
La manovra di finanza pubblica prevista dal governo con la Legge Finanziaria 2003 attualmente in discussione alla Camera, si basa, sul versante del prelievo, su circa 8 miliardi di euro di entrate straordinarie dovute al nuovo concordato di massa (cfr segnalazione Marchese). E' credibile questa ipotesi? Prevedere il gettito di condoni e concordati è naturalmente molto difficile. L'amministrazione fiscale italiana è assai avara nel fornire dati sulle caratteristiche e i comportamenti dei contribuenti, a differenza di altre amministrazioni, come quella degli Stati Uniti. Un ulteriore motivo di difficoltà nel fare previsioni nasce dai "comportamenti di gregge" che li caratterizzano. Più ampia è l'adesione, infatti, e più aumenta la convenienza per chi è restato fuori a unirsi al gregge, perché la pecorella isolata è più visibile per chi controlla. Perciò i condoni tendono in genere a dar luogo a grandi successi o a grandi fallimenti. Non ci sono vie di mezzo. Il calcolo svolto qui sotto è, quindi, necessariamente approssimativo. Tuttavia offre qualche elemento utile di riflessione.
Le variabili rilevanti
Nelle analisi empiriche sul gettito dei condoni (1) risultano di regola significative tre variabili nel determinarne il successo: l'ammontare del reddito occultato al fisco, le sanzioni attese e il prezzo offerto per l'adesione. [CFR BORDIGNON]. Vediamo qual è la situazione attuale in rapporto al concordato di massa del 1994 (che è quelle preso a modello dal fisco per il concordato 2003).
Reddito occultato: è ragionevole ipotizzare che l'ammontare del reddito nascosto dai soggetti interessati al concordato e potenzialmente condonabile sia oggi in quota del PIL maggiore che nel 1994. Infatti, anche se vi è stato un qualche recupero di evasione connesso alla cooperazione fisco-categorie che fa capo agli studi di settore (2), l'incidenza sul PIL del reddito delle categorie potenzialmente interessate è aumentata in seguito all'accentuazione della propensione alla piccola dimensione aziendale e al lavoro autonomo.
Sanzioni attese: la situazione appare oggi meno favorevole che nel 1994. Come segnalato dalla stessa Corte dei Conti nell'audizione relativa alla legge finanziaria 2003
(http://www.corteconti.it/RICERCHEDOCUMENTAZIONE/ATTI%20PRODOTTI%20DALLA%20CORTE/atti.htm) nell'ultimo decennio le sanzioni per l'evasione sono state sostanzialmente ridotte, in seguito a riforme nelle sanzioni tributarie amministrative e penali e all'introduzione di strumenti, come l'accertamento per adesione, che per deflazionare preventivamente il contenzioso tributario riducono i pagamenti richiesti. Un'importante variabile che influenza la domanda, cioè la sanzione attesa - visto che l'attività di controllo è rimasta sostanzialmente invariata - non può cioè giustificare oggi una disponibilità a concordare simile a quella del 1994.
Prezzo per l'adesione: nella legge finanziaria esso è definito per i contribuenti in regola con gli studi di settore o i parametri, nella misura di 300 euro per annualità pregressa, mentre è indefinito per gli altri. Sembra di capire tuttavia che l'idea del governo sia quella di contenere l'onere per chi ha risposto positivamente all'amministrazione in passato (cioè i contribuenti in regola con gli studi) e di calcare invece la mano sugli altri. E' un fatto comunque che i contribuenti attualmente non in regola con gli studi, o che non hanno potuto essere trattati con tali strumenti, sono anche quelli che si sentono più al riparo dai controlli e perciò sono anche quelli meno inclini ad accettare un'offerta di concordato.
