
La Dit è un sistema di tassazione del reddito di impresa che tassa ad aliquota del 19% la quota di reddito imputabile ai finanziamenti con capitale proprio (nuovi apporti di capitale dei soci e utili trattenuti). Questa quota di reddito è chiamata remunerazione ordinaria (RO). Il sistema è stato introdotto con la riforma Visco (l.662/96 e d.lgs. 466/97) ed è stato progressivamente potenziato.
Secondo il sistema in vigore alla fine della scorsa legislatura, per le società di capitali la RO era calcolata sommando tutti gli incrementi di capitale effettuati dal 1996 in poi, moltiplicandoli per 1,4 e applicando a questa "base" un coefficiente di remunerazione ordinaria (CRO) del 7%, pari alla media dei tassi obbligazionari, più un premio per il rischio. Ad esempio per un incremento di capitale di 100 mila euro, la RO da assoggettare al 19% era pari a 9800 euro (0,07*100*1,4). Sul reddito residuo l'aliquota era il 36%, ma la finanziaria per il 2001, presentata dal precedente governo, aveva già stabilito che sarebbe scesa al 35% dal 2003.
Con i provvedimenti dei cento giorni (legge 383/2001) il nuovo governo ha "congelato" gli incrementi di capitale validi ai fini della Dit a quelli effettuati entro il giugno 2001. Ha poi successivamente ridotto il CRO dal 7% al 6%.
Con il decreto approvato dal consiglio dei ministri venerdì 20 settembre (vedi Giannini) si abolisce il moltiplicatore di 1,4 e si riduce ulteriormente il CRO al 3%. Riprendendo l'esempio di prima, il reddito da tassare con l'aliquota del 19% cala a 3000 euro, cioè del 70% circa. L'effetto è uguale a quello che si avrebbe aumentando l'aliquota sulla RO dal 19% al 30,8%.
Stando alle indicazioni del governo la finanziaria dovrebbe prevedere la riduzione dell'aliquota Irpeg al 34%. E' meglio un'aliquota del 30,8% sulla RO e del 34% sul reddito residuo o un'aliquota Irpeg del 36% e una sulla RO del 19%, come è attualmente?
Dipende da quanto le imprese hanno aumentato capitale e riserve tra il 1997 e il giugno 2001 e dal livello dei profitti complessivi. Semplici relazioni algebriche consentono di verificare che se il patrimonio valido ai fini della Dit (100*1,4 nel nostro esempio) supera di 1,65 volte circa il reddito, l'impresa pagherà di più dopo questi interventi normativi, mentre l'opposto accade se il rapporto fra il patrimonio valido ai fini Dit e il reddito è inferiore a questa soglia.