
La riduzione dei costi di registrazione dei brevetti rientra tra le priorità della Commissione europea. Nella passata legislatura il Governo italiano è andato oltre queste indicazioni programmatiche, cancellando con l’ultima legge Finanziaria parte delle tasse brevettuali. Siamo sicuri che si tratti di un intervento realmente idoneo a promuovere l’attività innovativa?
Vantaggi del brevetto europeo
Varo del brevetto europeo e, in generale, individuazione degli strumenti più efficaci per tutelare gli interessi degli inventori, senza limitare in modo troppo rigido l’accesso alle nuove conoscenze, sono temi più volte riportati al centro del dibattito di politica industriale da lavoce.info.
Vi sono tuttavia alcuni aspetti che meritano un ulteriore approfondimento. Tra questi, il fatto che l’armonizzazione si interrompe con il rilascio del brevetto, e gli aspetti legali relativi alla sua tutela restano diversi da un paese all’altro. In particolare, uno dei passaggi più delicati dell’iter di riforma dell’European Patent Convention (
Tre direzioni da seguire
Nel disegnare l’evoluzione del sistema brevettuale europeo, anche in ottemperanza degli accordi di Lisbona, si dovrebbe a nostro avviso operare in almeno tre direzioni.Innanzitutto, è necessario assicurare ampio accesso alle invenzioni di base, ancora lontane dall'applicazione industriale, ma che possono essere fondamentali per il progresso della ricerca., Dopo le riforme degli anni Ottanta, negli Stati Uniti si è aperta una corsa sfrenata a brevettare, che ha spesso precluso il progresso dell'innovazione e ne ha fatto aumentare i costi per problemi di licenze. (1) Per attenuare il problema, andrebbero stabilite regole precise e uniformi per le eccezioni riguardanti la ricerca, necessarie per assicurare continuità agli investimenti in ricerca e sviluppo. (2)
In secondo luogo, gli uffici brevettuali dovrebbero migliorare la gestione delle nuove aree tecnologiche, nelle quali è difficile stabilire con esattezza i domini di brevettabilità e l’ampiezza del salto innovativo. In queste aree, la protezione brevettuale non dovrebbe rappresentare uno strumento per bloccare l’accesso ad altri inventori. Specialmente nei settori emergenti, quando ancora manchi l’esperienza da parte degli uffici brevettuali, sarebbe auspicabile che fosse analizzato l’impatto economico delle invenzioni e che questo fosse confrontato con sistemi di tutela alternativi, come ad esempio il copyright o la totale non brevettabilità.
Infine, si dovrebbe promuovere la qualità dei brevetti. Brevetti di scarsa qualità, con un salto innovativo ridotto o con una dubbia utilità, sono dannosi da un punto di vista sociale: la loro proliferazione fa aumentare il carico di lavoro degli uffici; e crea incertezza sulla validità del sistema brevettuale nel suo complesso. Un efficace meccanismo di opposizione da parte di terzi successivamente al rilascio del brevetto può costituire una soluzione, ma non servirebbe ad alleggerire gli uffici brevettuali dalle per invenzioni di scarsa utilità.
Le tasse brevettuali potrebbero essere invece un incentivo per gli inventori a effettuare una scrematura preventiva delle loro richieste di brevetto. Si potrebbe disegnare una tariffa differenziata: una tassa alta "di ingresso" per chiunque depositi una richiesta, che poi si riduca nel caso in cui il brevetto sia effettivamente rilasciato. Abolire del tutto e indiscriminatamente la tassa comporterebbe invece il rischio di un deterioramento della qualità dei brevetti, favorendo una proliferazione delle domande per pseudo-invenzioni che non soddisfano i requisiti cruciali dell’utilità, della non ovvietà e dell’originalità. Per una volta, dunque, la formula magica del taglio delle tasse potrebbe rivelarsi un autentico boomerang.
Per saperne di più
Meller, P. (2006), "Italy move on fees endangers EU patent effort", International Herald Tribune, 17 gennaio.
(1) Questo fenomeno è noto in letteratura con il nome di tragedy of the anticommon. Le proprietà che vanno sotto il nome di anticommons sono speculari a quelle definite commons. Quando una risorsa tende a essere sovrautilizzata poiché sono in troppi a farne uso e nessuno può escludere l'altro, si è di fronte alla tragedy of the commons. Al contrario, una risorsa è sottoutilizzata in una tragedy of the anticommons, quando un gruppo di proprietari esercita il diritto di escludere gli altri dall’utilizzo della risorsa con il risultato che nessuno di loro ha il privilegio effettivo di farne uso.
(2) Si tratta del principio cosiddetto di "eccezione dell’uso sperimentale", che prevede il diritto di svolgere ricerca, per soddisfare la curiosità del ricercatore, su materie coperte da brevetto.