
Il Governo lancia messaggi rassicuranti sui conti pubblici: l'andamento del fabbisogno negli ultimi quattro mesi e i dati complessivi per il 2002 sull'indebitamento e il debito comunicati dall'Istat alla fine di febbraio sarebbero la prova, secondo il ministero dell'Economia e delle finanze), che "il Governo ha il pieno controllo della finanza pubblica" e smentirebbero le varie Cassandre intervenute sul tema nei mesi scorsi.
D'altro canto, la Bce (nel bollettino di marzo 2003) e il Consiglio dell'Unione europea (nel parere del 21 gennaio 2003) sollevano perplessità, in quanto buona parte dei risultati dipenderebbe da misure "una tantum", decise soprattutto nell'ultima parte del 2002 e dunque non in grado di assicurare il rispetto del programma di stabilità concordato in sede comunitaria.
Capire e valutare l'andamento dei conti pubblici è un compito particolarmente difficile, sia per la carenza di informazioni, sia per le complessità tecniche, legate soprattutto al fatto che l'etichetta "conti pubblici" comprende cose molto diverse tra loro. Per aiutare il lettore, abbiamo costruito un glossario , non del tutto rigoroso ma, speriamo, chiaro.
Questo glossario intende guidare il lettore alla lettura dei due articoli da Noi scritti per lavoce.info in cui esprimiamo alcune valutazioni sui risultati conseguiti nel 2002 e sulle prospettive per il 2003 .
Glossario dei conti pubblici
Bilancio dello Stato. L'unico conto approvato dal Parlamento, riporta le entrate e le spese dei Ministeri. È in due versioni, competenza e cassa. Quest'ultima è, tuttavia, priva di significato, per il ruolo che gioca la gestione della Tesoreria (vedi Settore statale).
Amministrazioni pubbliche. Il conto di riferimento dei trattati europei, perché in tutti i paesi è costruito nello stesso modo (secondo le regole dettate da Eurostat). Elaborato dall'Istat, riporta le entrate e le spese di tutti gli enti pubblici che producono beni e servizi forniti gratuitamente (o quasi). Si fa prima a dire quali enti non vi rientrano: quelli che producono beni e servizi venduti sul mercato, quindi le Ferrovie, le Poste, le aziende municipalizzate, le imprese di proprietà pubblica totale (la Rai, la Fintecna, ecc.) o parziale (Enel, Eni). È di competenza economica (in pratica per alcune voci si considera la competenza, per altre la cassa). Il suo saldo è l'indebitamento (quello che in rapporto al Pil non deve superare il 3 per cento).
Settore statale. Il saldo di questo conto è il fabbisogno di cassa e rappresenta la somma che lo Stato deve procurarsi sul mercato emettendo titoli (Bot, Btp, ecc.), è quindi una buona approssimazione della variazione del debito pubblico.
Il conto del Settore statale, pur non essendo approvato dal Parlamento, è il vero bilancio di cassa dello Stato ed è anche il conto più difficile da spiegare. Essenzialmente è pari alla somma del bilancio di cassa dello Stato e della variazione delle giacenze dei conti correnti di Tesoreria. La Tesoreria è una sorta di banca, presso la quale sono titolari di un conto corrente tutti gli enti pubblici che hanno rapporti finanziari con lo Stato (quindi anche quelli che producono per il mercato e non rientrano nel settore delle Amministrazioni pubbliche). Ma il Settore statale non è pari alla somma dello Stato più tutti gli enti con un conto corrente in Tesoreria (il che, in pratica, darebbe l'intero settore pubblico), in quanto non tutte le operazioni degli enti transitano per quei conti correnti. Così, ad esempio, le uscite dal conto corrente di una Regione non rappresentano tutte le spese di quella Regione: altre sue spese sono finanziate da entrate che non passano per il conto corrente di Tesoreria. I conti di alcuni enti (in particolare, Regioni e Comuni) tendono ad essere strutturalmente in avanzo (tecnicamente, si dice che vi sono "giacenze di Tesoreria"). Ciò fa sì che un taglio ai trasferimenti di cassa dal bilancio dello Stato a questi enti nell'immediato non produca alcun effetto: essi possono sempre spendere utilizzando le proprie giacenze (in pratica, trasferimenti del passato non ancora spesi).
Conti di natura economica e finanziaria. La differenza essenziale sta nelle operazioni finanziarie (ad esempio, la concessione di un credito o l'acquisto di azioni, ecc.) comprese nei conti finanziari ma non in quelli economici. Il bilancio dello Stato e il conto del Settore statale sono conti finanziari, il conto delle Amministrazioni pubbliche è di natura economica.