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  1. Francesco Capraro Rispondi
    Del tutto d'accordo con gli autori - dopotutto è, questo, un discorso che parte da [url=http://archivio.lavoce.info/commenti/013-281003094.html]"lontano"[/url] : )
  2. Piero Rispondi
    L'attuale carta costituzione non può permettere di più di quello che abbiamo, ok sulla modifica delle liste bloccate a per il resto occorre cambiare tutto capire prima che repubblica si vuole attuare poi si decide che legge elettorale attuare per la stabilità ecc. Non si può acquistare la frusta prima del cavallo, in ogni caso, oggi non è la principale preoccupazione degli italiani, abbiamo dal 2011 prima un governo tecnico poi un governo politico di larghe intese che hanno una maggioranza bulgara in parlamento, non possiamo parlare di governabilità, non possiamo dire che i Premier succeduti siano ignoranti (Monti e poi Letta), se questi non prendono provvedimenti forti e perché oggi la politica non si a più in Italia ma in Europa e se non è chiara la posizione dell'Italia che è costretta ad allearsi per contare di più, ricordo a tutti che non vi è l'Europa politica, ma vi è un'europa contrattuale e nei rapporti contrattuali comanda il più forte che in questo momento e la Germania.
  3. henricobourg Rispondi
    Sono perfettamente d'accordo con gli autori, anche sul semi-presidenzialismo; comprendo però le perplessità di chi dubita che possa funzionare in un paese dove un terzo dell'elettorato non ha scrupoli di votare ripetutamente per qualcuno che secondo gli standard in tutti gli altri paesi europei è per lo meno impresentabile. La legge elettorale deve rispondere a due attese: 1. deve garantire l'equa rappresentanza (il corpo elettorale deve accettare gli eletti come legittimi rappresentanti) e la capacità del corpo legislativo di prendere decisioni (la questione della maggioranza) e 2. deve garantire la partecipazione dei cittadini attraverso la garanzia dei diritti elettorali sanciti dalla costituzione (fondamentali per la democrazia rappresentativa): suffragio universale, elezioni dirette, voto libero, uguale, personale e segreto, e il libero e uguale accesso di tutti alle candidature, senza per altro mettere in dubbio il divieto del mandato imperativo. La 270/2005 non garantisce nulla di tutto ciò (tranne il suffragio per tutti e il segreto dell'urna); ma garantisce un'altra cosa, l'onnipotenza dei partiti, creata dalla legge elettorale, dal voto di lista e rinforzato dalle liste bloccate, mentre la costituzione li prevede solo come libertà assoluta di associazione; la versione liberale dell'articolo 49 è merito di Togliatti, contro le mire di Mortati e della DC. Il doppio turno francese può garantire tutto, ma non è meccanico, NON basta l'abito per fare il monaco. C'è solo da sperare che i politici in carica, tutti nominati, non snaturino con piccoli adattamenti la versione cisalpina del modello transalpino. Non ci scommetterei. Un comitato di 24 esperti nominato da un governo in disaccordo su tutto non può che produrre un compromesso, cioè un mostro. "Dio ha creato il cavallo", dicono gli arabi, "il cammello è stato fatto da un comitato". In assenza di un proponente convinto e convincente come De Gaulle, servirebbe un movimento civico per proporre un sistema elettorale netto, individuale, di candidati, non di liste. La scelta vera è quella: voto individuale o voto di lista, non fra uninominale e proporzionale: anche un sistema plurinominale (tre seggi) a voto ordinale (Irlanda) o a doppio turno (Zanardelli 1882) può dare ottimi risultati, secondi i criteri di cui sopra, ma sicuramente non c'è tempo per sperimentazioni. Henri Schmit
  4. giorgio Rispondi
    tutte condivisibili le argomentazioni degli autori. Occorre però uscire dall'equivoco, alimentato da alcune forze politiche e da qualche organo di informazione, che una legge elettorale uninominale a doppio turno possa funzionare solo con il semipresidenzialismo. Sono due cose del tutto indipendenti e la riforma della legge elettorale potrebbe farsi già adesso, mentre sorprende tutto questo improvviso interesse per il semipresidenzialismo. E' curioso che tutti ,politici e studiosi, siano critici nei confronti della legge elettorale attuale, ma che non la si riesca a cambiare ,mentre si sta inspiegabilmente allargando il consenso sulla riforma della Presidenza della Repubblica, una delle poche istituzioni che tutti riconoscono aver funzionato bene e che quindi, ad essere logici, sarebbe saggio non modificare. Giorgio Ponzetto
  5. Carlo Erminero Rispondi
    Cari amici, condivido le vostre proccupazioni per la legge elettorare. E' da fare subito. Il Presidenzialismo non è sicuramente una priorità e per come se ne discute, sembra piuttosto un diversivo. Sono anche d'accordo con le preoccupazioni di chi (Gust Zagr) di inserire in Presidenzialismo in un Paese affetto da un così alto tasso di corruzione. Non condivido invece l’opposizione “a priori” al Presidenzialismo che fa parte delle soluzioni che una democrazia può ragionevolmente accettare. La soluzione presidenzialista sarebbe certamente utile, almeno per tre motivi: Basterebbe garantire che con la soluzione Presidenzialista si prevedessero certe garanzie, non difficili da immaginare. Perché non provarci? Ma torno al punto. Perché sarebbe meglio che il Presidente della Repubblica fosse eletto dai cittadini? Conosco tre motivi: 1. Perché l’elezione da parte del “parlamento” allargato così come prevista dalla nostra Carta non funziona bene. Non c’è competizione (non ci sono candidati), non c’è un dibattito pubblico sui pro e sui contro (se ne parla nei "corridoi" del Palazzo) né sul profilo ideale, si sceglie fra soggetti molto diversi (Gabanelli, Rodotà, Napolitano, Prodi,… cos’hanno in comune?) e non si capisce quale sarebbe la differenza fra i nomi in lizza (in lizza sì, ma nessuno si dichiara candidato né può parlare di quello che farebbe se fosse eletto). Tutto molto opaco e misterioso 2. Perché l’elezione popolare, se fosse a doppio turno, toglierebbe molto potere ai partiti e alle segreterie 3. Perché avremmo una guida più sicura sulla scelta dei governi e sul loro programma, anche se i poteri del Presidente non dovessero essere “rinforzati” (un po’ lo sarebbero, ma quanto è appunto da discutere.
