
Nei giorni scorsi il governo ha varato un piano di intervento le cui linee guida sono pienamente condivisibili, e che certamente ha rassicurato molti risparmiatori italiani. Purtroppo le dichiarazioni rese oggi pomeriggio dal Presidente del Consiglio rischiano di avere l’effetto opposto. Esse contengono due gravi errori.
Il primo errore consiste nell’accennare alla possibilità di sospendere le contrattazioni sui mercati, salvo smentire confusamente tale dichiarazione pochi minuti dopo. Chiudere i mercati in questo momento è come spezzare il termometro al capezzale di un malato con la febbre alta: così si finisce per non sapere più neanche quanto sia grave la sua malattia. Inoltre, imporre la chiusura dei mercati equivarrebbe a produrre la totale illiquidità dei titoli in un momento in cui tutto ciò che può dare liquidità è essenziale: ciò accescerebbe solo il panico in coloro che sono incerti se vendere o no i propri titoli, e farebbe sospettare ai risparmiatori che il governo stesso sia in preda al panico e alla confusione.
Il secondo grave errore è stato quello di consigliare ai risparmiatori di comprare azioni ENEL ed ENI. Non spetta al Presidente del Consiglio dare suggerimenti su quali società in cui investire i propri risparmi, specie considerato che in queste società lo Stato è l’azionista di controllo. Ciò rischia di turbare gravemente il normale funzionamento del mercato.
C’è da augurarsi che la Consob intervenga immediatamente, con grande chiarezza e decisione su entrambe le questioni. Il suo silenzio sarebbe gravemente colpevole, e fonte di ulteriore disorientamento per i risparmiatori. C’è anche da augurarsi che in futuro ci sia maggior cautela da parte degli esponenti del nostro Governo: in questi giorni, una loro frase incauta può avere conseguente drammatiche. È l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno.