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Crescita italiana e crescita europea

di Francesco Daveri 14.11.2006
Nel terzo trimestre 2006 l'economia italiana è cresciuta dell'1,7 per cento rispetto allo stesso periodo del 2005. Più della Francia che, dal 1995 a oggi, ha sempre registrato risultati migliori dei nostri. Tuttavia, i dati tendenziali per Germania, Regno Unito e Stati Uniti superano quelli italiani per più di un punto percentuale. La scarsa crescita di più lungo periodo non è un problema europeo, ma sostanzialmente di Italia e Germania. Che hanno ancora molto lavoro da fare per risolverlo. Dopodichè forse scopriremo che l'Europa è capace di crescere quasi come gli Stati Uniti.

Le stime preliminari sulla crescita del Pil italiano nel terzo trimestre confermano le attese, cioè che l’economia va molto meglio che nel 2005. Ma il 2005 è stato “l’anno zero”. I confronti con gli altri paesi europei e con gli Stati Uniti suggeriscono che c’è ancora molto spazio per migliorare i risultati raggiunti.

 

L’Italia e l’Europa dopo il terzo trimestre 2006

 

Come riportato nell’ultima colonna della tavola 1, nel terzo trimestre 2006, l’economia italiana è cresciuta dello 0,3 per cento rispetto al trimestre precedente e dell’1,7 per cento rispetto allo stesso trimestre del 2005, il che corrisponde a una crescita “acquisita” (quella che si avrebbe a fine 2006 in presenza di crescita zero nel quarto trimestre) dell’1,5 per cento e a una previsione di crescita per il 2006 di circa l’1,7 per cento. Ma +1,7 per cento nel 2006 è un buon dato o un dato deludente?

È certamente un buon dato rispetto al periodo 2001-05, nel quale la crescita media del Pil è stata solo dello 0,6 per cento. Ma fare meglio rispetto a un periodo in cui la crescita è stata zero per tre anni (2005, 2003 e 2002) non è un buon risultato, è semplicemente obbligatorio in presenza di una congiuntura internazionale favorevole come quella attuale, in cui il Pil mondiale aumenta del 5 per cento. In passato si è fatto di più: nel 2000, con lo stesso tasso di crescita del Pil mondiale, quello italiano aumentò del doppio (+3,5 per cento). Ma si è fatto anche di meno: nel 2004 e nel 2005 il Pil mondiale cresceva ugualmente del 5 per cento circa l’anno, eppure i nostri risultati sono stati molto inferiori a quelli registrati nel 2006.

Il dato trimestrale dell’Italia è, tra l’altro, migliore di quello della Francia che, dal 1995 a oggi, è sempre cresciuta di più dell’Italia, così che il Pil francese è aumentato di 24 punti percentuali contro i 14 dell’Italia. L’economia francese si è invece fermata nel terzo trimestre (+0,0 rispetto al secondo trimestre). Ma i dati dei due trimestri precedenti (soprattutto quelli del secondo) garantiscono una crescita acquisita e una previsione di crescita per il Pil francese di circa il 2 per cento per il 2006.

Si può però fare di più. I dati tendenziali per gli Stati Uniti , il Regno Unito e la Germania sono infatti migliori di quelli dell’Italia per più di un punto percentuale. L’advance estimate della crescita del Pil per il terzo trimestre segnala che l’economia Usa è in frenata: “solo” +0,4 per cento, dopo un +0,6 per cento del secondo trimestre e uno spettacolare +1,3 per cento del primo. La cumulata di questi tassi (più il dato registrato nell’ultimo trimestre) porterà probabilmente l’economia americana a crescere un po’ più del 3 per cento nel 2006. E dunque malgrado il rallentamento ciclico, anche quest’anno farà meglio di quella dell’Europa a 25 che, come riportato da Eurostat, potrebbe crescere del 2,8 per cento nel 2006, circa un punto percentuale in più che nel 2005. Il Regno Unito prosegue la traiettoria di crescita stabilmente al di sopra del 2.5% l’anno che segue da qualche anno. Per la Germania i dati congiunturali sono buoni, ma a partire dal primo gennaio 2007, sarà attuato l’aumento di tre punti percentuali dell’IVA che porta i principali centri di ricerca ad aspettarsi un brusco rallentamento dell’economia tedesca per il 2007.

 

Stati Uniti, Europa, Italia & Germania

 

Rimane il fatto che, negli ultimi dieci anni, cioè da quando Internet ha potenzialmente rivoluzionato la competizione globale, la crescita cumulata del Pil negli Stati Uniti è stata di 38 punti percentuali contro i 26 dell’Europa.

Questi dati hanno sollevato il dubbio che ci sia un problema continentale di scarsa crescita. Un esame delle informazioni sui paesi europei degli ultimi dieci anni porta però a concludere che il problema non è europeo, ma di pochi Stati nazionali: sostanzialmente, Italia e Germania.

Dal 1995, l’Italia è stata il fanalino di coda dell’economia europea. La crescita cumulata del Pil italiano tra il 1995 e il 2005 è stata di circa 14 punti percentuali (circa 1,3 per cento l’anno). Esattamente la stessa che si è verificata in Germania. Se si considera che i due Stati insieme rappresentano circa un terzo del Pil dell’Unione Europea a 25, ne viene fuori che gli altri paesi dell'Unione europea, nello stesso periodo di tempo, hanno sperimentato una crescita media cumulata del Pil di circa 32 punti percentuali: un dato inferiore a quello registrato per gli Stati Uniti, ma certamente tutt’altro che disprezzabile. E che non descrive un continente in crisi.

Niente eurosclerosi, dunque, ma solo due – seri – problemi nazionali. In Germania, come dicono i dati congiunturali del secondo e del terzo trimestre dell’anno, il lavoro è stato cominciato e la crescita è ripartita, anche se è troppo presto per concludere che di crescita durevole si tratta. In Italia, le misure per la crescita, che erano il cuore del Dpef, sono state invece messe un po’ in ombra nella Finanziaria. Al di là della favorevole congiuntura ciclica, in Italia e in Germania c’è ancora molto da fare per consolidare la crescita. E quando italiani e tedeschi avranno finito il lavoro, forse scopriremo che l’Europa è capace di crescere quasi come gli Stati Uniti.

 

 

(1) http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/european_economy/2006/ee506en.pdf

 

 

Tavola 1: Crescita del Pil - Stati Uniti, Unione Europea e grandi pesi europei

Tassi di crescita, punti percentuali

 

2000-2005, cumulati

1995-2005, cumulati

2005

2006 (dato previsto)

Terzo trimestre 2006 (dato tendenziale)

 

 

 

 

 

 

USA

+12.6

+37.9

3.2

3.4

2.9

Eu-25

+9.0*

+26.0*

1.8

2.8

2.8

-- Italia

+3.2

+13.5

0.0.

1.7

1.7

-- Germania

+3.2

+14.0

0.9

2.4

2.8

-- Francia

+7.7

+23.6

1.2

2.2

1.9

-- Regno Unito

+12.2

+31.6

1.8

2.7

2.8

-- Spagna

+11.7

+31.0

3.5

3.8

3.8

 

* Dato per Eu-25 non disponibile. Si riporta il dato per l’Eu-19, cioè l’Eu-15 più Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria

 

n.d. = dato non disponibile

Fonti: Oecd Productivity Database (versione del 13/10/06); Istat, comunicato stampa del 14/11/2006; Commissione europea, European Economy, Autumn Economic Forecasts, 0506