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Tremonti, Marzano e la Corte dei Conti

28.10.2002
I ministeri dell'Economia e delle Attività Produttive hanno nominato propri advisor per la crisi Fiat: il Ministro Tremonti la banca americana Morgan Stanley .....

I ministeri dell'Economia e delle Attività Produttive hanno nominato propri advisor per la crisi Fiat: il Ministro Tremonti la banca americana Morgan Stanley, il suo collega Marzano la società di consulenza tedesca Roland Berger. Perchè? Chi li pagherà? Un advisor finanziario del ministero dell'Economia si giustifica se lo Stato sta valutando la possibilità di partecipare alla ricapitalizzazione dell'azienda torinese. In questo caso è non solo opportuno, ma necessario che il ministero dell'Economia sia ben consigliato sulle condizioni di un'eventuale partecipazione al nuovo capitale della società--sia che lo faccia direttamente, sia attraverso una società controllata dal ministero.

E' questa la strada che il Ministro Tremonti sta valutando? E se invece, come riteniamo, egli opportunamente esclude di mettere denaro pubblico nella Fiat, a che cosa gli serve un advisor? E a quale titolo Fiat aprirà i propri libri agli analisti di Morgan Stanley? Non si inaugurererebbe una bella tradizione se, ad ogni crisi industriale, lo Stato avesse accesso ai libri societari dell'azienda in crisi. Perchè lo Stato si' e il mercato no? Il caso è diverso per il Ministro Marzano, ma le preoccupazioni analoghe. A quale titolo un advisor esperto di ristrutturazioni industriali? In situazioni simili, in Germania, il cancelliere Schroder si è più volte servito di Roland Berger, ma poi ha sempre aiutato la ristrutturazione aziendale con contributi statali, come nel caso della crisi della società di costruzioni Holtzmann. E' questo quanto il Ministro Marzano si appresta a fare per la Fiat? E se invece, come riteniamo, il contributo dello Stato si limiterà agli ammortizzatori sociali, c'è bisogno di un advisor esperto di ristrutturazioni? Che diritto ha il Ministro Marzano di dire la sua sui programmi di un'impresa privata? Comprensibile se il Ministro del Lavoro, Maroni, prima di concedere la mobilità lunga ai lavoratori Fiat, volesse conoscere i piani dell'azienda, ad esempio quali impianti prevede di chiudere o ridimensionare. Domande legittime, ma che, per essere poste, non richiedono un advisor. A meno che, ancora una volta, i ministri non ritengano di avere il diritto di intervenire sui piani di ristrutturazione. Insomma, la nomina di advisor dei ministeri è una scelta certamente legittima e opportuna, ma solo se lo Stato sta seriamente valutando la possibilità di intervenire direttamente nella crisi Fiat, vuoi partecipando alla ricapitalizzazione, vuoi influendo sui piani di ristrutturazione aziendale. Altrimenti è una scelta difficile da giustificare, anche presso la Corte dei Conti, che dovrà approvarne la spesa.