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Il Supermarket dell'evasore. Il maxi-emendamento fiscale alla Finanziaria 2003

17.12.2002
Questa volta si è davvero battuto ogni record: condoni per tutti i gusti e per tutte le esigenze: imposte dirette, IVA, IRAP, ICI, tassa sui rifiuti, tasse auto, capitali all’estero, registro, successioni, obblighi contabili. E l’elenco potrebbe continuare.....

Questa volta si è davvero battuto ogni record: condoni per tutti i gusti e per tutte le esigenze: imposte dirette, IVA, IRAP, ICI, tassa sui rifiuti, tasse auto, capitali all'estero, registro, successioni, obblighi contabili. E l'elenco potrebbe continuare. Con il maxi-emendamento fiscale alla Finanziaria per il 2003, si è pensato davvero a tutto, completando l'offerta già ampia di sanatorie fiscali contenuta nell'originario disegno di Legge Finanziaria (si veda MARCHESE).

Per la prima volta l'evasore è stato trattato come un consumatore. Si sono studiate tutte le possibili esigenze, tutti i profili, come direbbero gli esperti di marketing.

Ecco allora la possibilità di definizione automatica per imprenditori e professionisti in base agli studi di settore. E per chi era già congruo e coerente? Niente paura, con soli 300 euro si può comprare la tranquillità, nel caso in cui si avesse qualcosa da farsi perdonare. E per chi non è interessato ad una definizione automatica? Ha la possibilità di integrare la singola dichiarazione. Ma non c'era già il ravvedimento operoso? Sì ma che c'entra, con quello si dovevano pagare gli interessi e pure una piccola sanzione. Ora no, tutto gratis e pure con una bella franchigia di protezione sui futuri accertamenti del fisco. Dichiari 100 e guadagni 200: "prendi due e paghi uno" direbbero al supermercato.

Ma c'è di più. Se qualcuno non vuole che il fisco sappia del proprio pentimento? Tranquilli. Si è pensato anche a loro. Si è previsto che la dichiarazione integrativa possa non essere inviata al fisco. Basterà portarla in banca che la conserverà segretamente e ne darà ricevuta, come con lo "scudo fiscale" per il rientro dei capitali. E se poi qualche ostinato ispettore fiscale busserà alla porta? Sarà sufficiente mostrargli la ricevuta per cacciarlo via e pretendere anche le scuse.

Ancora. Se qualche giudice, non contento del fatto che il condono estingue tutti i reati tributari, anche quelli più gravi come le fatture false e le dichiarazioni fraudolente, continuasse ad indagare su qualche reato collegato, magari un falso o una ricettazione? Ci si è ricordato anche di questo: si estinguono anche i reati connessi. Ma non vi sono rischi di introdurre, attraverso questa norma, una amnistia generale a pagamento per i fatti di criminalità economica? E senza neppure bisogno della maggioranza dei due terzi del Parlamento per accordarla, come richiede la Costituzione, perché qui non si parla di amnistia, ma di "non punibilità".

E, infine, se qualcuno volesse mettere una pietra sopra i suoi scheletri fiscali? Si è pensato anche a lui, con il condono "tombale" (il nome non è dei migliori ma il risultato è garantito). Che dia il 20 per cento dell'imposta lorda pagata a suo tempo e non se ne parli più!

Gli esempi potrebbero continuare ancora a lungo. Meglio fermarsi qui. Resta però da chiedersi: quale credibilità può avere uno Stato che tratta così il contribuente? Ma forse siamo noi che non abbiamo capito. I contribuenti non esistono più, oggi esistono solo i consumatori.