare preoccupantemente inadeguate, data la velocità con cui il dramma va diffondendosi. Mentre a Roma si discute viene espugnata Sagunto!
Cosa Fare?
Urge ormai una iniziativa coraggiosa da parte dei paesi ricchi, che nel recente ritiro del G8 in Canada non sembrano averci dedicato molta attenzione, nonostante le dichiarazioni iniziali. Da un lato, un massiccio finanziamento pubblico della ricerca clinico-farmaceutica pubblica e privata in questo campo, che riduca i costi della sperimentazione farmacologica e clinica per le case produttrici e in tal modo consenta di ridurre i prezzi finali. Dall'altro lato, un incremento consistente dell' aiuto pubblico allo sviluppo specificamente indirizzato a sussidiare la differenza tra prezzo riconosciuto alle case brevettanti e prezzo fatto pagare alle popolazioni più povere. Accanto a ciò, l'aiuto pubblico deve naturalmente concorrere a costruire sistemi sanitari efficienti (soprattutto la diffusione dei farmaci disponibili in contesti sociali complessi e talora ostili, impostare politiche efficaci di prevenzione, generare nuove capacità di produzione locale per lo sfruttamento delle licenze obbligatorie). Restano i vincoli delle infrastrutture di base, senza cui anche farmaci non brevettati a basso costo non riescono ad arrivare capillarmente alla popolazione bisognosa (argomento citato anche dalle case farmaceutiche per allontanare le proprie responsabilità…).
Una campagna globale contro l'AIDS
Occorre in definitiva una grande campagna globale contro AIDS e malattie endemiche diverse dall'AIDS ma tutt'altro che debellate. Recentemente si sono rilevate pericolose interazioni tra AIDS e il 12% dei casi su 1,8 milioni di morti all'anno di tubercolosi . Si stima che 9-10. miliardi di dollari, circa il 20% delle somme recentemente spese da tutti i paesi donatori, sarebbero necessari per affrontare efficacemente il flagello AIDS . Per memoria, i soli USA spendono ogni anno circa 350 miliardi di dollari per spese militari.
Per saperne di più:
WTO, Declaration on the TRIPS Agreement and Public Health , Doha, 14 November 2001
De Benedictis Luca, L'Accordo TRIPs e il prezzo dei farmaci nei PVS, mimeo, 20 novembre 2001
Acconci Pia, L'accesso ai farmaci essenziali. Dall'Accordo TRIPS alla dichiarazione della Quarta Conferenza ministeriale OMC di Doha, "La Comunità Internazionale, 4,2001 (profili giuridico)
Bombarda P. - Lambertini L. - Rovelli R., Dalla ricerca alla cura: perché è così difficile assicurare la diffusione dei farmaci essenziali contro l'AIDS nei paesi poveri?, dispensa preparata per il corso di "Microeconomia ed Economia delle istituzioni", Facoltà di Scienze Politiche, Università di Forlì, 18 maggio 2002
Lamy Pascal, L'Europe en première ligne, Seuil, Avril 2002, cap. 5