  6. henricobourg Rispondi
    Sono "d'accordissimo" con gli autori. La legge elettorale deve assolvere almeno due compiti, 1. creare una rappresentanza equa (ritenuta legittima da chi vota) e capace di prendere decisioni (legiferare) e 2. garantire la possibilità di partecipazione ai cittadini (suffragio universale, voto libero, uguale, personale e segreto, elezione diretta e accesso libero e uguale alle candidature). Il Porcellum non garantisce nulla di questo, ma garantisce altro, ossia l'onnipotenza dei corpi intermedi, non tutelati dalla costituzione tranne nella loro libera formazione. Tutti i sistemi di lista obbligatoria (o quasi) violano il secondo principio, quello delle libertà elettorali attive e passive. In Francia l'uninominale a doppio turno è comunemente considerato legittimo (tranne da movimento come FN) e tende a creare maggioranza capaci di decidere. Esistono però anche altri modelli elettorali meno "drastici", cioè sistemi con collegi plurinominali piccoli, per esempio con tre seggi, che permettono l'elezione di candidati con il 25% o meno dei consensi; con il voto ordinale si tratta del sistema irlandese; con un doppio turno si permetterebbe in più a (tre) candidati di coalizzarsi prima delle elezioni o fra i due turni con l'obiettivo di ottenere il 50% dei consensi e essere eletti tutti i tre insieme. Sarebbe questa la soluzione perfetta per l'Italia, ma la cultura dell'ingegneria elettorale è ormai troppo regredita per permettere al paese e ai suoi numerosi esperti di considerare soluzioni di questo tipo. Personalmente mi accontenterei dell'adozione del sistema francese, basta che i politici in carica non ci mettano la loro zampa per "adattare" alla realtà cisalpina; dopo 20 dai referendum elettorali quasi non oso più sperare.
  7. matte1207 Rispondi
    Una domanda per gli autori. Come si può conciliare una riforma della legge elettorale in senso maggioritario con collegi uninominali (a doppio turno o a turno singolo) con l'art. 57 della Costituzione per cui il Senato viene eletto a base regionale? Non trovate che esista una discrasia tra la Costituzione vigente e queste proposte di riforma? La Costituzione del '48 fu scritta da persone intelligenti che pensarono di adottare una legge elettorale superproporzionale coerente con il dettato della carta e quindi anche con il suddetto art. 57 che di fatto è quasi un blocco alla possibilità di introdurre un sistema interamente maggioritario. Ora, si è già visto che il Mattarellum non garantisce governabilità e non risolve la frammentazione (oltre al fatto che è incomprensibile per l'elettore medio) e questo depone a sfavore di sistemi misti con prevalenza del maggioritario. Quindi si torna lì: è davvero possibile modificare in senso interamente maggioritario la legge elettorale senza toccare la Costituzione?
  8. Federico B Rispondi
    Mi è molto piaciuto l'editoriale, di cui condivido le proposte, come primo passaggio verso un moderno assetto istituzionale del paese (servirebbe anche maggiore "political accountability").
  9. Andrea Rispondi
    Dalla costituzione però, precisamente dall'articolo 57, è previsto che il senato abbia una ripartizione diversa dei voti, non a base nazionale ma regionale, quindi l'idea di estendere il Porcellum anche al senato non è fattibile infatti è il motivo per cui il presidente Ciampi rimandò la legge alle camere per cambiarla.
  10. antonio Rispondi
    Analisi pacata verosimile e condivisibile.
  11. gmn Rispondi
    sono d'accordo sui vantaggi dell'uninominale a doppio turno per il parlamento è indispensabile che sia accompagnato dal presidenzialismo? potrebbe portare ad un premier eletto direttamente ed un presidente eletto dal parlamento? cosa rispondete alle obiezioni di repubblica che il presidenzialismo è una scorciatoia e che quello che non funziona sono i partiti?