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Il Punto

Non ci voleva un’altra commissione parlamentare (di regolamento dei conti verso Banca d’Italia e istituti di credito) per scoprire che le banche – piene di titoli pubblici e di prestiti deteriorati – pagano i rischi politici ed economici che pendono sul nostro paese. Con costi più alti nella raccolta di denaro e minor valutazione di borsa. Le cose andranno anche peggio se la stagnazione produrrà effetti negativi sul mercato del lavoro. A febbraio sono diminuiti i dipendenti e aumentati i disoccupati. E anche il recupero occupazionale dei livelli pre-crisi nasconde tanti lavoratori part-time, spesso involontari.
Si alzano nubi di instabilità anche dalla politica. Il nuovo Parlamento europeo avrà una forte componente populista ed euroscettica di vari paesi. Non omogenea ma, per la natura di questi movimenti, di “ideologia sottile” che permette alleanze del tutto impreviste. Come si vede anche in Italia. Un parlamento inconcludente è certamente quello britannico. In un estenuante gioco dell’oca rimanda Theresa May alla posizione di partenza con tre possibili sbocchi: Brexit senza accordo, uscita dalla Ue con un trattato di compromesso, rinvio lungo con elezione dei deputati europei. Di tutto, di più.
Con la nuova fatturazione elettronica recuperati 690 milioni di evasione Iva. Bene, per ora. Con il tempo le frodi per sfuggire al nuovo sistema diventeranno più sofisticate. In previsione, si potrebbe consentire all’Agenzia delle entrate l’uso di tutto il patrimonio informativo disponibile. Rinunciando a una fetta di privacy.
Sono tante le modifiche al Codice dei contratti pubblici nel decreto “sblocca-cantieri”. Per lo più semplificazioni per velocizzare la spesa. Con possibili effetti negativi su concorrenza, trasparenza e sui rischi di corruzione. Competizione minacciata anche nel mercato della fornitura di energia elettrica e gas per usi domestici dove il “cap”, il tetto alle tariffe che dovrebbe proteggere i consumatori, rischia di diventare il prezzo a cui tutti gli operatori si adeguano. Il caso del Regno Unito contiene utili indicazioni.

Populisti alla prova delle elezioni europee

Che risultato otterranno i partiti populisti alle prossime elezioni europee? Molto probabilmente non avranno la maggioranza. Potrebbero però aiutarli il sistema elettorale e la disponibilità ad alleanze “spregiudicate”. Conterà anche l’affluenza alle urne.

Il Punto

La maggioranza di governo litiga su come e quanto superare i tetti europei di deficit, dando per scontato che ciò avverrà e imputando complotti ai tecnici dell’Economia. Punto fermo: una manovra in contrasto con la Ue vuol dire rinunciare alla flessibilità e confermare i dubbi sulla sostenibilità nel nostro debito.
Nel decreto Milleproroghe 1,6 miliardi già destinati alle periferie sono dirottati (anziché affiancati) a quelli per i comuni “virtuosi” che rispettano il patto di stabilità. Ai margini di molte città rimangono esclusione e degrado sociale. Temi usati per vincere le campagne elettorali e dimenticati una volta al governo.
Il decreto Sicurezza o #decretosalvini – ora al vaglio di costituzionalità presso la presidenza della Repubblica – limita fortemente la protezione umanitaria ai profughi che oggi (come in molti altri paesi europei) ne hanno diritto, come mostra la nostra analisi. Il rischio concreto è che il decreto aumenti il numero di irregolari.
Piccoli Mussolini crescono? In Europa molti sono effettivamente convinti del parallelismo tra populismo e fascismo. Entrambi sono motivati dallo scontento. Per esempio, i dati relativi agli anni successivi alla prima guerra mondiale mostrano un legame tra numero di caduti sul fronte e voti a favore del movimento fascista.

Se morire per la patria è l’anticamera del fascismo

Si può davvero tracciare un parallelismo tra populismo e fascismo? Entrambi sembrano far leva sullo scontento. Per esempio, subito dopo la prima guerra mondiale, c’è un legame tra numero di caduti sul fronte e voti a favore del movimento fascista.

