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Coordinamento delle politiche Sociali
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Alleanza Nazionale |
Lista Bonino |

Forza Italia |

Italia dei valori |
 Patto Segni- Scognamiglio |

Uniti nell'Ulivo |
| L'Unione Europea deve punire i Paesi che non riformano i sistemi previdenziali come nelle proposte di Maastricht delle pensioni |
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No. Non vi è oggi una competenza diretta della Ue sulle questioni previdenziali. |
Si. La Maastricht delle pensioni potrebbe rendere raggiungibili gli obiettivi di Lisbona |
No. |
Si a condizione che tenga conto delle esigenze specifiche dei singoli stati (specialmente dei nuovi Paesi membri) e che sia rispettata seriamente da tutti. |
No. Standards e obiettivi comuni servono, ma la previdenza è legata profondamente alle caratteristiche socio-economiche e alle tradizioni culturali dei vari paesi e non può quindi essere ricondotta ad un modello unico. |
| Il coordinamento delle politiche sociali a livello comunitario deve avvenire ancora attraverso il coordinamento aperto? |
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Si. La via del coordinamento aperto è senz'altro da valorizzare come strumento per l'individuazione delle best practices |
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No. La comunità non deve entrare nei dettagli , ma definire normative che uniformino la legislazione del lavoro |
Si. Il coordinamento è indispensabile, ma i criteri non possono essere troppo rigidi. Si possono anche prevedere sanzioni per il mancato conseguimento di obiettivi alla portata dei singoli paesi. |
Si .Gli strumenti e le procedure per il coordinamento dovrebbero essere resi più stringenti. (precisazione degli obiettivi, indicatori specifici per misurare il percorso compiuto, sanzioni per paesi che non progrediscono adeguatamente). |
| Il nostro Paese dovrebbe istituire un regime di reddito minimo garantito? |
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Si. Lo strumento dovrebbe essere di tipo universale e temporaneo, vincolato alla ricerca di un'occupazione. Deve essere finanziato con una redistribuzione e non con un aumento della spesa sociale. |
No, non funziona. |
Si se lo fanno gli altri. |
No. E' più realistico rilanciare gli investimenti nel Sud del paese e incentivare gli sgravi fiscali per le imprese. |
Si. Lo strumento, di contrasto alla povertà, dovrebbe essere universale, ma legato alle politiche del lavoro e accompagnato da una efficiente prova dei mezzi. Non dovrebbe inoltre essere sostitutivo di politiche specifiche a sostegno delle responsabilità familiari. |
| La tassazione dovrebbe mantenere una progressività delle aliquote? Dovrebbe essere commisurata ai redditi familiari piuttosto che individuali? |
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No. Bisogna abbandonare la progressività, Per le problematiche redistributive sono sufficienti la no tax area e le deduzioni |
No. Le aliquote devono essere ridotte a due, secondo quanto previsto dalla delega fiscale: 23% e 33%. La progressività deve esser affidata esclusivamente alla no tax area. |
Si, ma non commisurata sui redditi familiari. |
Si, la progressività è un principio cardine a tutela del ruolo redistributivo che deve essere esercitato dal sistema fiscale. |
Si La progressività può essere rivista anche riducendo il numero delle aliquote, ma deve rimanere. Si può commisurare l'imposta al reddito familiare, ma sembra incompatibile con una drastica riduzione delle aliquote e del prelievo. |