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  1. Savino Rispondi
    Questo provvedimento rimarrà nella storia d'Italia come il classico esempio di soldi pubblici buttati nel cestino.
  2. Luca05 Rispondi
    Se il lavoro non c'è non lo creano certo i centri per l'impiego.... Poi i centri per l'impiego non danno il lavoro non sono loro che hanno il potere di collocare i lavoratori in aziende PRIVATE....al massimo possono offrire semplici annunci di selezione di personale..... Quindi questa concezione salvifica dei centri per l'impiego è davvero fuori dalla logica
  3. Claudio Martinelli Rispondi
    Vi spiego perche' a mio avviso il meccanismo della condizionalita' collegato al rifiuto/accettazione di una cosiddetta offerta di lavoro non funzionera'. Il mercato del lavoro ricerca persone che abbiano tre caratteristiche: 1) onesta' 2) motivazione 3) competenze. Non esiste nella realta' un "offerta di lavoro" in astratto. Esistono datori di lavoro che cercano persone con le caratteristiche di cui sopra. Dando per scontato la 1 e la 3 (ma e' un artificio per spiegare la mia idea), un datore di lavoro non formulera' un "offerta" alla persona che non ha motivazione. Inoltre, nella realta', le tre caratteristche sono spesso mescolate nella stessa persona. Ipotizzando che il datore di lavoro formuli una proposta al lavoratore non motivato, che di conseguenza rifiutera', ebbene ecco che il datore di sara' invischiato in un procedimento amministrativo formale, che potrebbe concludersi con il ritiro del sussidio al lavoratore (dopo un contenzioso formale). Quale datore di lavoro vorra' essere parte di tale procedimento formale? Per non parlare di prevedibili litigi non formali ma molto pesante. Infine, e' necessario ricordare che la i Centri per L'Impiego sono al collasso.
  4. Michele Magno Rispondi
    Complimenti agli autori del testo: chiaro e completo.
  5. Matteo D'Emilione Rispondi
    Un aspetto su cui si dovrebbe focalizzare maggiormente l'attenzione è il livello di take up delle misure citate. Sia in Inghilterra che in Francia ad esempio, da anni si discute sul perchè nonostante le trasformazioni apportate ai diversi strumenti di contrasto alla povertà siano moltissime le persone elegibili che di fatto ancora non ricevano quanto spetterebbe loro (moltissimi non fanno domanda di accesso alla misura). I motivi sono vari ma uno in parrticolare andrebbe tenuto in considerazione sia per il REI sia per il futuro Reddito di cittadinanza: la difficoltà di accesso alla misura. Il combinato disposto di Centri per l'impiego da riformare/rafforzare e difficoltà di compilazione /comprensione dell' ISEE rappresenterà un serio ostacolo. Lasciamo da parte le considerazioni sui lavori di pubblica utilità che rappresentano una sorta di dumping sociale realizzato dallo Stato che di fatto assolve alle funzioni di pubblica utilità attraverso 'manodopera a basso costo'.