Il Punto

Nel nostro convegno annuale “I primi cento giorni di populismo” (eccone le “slide” presentate) abbiamo riunito presso l’università Bocconi di Milano redattori, collaboratori e lettori di questo sito per riflettere oltre l’attualità su rappresentanza, politiche e percezioni dei nuovi temi presenti nell’arena politica. Un esempio di come i nuovi leader offrano ricette troppo facili per la soluzione di grandi problemi è l’affermazione del vicepremier Salvini che ha quantificato in 20 miliardi i possibili proventi di un condono (“pace fiscale”) che chiuda i contenziosi con un bello sconto del 90 per cento sul dovuto. Salvo che – come chiarisce il fact-checking de lavoce.info – nella migliore delle ipotesi la raccolta sarebbe di 5,6 miliardi. Il populismo britannico si chiama Brexit e si incarna nella premier Theresa May. Che nel tempo si è convertita a un’uscita soft dalla Ue non condivisa da vari politici Uk. In un clima più da commedia con riso amaro che da dramma. E proprio in questa chiave la presentiamo ai nostri lettori.
Anche Emmanuel Macron scende in campo contro la povertà in Francia: quasi 9 milioni di persone, 14,2 per cento della popolazione. Con uno strumento, il reddito universale di attivazione, che presenta punti in comune con il reddito di cittadinanza del M5s. E l’Eliseo propone altre 21 azioni mirate allo scopo. Quanto al reddito di cittadinanza, è assodato che può funzionare solo se funzionano i centri per l’impiego. E infatti il M5s pensa di investirci oltre 2 miliardi. Non è solo un problema di soldi: vanno affrontate le disfunzioni strutturali.
Dal sito web del governo si apprende che è finita per i corrotti (hashtag #spazzacorrotti) con il disegno di legge che istituisce l’agente sotto copertura, incentiva il pentitismo e bolla con un “daspo” i colpevoli di corruzione. Però a leggere bene si capisce che l’impianto della riforma è molto debole.
La ministra Bongiorno vuole assumere 450 mila persone nella pubblica amministrazione. Certo, di forze fresche c’è bisogno perché il blocco del turn over del 2008 ha indebolito e invecchiato l’organico. Ma per evitare un’infornata elettoralistica di nuovi contratti ciò deve avvenire migliorando la qualità dei servizi, valutando il personale e puntando sulla digitalizzazione.

Nel momento della scomparsa di Carlo Dell’Aringa, amico e collaboratore de lavoce.info, la redazione ne ricorda l’impegno didattico e politico ed è vicina ai suoi familiari.

Il Punto

Ci sono molti buoni motivi contro una limitazione rigida del lavoro domenicale nel commercio, come preannunciato dal ministro Di Maio. Lo stato dovrebbe invece promuovere il pluralismo dei modelli di organizzazione e la libertà effettiva di scelta da parte delle imprese e dei lavoratori.
Si parla molto di moltiplicatori fiscali cioè degli effetti delle politiche economiche sulla crescita, come se fossero facilmente misurabili. Non è così. Per conoscerne il valore approssimato bisogna far girare modelli stimati e soggetti a errori e interpretazioni. Anche per questo è difficile dosare l’austerità in periodi di grande incertezza.
A dieci anni dal fallimento di Lehman Brothers è bene chiedersi se ci siamo messi al riparo da crisi sistemiche. È cresciuta la regolamentazione finanziaria. Anche nell’Eurozona i bilanci bancari sono ora sottoposti a controlli trans-nazionali. Ma la cosiddetta Unione monetaria rimane incompiuta.
I prestiti deteriorati che hanno frenato il ritorno del credito all’economia si sono ridotti di cinque punti in due anni. Grazie alla ripresa. E con un contributo anche dalla Gacs la Garanzia cartolarizzazione sofferenze creata dal Tesoro nel 2016 per svilupparne il mercato secondario. Usata poco, è stata rinnovata per sei mesi.
Dopo le crisi finanziarie che hanno colpito Turchia e Argentina alcuni investitori pensano che la prossima vittima designata sia l’Italia. Proviamo a fare qualche scenario ipotetico, per valutare similarità e differenze tra il nostro paese e i paesi emergenti. All’instabilità contribuiscono le idee populiste, tese a combattere le élite, a negare il pluralismo e a invocare il giudizio popolare. Pane quotidiano oggi In Italia, trovano origine 25 anni fa. Ne parleremo tra pochi giorni al nostro convegno annuale.
Un obiettivo dell’arrivo del gasdotto Tap in Italia è la riduzione della nostra dipendenza dal gas russo. Ma la ministra per il Sud Barbara Lezzi ha denunciato in tv ciò che per lei è fake news e “rivelato” che nel Tap c’è la Russia. Affermazione che però non trova riscontro, secondo il fact-checking de lavoce.info.
Al secondo posto dietro gli Usa, la Cina cresce nei finanziamenti all’Africa. Tanto che in alcuni paesi la fa da padrone. Ai cinesi servono materie prime per la loro industria, ai governanti africani piacciono capitali esteri fruibili senza condizioni.

Il populismo in Italia arriva da lontano

Se è populista un movimento politico che abusa della regola della maggioranza, contesta le élite fino a quando non arriva al potere e tende a negare il pluralismo, allora l’attuale situazione italiana è stata preparata dai 25 anni precedenti.

Chi crede che dietro gli immigrati ci sia un complotto

L’immigrazione è uno dei temi più cari ai populismi e le fake news si sprecano. Si diffondono così false certezze su presunti complotti, che hanno il duplice pregio di individuare facili nemici e di evitare di doversi cimentare con problemi complessi.

