
Fino a metà degli anni Novanta, l'Europa creava molti meno posti di lavoro rispetto agli Stati Uniti, ma almeno la produttività del lavoro in Europa cresceva più rapidamente. Da metà degli anni Novanta l'Europa ha cominciato a perdere colpi anche sulla produttività. L'avvento delle tecnologie dell'informazione ha indotto una straordinaria accelerazione della produttività negli Stati Uniti, mentre nei grandi paesi europei la produttività è rallentata (Tabella 1, colonne 1-3). Perché questa divergenza? E perché i grandi paesi europei non riescono a trarre vantaggio dalle nuove tecnologie?
Gli Stati Uniti
L'accelerazione della produttività americana è dovuta per circa l'80 per cento alle nuove tecnologie dell'informazione. La crescita della produttività del lavoro può essere scomposta in due parti: una riconducibile all'accumulazione di capitale (fisico, umano e tecnologico); e una componente residuale dovuta alla maggiore efficienza con cui sono impiegati tutti i fattori produttivi (la cosiddetta produttività totale dei fattori produttivi). Come risulta dalla Tabella 1 (colonne 4-6), l'aumentato investimento in beni IT (computer, cellulari, attrezzature per le telecomunicazioni e software) ha contribuito ad accelerare la produttività di circa 0.3. Ma il contributo maggiore delle nuove tecnologie lo si vede nella componente residuale della produttività (la maggiore efficienza nell'uso di tutti i fattori produttivi). Come illustrato nella Tabella 1, colonne 10-13, questo aumento di efficienza è concentrato soprattutto nei settori che producono beni IT. Le continue riduzioni di costo nella produzione di semi-conduttori e lo spostamento di lavoratori nei settori ad elevata crescita della produttività hanno consentito di accrescere l'efficienza nell'uso delle risorse e di aumentare la crescita della produttività di circa mezzo punto percentuale l'anno.
L'Europa
Anche in Europa si sono diffuse le tecnologie dell'informazione, soprattutto verso la fine degli anni Novanta. Eppure, la crescita della produttività è rallentata. Perché questa differenza rispetto agli Stati Uniti?
Una prima ragione, non necessariamente negativa, può essere che in questo stesso periodo i grandi paesi europei hanno attuato riforme che hanno incoraggiato l'impiego di lavoro meno qualificato e con contratti temporanei. Le tecniche produttive sono diventate più intensive nell'uso di lavoro, il rapporto capitale-lavoro ha rallentato la crescita, e ciò ha influenzato negativamente l'andamento della produttività (Tabella 1, colonne 7-9).
Una seconda ragione è che l'accumulazione di capitale tecnologico in Europa è un fenomeno più recente rispetto agli Stati Uniti. Anche se nel 2001 la percentuale del PIL destinata alla spesa e all'investimento in beni e servizi IT era pressoché la stessa in Europa e negli Stati Uniti (circa l'8 per cento e il 3.5 per cento dei rispettivi PIL), questo è stato il risultato di un aumento marcato e concentrato in pochi anni. Ancora nel 1999 la spesa complessiva e per investimenti in IT in Europa era inferiore a quella USA di ben 1.5 punti percentuali. La diffusione delle tecnologie dell'informazione in Europa è dunque stata massiccia nel 1999-2001, proprio quando negli Stati Uniti si raggiungeva prima il picco dell'investimento in IT (1999-2000) e poi la sua brusca riduzione (2001). Poiché questa fase ha coinciso con un rallentamento ciclico dell'economia mondiale, può essere ancora troppo presto per vedere i benefici dell'accumulazione di capitale tecnologico sulla produttività del lavoro in Europa.
Vi è tuttavia una terza differenza tra Europa e Stati Uniti, assai più preoccupante. Tra la prima e la seconda metà degli anni Novanta, la componente residuale della crescita della produttività (che misura l'efficienza di tutti i fattori produttivi) è diminuita di oltre un punto percentuale in Italia, Spagna e Regno Unito, è rimasta costante in Francia e Germania, mentre è aumentata di 0.66 punti percentuali negli Stati Uniti (Tabella 1, colonne 10-13). I dati settoriali dicono che il contributo dell'innovazione alla produttività è venuto a mancare soprattutto nei settori che usano intensivamente le tecnologie dell'informazione. Nel commercio all'ingrosso e al dettaglio, ma anche nella finanza e negli altri comparti del terziario avanzato, la produttività è rimasta pressoché costante in Europa, mentre aumentava al 4-5 per cento l'anno negli Stati Uniti. A questi ritardi, si deve aggiungere il minor peso dei settori hi-tech (quelli che producono l'IT) e la loro minore capacità di assorbire occupazione in tutte le grandi economie europee.
L'Europa non ha saputo fare un uso produttivo delle nuove tecnologie
Insomma, il problema dell'Europa sembra essere la mancanza di un uso produttivo delle nuove tecnologie, sia dal lato dell'utilizzo che dal lato della produzione. Con riferimento all'utilizzo, l'Europa ha investito in IT, ma non sempre per utilizzi produttivi. L'esempio classico è la diffusione dei cellulari, un sintomo di benessere che migliora la qualità del tempo libero, ma non ha grandi effetti sulla crescita della produttività. Con riferimento alla produzione, i grandi paesi europei hanno accumulato pesanti ritardi rispetto agli Stati Uniti: i settori che producono nuove tecnologie sono di dimensioni molto più ridotte, e le quote di mercato dei nostri esportatori si sono ristrette. Poiché i settori che producono IT sono quelli in cui la crescita della produttività è più elevata, questa differente composizione settoriale della produzione ha effetti rilevanti anche sull'andamento della produttività. Non casualmente, gli unici paesi europei con una crescita elevata della produttività nella seconda metà degli anni novanta sono Irlanda, Finlandia e Svezia, nei quali i settori in cui si produce l'IT costituiscono una proporzione elevata del valore aggiunto e dell'occupazione.
Per quale ragione in Europa la tecnologia stenta a trovare un uso produttivo? Una possibilità è che ciò dipenda da differenze tra America ed Europa che non hanno nulla a che vedere con la tecnologia. Molte delle istituzioni dei grandi paesi europei impediscono di trarre vantaggio dalle nuove tecnologie, perché soffocano gli incentivi individuali, ostacolano la mobilità delle risorse, e rendono più difficile la selezione delle imprese più efficienti e dinamiche. Se questa interpretazione è corretta, il contrasto tra il dinamismo degli Stati Uniti e dei piccoli paesi del Nord Europa, da un lato, e la stagnazione dei grandi paesi europei, dall'altro, è destinato ad accentuarsi.
Per saperne di più:
In un numero speciale della rivista Oxford Review of Economic Policy (Fall 2002) sulla New Economy, molti dei temi trattati nell'articolo sono discussi estesamente in modo non tecnico.
Decomposizione della crescita della produttività del lavoro negli USA e in Europa 
La produttività del lavoro è misurata come il rapporto tra il PIL e il numero delle ore lavorate.
Fonte: F. Daveri, "Information technology and productivity growth across countries and sectors" in D.Jones, B.Steil, R.B.Freeman, E,Brinjolfsson and R.E.Litan (eds.), The New Economy Handbook, Academic Press, 2003, forthcoming