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  1. Tito Rispondi
    Mi associo alla domanda del lettore precedente? Il debito pubblico accumulato negli anni è servito anche a finanziare infrastrutture e spesa pubblica al Nord degli ultimi trent'anni. Il progetto di marco-regione prevede un calcolo per il riparto del debito pubblico fra le nascenti autonomie? E sulla base di quale formula?
  2. Olmo Hauner Rispondi
    abolizione delle province= balla sui risparmi, dati alla mano son le regioni a far danni ( a meno che non abiti in una delle città top 5 : mi-ro-na-to-ba)
    • Guido Rispondi
      Quello che intendo dire si situa ad un livello puramente teorico: le economie di scala (= concentrazioni) si stanno facendo dappertutto perchè convengono, pensiamo ad es. al web rispetto alla rete telefonica tradizionale, c'è un abisso di qualità a costi nettamente inferiori. La competizione attuale avviene tra contitenti, non più tra stati e men che meno tra regioni o livelli addirittura inferiori. Pensare al Veneto indipendentista fa sorridere. Il debito pubblico sarebbe inferiore, semmai aumenterebbe purtroppo la disoccupazione.
      • Olmo Hauner Rispondi
        non confondere le proprietà geometriche con l'economia di scala. le regioni cosa fanno che non possa fare lo stato o la provincia?
  3. Ivano Rispondi
    Non parliamo di favole... il Veneto resta autonomista, anzi, visti i recenti sondaggi indipendentista...
  4. guybeaux Rispondi
    Macroregione per l'Italia significherebbe Nord-Centro-Sud: notevoli economie di scala, competenze aggiuntive alle attuali sulle materie concorrenti e relativo riconoscimento finanziario, rappresentanza "leggera" a livello centrale (Camera delle macroregioni). Ci aggiungiamo abolizione delle Province, accorpamento dei Comuni sotto i 5000 abitanti ... sembrerebbero proposte ragionevoli, abbiamo degli esempi storici in Svizzera e Germania ma agli Italiani piacciono i campanili, le chiese, i municipi, hanno una terribile nostalgia del passato. Il loro moto dovrebbe essere "disuniti si vince", contro ogni logica.
  5. paolo Rispondi
    ma la macroregione del nord quanto debito di stato si accolla?
  6. enzo Rispondi
    Regionalismo differenziato: mi ricorda tanto le autonomie spagnole , invidiare i difetti che gli altri hanno e noi non ancora sta diventando un nuovo passatempo nazionale. sarebbe ora piuttosto che le regioni si accollassero l'onere di finanziare la loro spesa con entrate autonome ; forse smetterebbero di essere così simpatiche ma il bilancio dello stato non sarebbe in queste condizioni
  7. mercutio Rispondi
    E' l'incoerenza della politica italiana. Come accortamente viene evidenziato nell'articolo in lettura, nonostante la debacle della Lega alla elezioni, è riuscita a ottenere l'amministrazione delle tre principali regioni del nord. E' un offesa agli elettori. Così facendo immotivatamente si premia una sconfitta elettorale.
  8. Massimo Matteoli Rispondi
    A calmare i bollenti spiriti di Maroni basta la matematica: se esce dalla Lombardia finisce in minoranza perchè al Nord il primo partito è il PD seguito a ruota dal Mov. 5 Stelle. Il ragionamento non è all'altezza dell'articolo, ma sulla conmclusione ci si può scommettere.
  9. Dario Quintavalle Rispondi
    Sulla possibilità di attuare il federalismo differenziato nel settore giudiziario, mi permetto di rinviare al mio articolo, sempre su Lavoce.info: "FEDERALISMO DIFFERENZIATO PER LA GIUSTIZIA" http://archivio.lavoce.info/articoli/pagina1002825.html
  10. bob Rispondi
    il Piemonte è un incidente di percorso , la Lombardia Maroni è stato eletto con i voti del PDL, il Veneto non ha più forza politica. Di cosa parliamo delle favole