Il Punto

Uno studio appena pubblicato indica che si possono calcolare con precisione gli effetti del contratto a tutele crescenti introdotto dal Jobs act. Più flessibilità ha portato le imprese sopra i 15 addetti a un +50 per cento di assunzioni a tempo indeterminato rispetto alle piccole. In parallelo, però, anche i licenziamenti sono saliti della metà, anche se a partire da una base ben più bassa. Al netto l’occupazione è cresciuta. Il M5s vuole invece affrontare il problema del lavoro con un sostegno alla disoccupazione mascherato da reddito di cittadinanza. Si vuole aumentare il Pil potenziale e ottenere dalla Ue il permesso di fare più deficit. Il rischio è quello di un inefficace artificio contabile. La proposta di soluzioni semplici a problemi complessi è una delle caratteristiche del populismo, di destra e di sinistra. Come spiega bene un volume in questi giorni in libreria, gli opposti populismi hanno ora trovato un nemico comune: le élite globali che si richiamano alla meritocrazia. Un altro esempio di ricorso a semplificazioni? Di Maio, quando dice che si possono aggirare i parametri europei aiutando le imprese con banche pubbliche. Non è proprio così, chiarisce il fact-checking de lavoce.info.
Sempre parlando di scorciatoie, l’America di Trump vuole i dazi per ridurre i 375 miliardi di deficit commerciale verso la Cina e per far capire a Pechino che il trasferimento tecnologico forzato oggi in corso con le licenze deve finire. Magari si arriverà a un accordo. Comunque a scapito delle logiche Wto.
La valutazione della ricerca e le classifiche delle università che ne derivano influenzano le scelte d’iscrizione degli studenti, soprattutto al Nord. Senza misure che promuovano la mobilità dei docenti, si rischia di rafforzare le disuguaglianze tra giovani che hanno o non hanno i mezzi per andare negli atenei più gettonati. Nati nel 2010 per offrire istruzione tecnica post-maturità, gli Its – istituti tecnici superiori – hanno suscitato grandi aspettative. Un raffronto sulle competenze acquisite e tasso di occupazione tra chi esce da un triennio universitario analogo e chi da un Its dice però che, per ora, il secondo ha un forte svantaggio.
Per due anni consecutivi le leggi di bilancio hanno previsto deroghe alle regole del pareggio di bilancio per gli enti territoriali. Perché ostacolano l’utilizzo degli avanzi di bilancio per finanziare investimenti pubblici locali (in tutto 2 miliardi nel 2016). La strada per ottimizzare la spesa può essere quella di intese regionali.

Il Punto

Il salvataggio delle banche italiane ha messo in luce problemi europei. Troppa confusione tra le procedure Ue di risoluzione e la liquidazione nazionale degli istituti in crisi. Troppe istituzioni dicono la loro sulle potenziali insolvenze e su quanto “sistemici” siano i problemi. I risparmiatori (alcuni più di altri) pagano.
Di destra o di sinistra, i populismi sono frutti della globalizzazione. Nascono dal rancore di categorie sociali penalizzate dalla liberalizzazione degli scambi, che gli stati dovrebbero cercare di indennizzare redistribuendo i benefici. Ma non ci sono paesi che ci riescano davvero. Meno che mai l’Italia, dove la scure retorica del leghista Matteo Salvini ha già cominciato ad abbattersi sul Ceta (il trattato di libero scambio Ue-Canada). Il fact-checking de lavoce.info evidenzia le sue false affermazioni sugli effetti negativi dell’accordo.
In Svezia hanno proibito di vendere armi a paesi che violano i diritti umani. Si può fare anche da noi, grazie a una legge del 1990 e a un trattato Onu. Ma chi dovrebbe controllare (lo stato) è anche primo azionista della maggiore società che produce armamenti. Ci vorrebbe un’agenzia indipendente, meglio se Ue.
Mentre i Grandi parlano al G20, l’Italia resta la peggiore per crescita della produttività. Anche l’Europa non brilla. Bruxelles raccomanda che ogni paese abbia una struttura dedicata. Noi ce l’avremmo già: il Cnel – restaurato e con nuove competenze – di cui gli italiani hanno bocciato l’abolizione nel referendum di dicembre. Chi indubbiamente frena la crescita sono i burocrati, grandi sacerdoti del cavillo e depositari di uno spropositato potere d’interdizione sulle scelte della politica. Come sa bene Matteo Renzi, uscito perdente dal confronto con loro. Un libro suggerisce alcune ricette per ridimensionarne la forza.
Molti insegnanti abusano della legge 104 che permette il trasferimento vicino a un familiare disabile con precedenza sulle altre richieste. L’incidenza è del 53 per cento nei trasferimenti verso il Sud, mentre al Nord è nell’ordine dell’1 per cento. Servirebbero dati più completi ma già così viene da pensar male.

Convegno de lavoce.info
Il convegno annuale riservato agli amici/donatori de lavoce si terrà la mattina di lunedì 18 settembre a Milano. Parleremo di Brexit e banche italiane. Presto, su questo sito, il programma dell’incontro. Intanto SAVE THE DATE, vi aspettiamo!

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