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SE L'INFLAZIONE DRENA IL REDDITO

di Massimo Baldini 28.07.2008

Ogni anno, in occasione della discussione sulla manovra di finanza pubblica tornano puntuali le polemiche sul fiscal drag (la differenza tra quanto il contribuente paga e quanto pagherebbe senza un aumento dell'aliquota media) e sulla sua eventuale restituzione da parte del governo. Ma l'alto tasso d'inflazione attuale rende opportuni alcuni calcoli su fiscal drag prodotto dal generalizzato aumento dei prezzi. Vediamo quanto sottrarrà nel 2008 ai contribuenti e al complesso delle famiglie italiane.

Il fiscal drag consiste in un aumento dell’onere reale dell’Irpef causato da un incremento del valore nominale della base imponibile, cioè del reddito, che si manifesta anche se quest’ultimo è aumentato solo in termini nominali e non reali. In altre parole, se il reddito personale aumenta ad un tasso uguale a quello dell’inflazione, e quindi non c’è alcun incremento effettivo del potere d’acquisto del contribuente, l’imposta aumenta più che proporzionalmente, quindi il reddito reale al netto dell’Irpef diminuisce. Il fiscal drag si traduce in un aumento dell’aliquota media dell’Irpef (rapporto tra imposta e imponibile) che impoverisce il contribuente a vantaggio dello Stato, senza che vi sia bisogno di variare le aliquote.
Questo fenomeno è provocato da due fattori. In primo luogo, quando il reddito aumenta quote sempre maggiori di esso vengono tassate con l’aliquota marginale Irpef più alta. In secondo luogo, l’aumento del reddito produce una riduzione delle detrazioni per tipo di reddito e per familiari a carico a cui si ha diritto, se queste ultime non sono indicizzate ai prezzi.

ALCUNE IPOTESI CON L’INFLAZIONE AL 4%

Consideriamo il caso in cui il reddito monetario del contribuente cresca allo stesso tasso dell’inflazione. Se sono un lavoratore dipendente senza carichi familiari e guadagno 30.000 euro all’anno, l’Irpef che devo pagare, secondo la normativa vigente, è pari a 6884 euro, cioè il 22,95% del reddito (senza considerare le addizionali locali). Se il tasso di inflazione è il 4%, con perfetta indicizzazione il mio reddito l’anno successivo sarà uguale a 31.200 euro. Visto che in termini reali il reddito non è variato, sarebbe logico pagare in Irpef una percentuale uguale a quella dell’anno precedente, cioè il 22,95% di 31.200, ovvero 7160 euro.
Invece, l’Irpef dovuta su 31.200 euro è aumentata più del 4% raggiungendo 7380 euro, cioè il 23,65% del reddito. Il fiscal drag è proprio la differenza tra quanto in effetti pago e quanto pagherei senza un aumento dell’aliquota media, cioè 7380 - 7160 =  220 euro.
La figura 1 mostra quanto varia l’onere dovuto al fiscal drag nel 2008 (in euro all’anno), al variare del reddito del contribuente, nell’ipotesi che tale reddito sia perfettamente indicizzato e che l’inflazione sia del 4%. Consideriamo un lavoratore dipendente senza carichi familiari, ed uno con un figlio a carico con più di tre anni. Il fiscal drag è leggermente superiore per quest’ultimo a causa della riduzione del valore reale della detrazione per figli a carico, non indicizzata.

Fig. 1 - Fiscal drag nel 2008 per diversi livelli di reddito, ipotesi inflazione 4%.

 

La figura 2 presenta invece il fiscal drag in percentuale del reddito imponibile del contribuente. Il fiscal drag incide soprattutto sui redditi bassi e medi, provocandone una riduzione che in alcuni casi supera l’1% e in genere è compresa tra lo 0,4% e l’1,2%.

Fig. 2 Fiscal drag in percentuale del reddito imponibile nel 2008, ipotesi inflazione 4%.

 

GLI EFFETTI DEL FISCAL DRAG

I dati fin qui presentati sono relativi a singole tipologie di contribuenti. Possiamo esaminare gli effetti del fiscal drag sulla totalità delle famiglie italiane utilizzando il campione dell’indagine Istat sui redditi delle famiglie. Immaginiamo che tra il 2007 ed il 2008 i redditi da lavoro aumentino del 4%, lo stesso tasso di crescita dei prezzi, mentre quelli dei pensionati crescano dell’1,6%, il tasso ufficiale di rivalutazione delle pensioni stabilito per legge per il 2008. Classifichiamo le famiglie italiane in decili di reddito disponibile equivalente. La tabella 1 riporta per ciascun decile il valore medio del fiscal drag e la sua incidenza sul reddito disponibile familiare. Nel 2008 il fiscal drag sottrae in media a ciascuna famiglia circa 157 euro, corrispondenti allo 0,41% del reddito disponibile. Le famiglie appartenenti alle classi medie pagano circa 140-180 euro. L’incidenza percentuale del fiscal drag sul reddito è piuttosto uniforme, se si escludono i decili estremi. La perdita di reddito è limitata per i decili più poveri, a causa anche dell’incapienza e non solo dei bassi redditi imponibili. Per i più ricchi, la minore incidenza del fiscal drag può essere dovuta anche al fatto che le detrazioni si annullano sui redditi alti. In termini aggregati, il gettito Irpef complessivo dovrebbe aumentare, rispetto allo scorso anno, di 8,7 miliardi. Il fiscal drag vale circa 3,7 miliardi di euro, quasi la metà dell’incremento totale di gettito.

Tab. 1 Fiscal drag medio per famiglia e in percentuale del reddito disponibile, per decili di reddito disponibile

  Fiscal drag Fiscal drag in % del reddito disponibile
1 30 0.25%
2 78 0.39%
3 111 0.47%
4 123 0.45%
5 138 0.43%
6 161 0.44%
7 181 0.45%
8 208 0.45%
9 244 0.45%
10 296 0.33%
Media complessiva 157 0.41%