Un esercizio di previsione
Nella tabella 1 è stata ricostruita la stima di gettito del governo (3), a partire dalle informazioni (vaghe) contenute nella nota tecnica che accompagna la finanziaria. Nella tabella 2 si presenta una stima alternativa. Per formularla si è considerato che:
- i potenziali interessati al concordato sono più numerosi di quelli compresi nella stima governativa, che si limita a considerare i soggetti le cui dichiarazioni sono pronte per l'elaborazione;
- è ragionevole attendersi una partecipazione maggiore dei soggetti in regola con gli studi di settore rispetto a quelli non in regola;
- in particolare, per stimare la partecipazione dei soggetti in regola e non con gli studi di settore (posti pari rispettivamente al 25% e al 20% nella nostra simulazione) si sono usati i dati di partecipazione effettivi relativi al concordato 1994;
- per stimare il pagamento per partecipante non in regola, che come si è detto non è specificato nella finanziaria, si è usato il pagamento medio per quattro annualità (4) registrato nel concordato del 1994, opportunamente aggiornato al presente (circa 3000 euro). Si osservi che questa stima va considerata come estrema, posto che come si è osservato le sanzioni attese sono oggi minori che nel 1994, e che l'incremento del reddito delle categorie interessate, in parte evaso, si deve più all'aumento del numero dei soggetti che non all'aumento del reddito di ciascuno di essi.
Come si può osservare dalle tabelle riportata qui sotto, le nostre stime conducono ad un gettito atteso per il concordato pari a circa 3500 milioni di euro: meno della metà di quanto previsto dal governo. In particolare, come le stesse tabelle illustrano, il maggior gettito che si riscontra nella stima governativa dipende principalmente dal maggiore pagamento per partecipante previsto (pari a 7800 euro, più del doppio di quanto ottenuto in media con il concordato del 1994) e da ipotesi molto favorevoli relative al tasso di adesione al concordato per i contribuenti non in regola. Tuttavia, per le ragioni indicate sopra, sembra assai improbabile che la disponibilità a pagare possa essere così aumentata rispetto al 1994. C'è dunque il rischio serio che il concordato di massa per il 2003 si riveli un flop consistente, e che il governo si trovi con entrate da concordato molto minori di quanto preventivato. All'orizzonte, si vocifera da più parti, potrebbe esserci allora, in alternativa al concordato e per evitare questo rischio, un nuovo condono tombale.
(1) Cfr Alm J., Beck W., 1991, Wiping the State Clean: Individual Response to Tax Amnesties, "Southern Economic Journal", n. 57, 1043-53.
(2) Su questo punto si veda Luigi Bernardi, Il concordato fiscale, "Congiuntura.irs", n.4, 2002.
(3) 7624 milioni di euro in termini di cassa, di cui 5759 nel 2003 e 1865 nel 2004. Sono previste inoltre entrate per l'adeguamento delle esistenze iniziali di magazzino (128 milioni di euro nel 2003, 120 nel 2004 e 93 nel 2005), la chiusura delle liti fiscali pendenti (85 milioni di euro nel 2003 e 6 nel 2004) l'emersione delle attività detenute all'estero (2000 milioni di euro nel 2003). Fonte: Allegato 1 al testo dell'audizione della Corte dei Conti sulla finanziaria 2003 disponibile all'indirizzo http://www.corteconti.it/RICERCHEDOCUMENTAZIONE/ATTI%20PRODOTTI%20DALLA%20CORTE/atti.htm.
(4) Il concordato previsto in finanziaria riguarda 4 annualità. L'adesione al concordato di massa del 1994 fu più scarsa per i tre anni più addietro nel tempo, 1987-89. Questo comportamento costituisce un tratto caratteristico delle reazioni ai condoni, poiché più le annualità sono lontane nel tempo e meno rischia il contribuente, dato che la prescrizione è più vicina. Inoltre i contribuenti che avevano aderito al condono del 1991 potevano partecipare solo per gli anni a partire dal 1989. Fonte dei dati: Pesole D., L'adesione sfiora i 9000 miliardi, "Il Sole 24 ore", 16 aprile 1996. La Corte dei conti nel testo citato alla NOTA 2 indica in 7000 miliardi di lire il gettito del concordato di massa 1994 (forse riferendosi solo a una parte delle annualità), mentre il governatore Fazio, nella valutazione sulla finanziaria 2003 (disponibile in http://www.bancaditalia.it/), lo ha indicato complessivamente in 8700 miliardi di lire.
