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  1. Andrea Rispondi
    Siamo lontani è un eufemismo: Carta di Identità Digitale: legge del 1997 siamo ancora l'unico paese in Europa a non averla. Anagrafe Nazionale della popolazione residente: solo 600 comuni su 8000 (seicento su ottomila!!) hanno aderito.
  2. bob Rispondi
    All' Italia serve un piano Marshall ma servirebbero uomini della levatura di De Gasperi ! Digitalizzare un Paese come questo è come il geometra che poggia una trave di cemento armato ultima generazione su un muro di sassi di fiume di 300 anni fa
  3. Roberto Bellei Rispondi
    Ho letto il Suo articolo ma, a parte le considerazioni sulle vicende personali e professionali di Piacentini e sulle "buone intenzioni" dell'Agenda Digitale, mi sembra che in concreto n questi 2 anni non sia stato fatto nulla di concreto per migliorare i rapporti tra l'Amministrazione e i cittadini. Per la mia esperienza personale per decenni ho compilato e spedito in busta il mio UNICO (il tutto in pochi minuti). Ora, nell'Italia "digitalizzata", spedire Unico (non quello precompilato) è un vero e proprio Calvario che sembra fatto apposta per costringere il contribuente a rivolgersi ad un CAF o a un Commercialiista. Inoltre hanno obbligato tutti i professionisti ad avere una PEC, che però non può essere utilizzata per l'invio di UNICO.
    • Carlo Rispondi
      quanto a UNICO non scherziamo: adesso che anche tutte le spese detraibili compaiono già nei dati precompilati fare la dichiarazione dei redditi per un lavoratore dipendente è quasi un divertimento, e francamente non si capisce proprio chi possa aver bisogno di un commercialista o addiritura avere nostalgia della spedizione cartacea (peraltro abolita da anni)
  4. Henri Schmit Rispondi
    Diffido dei super-competenti. Piacentini e la sua squadra sono bravissimi (ho sentito pochi mesi fa la relazione di uno di loro in una conferenza) ma anche fortunati di potersi occupare di un progetto importante, ampio e complesso, ma relativamente evidente proprio perché la PA italiana è così arretrata nel digitale. Basta navigare fra siti pubblici italiani e siti similari di altri paesi, diciamo F, D è CH per rendersi conto dell’immenso divario. Non super-esperti, ma esperti ordinari ci vogliono, e un impegno chiaro e costante della PA di investire in progetti digitali validi, user-friendly, efficienti, non in imprese faraoniche auto-referenziali, alla gloria di coloro che l’ordinano, al prestigio di coloro che la realizzano e al beneficio di coloro che dall’esterno ne forniscono gli elementi. Perché è quello il solito rischio. Era evidente con il governo Renzi. Con l’attuale governo diviene forse più acuto. L’abbandono di Piacentini non rassicura.