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  1. marcello Rispondi
    Mi sembra che la conclusione dell'articolo rimandi a quello che diceva Siro Lombardini: datemi pacchetto di dati e 24 ore, sarò in grado di dimostrarvi una cosa e il suo contrario". Ciò detto che nell'eurozona ci siano state politiche non espansive mi sembra evidente. Non voglio rievocare l'austerità espansiva, ma le conseguenze di queste scelte della Commissione sono evidenti. Negli USA di Obama si è fatto altrimenti e i risultati sono stati diversi. Si può sempre dire che non c'è stata abbastanza austerità, ma resta il fatto che i ns dipendenti pubblici sono molti meno di paesi europei simili, che il prof Giarda alcuni anni fa diceva che orami da tagliare era rimasto ben poco e sono d'accordo con lui. Per converso la sanità è in condizioni pietose, medici bravi, spesso eccelleenti in strutture fatiscenti, la scuola non è in grado nenache di garantire la sicurezza strutturale degli immobili dove studiano i ns figli, l'università ha un bilancio doppio della sola harvard, e i frndi ricerca sono ridicoli, se esistono, le infrastrutture sono al collasso e la manutenzione straordinaria non esiste. Negli ultimi 10 anni queste disfunzionalità sono cresciute al punto di paventare il collasso dell'intero sistema. Abbiamo perso 10 punti di PIL e 25% di capacità produttiva, forse, ma solo forse, era meglio accrescere la domanda aggregata, anche in deficit, perchè, in assenza di crowding out, fino a prova contraria il problema è il pagamento degli interessi o sbaglio?
  2. marco molgora Rispondi
    Primo punto “Le discussioni sui moltiplicatori fiscali basate su pochi dati o, ancor peggio, su nessun dato sono surreali. La risposta intellettualmente onesta all’incertezza nella relazione tra aggiustamento fiscale e crescita sta nell’accrescere la quantità dei dati utilizzati per l’analisi dell’effetto delle politiche fiscali.” Quando il lettore azzarda sue conclusioni senza i dati, compie un errore metodologico significativo. Nella metafora medica è come se la persona che si recasse dal medico decidesse lui la cura. Secondo punto: Come lettori, se non vogliamo cadere nell’arroganza intellettuale, siamo condannati alla sola lettura silenziosa di articoli perché non abbiamo tempo, dati, strumenti e competenze per analisi econometriche. Se ci rechiamo dal medico per un problema di salute ci mettiamo al suo cospetto passivi e senza intelligenza? Possiamo fare 2 cose leggendo un articolo divulgativo di uno specialista A. Costruire una modellizzazione logica. Ad esempio se un lettore sa come come funziona un modelle econometrico, può dire ma avete considerato nelle vostre analisi, gli effetti della composizione della spesa fiscale, di variabili “poco misurabili” come la corruzione e chiedere all’esperto delle risposte in merito fondate su dati. B. Esporre la situazione e fare delle domande all’esperto di economia, Queste attività aiutano a fare pensare l’esperto; per uscire dai tecnicismi e per avere chiaro che il suo compito di esperto non è autoreferenziale.
  3. Michele Rispondi
    Nel dibattito sui moltiplicatori keynesiani non si parla quasi mai della qualità della spesa o del consolidamento fiscale. Eppure appare evidente che esiste spesa e spesa e che austerità può essere implementata in modi molto diversi, più o meno efficaci, più o meno dannose per la crescita. È come curare un malato prendendo come riferimento unicamente i chilogrammi di medicine somministrate, senza tenere conto di quale principio attivo contengono
  4. Giacomo Cambiaso Rispondi
    Conclusione logica per un dibattito sterile. Austerita' si o no, interventismo si o no, debito si o no. Tutto strumentale ed inutile, L'austerita' e' depressiva in quanto tale se non accompagnata da stimoli alla crescita. Gli stimoli monetari sono inutili se servono a sostenere consumi e dividendi piuttosto che produzione e lavoro. Il debito e' sempre tossico che si usa per finanziare attivita' improduttive o ancora peggio di mero consumo. Gli americani hanno imboccato la strada opposta eppure le montagne di debito prodotte nell'ultimo decennio hanno dato vita alla ripresa piu' fittizia ed anemica della storia degli USA. L'UE ha preteso di ridurre la spesa impoverendo invece di razionalizzare i costi. Le politiche di stimolo monetario sono state usate per investire all'estero, nei mercati borsistici o peggio ancora per rifinanziare debiti insostenibili. La verita' e' che la classe dirigente, sia essa americana o europea, ha gonfiato ancora di piu' il debito senza rilanciare minimamente le attivita' produttive. Invece di rilanciare i guadagni dei consumatori li ha indotti ad indebitarsi ulteriormente, a bruciare i risparmi ed il tutto a fronte di una situzione piu' precarizzata di quella di 10 anni fa. L'enorme debito ha solo trasferito ricchezza nelle tasche dell'1% dal 99% al quale e' stato solo lasciato un maggior onere. Prima o poi verra' la prossima recessione e potremo testare i reali risultati delle sconsiderate politiche degli illustri esperti FMI, FED, UE, BCE, ecc...
  5. Maurizio Rispondi
    Concordo con la sua conclusione di avere maggiori/migliori analisi in merito. In merito, dato che personalmente interpreto il moltiplicatore negativo come un indice del fallimento dello Stato, secondo lei esiste una correlazione tra moltiplicatore negativo e indicatori del livello di corruzione e/o dell'inefficienza della burocrazia?
  6. Marcello Romagnoli Rispondi
    Mi domando allora perchè si è voluto e si vuole ancora perseguire una linea di austerità se questa, nei fatti, non ha dato soluzione al problema della crisi economica....Mistero di Pulcinella.
    • Giovanni Rispondi
      Dove vede l'austerità? Siamo in deficit da anni e continuiamo a chiedere maggiore flessibilità.
  7. Savino Rispondi
    Responsabile della mancata crescita è la mentalità provinciale all'italiana in un contesto globale, nel governare i problemi, nel fare impresa, nel fare sindacato, nel fare formazione, nel fare accademia, nel fare società, nel fare risparmio, nel fare famiglia. All'italiana non si vincono neanche più le partite di calcio, figuriamoci rendere competitivo e produttivo il sistema Paese.
  8. bruno puricelli Rispondi
    Mi scusi prof. Favero, pensavo che per moltiplicatore si potesse intendere di quanto un investimento potesse crescere nell'anno e, successivamente, negli anni successivi. In questo caso è comprensibile un moltiplicatore frazionale altrimenti converrebbe non investire. Mi pareva d'aver letto che il capitale prestato dalle banche si moltiplicasse per 5, 6 o più volte. E' un'altra cosa? Ancora, se la disponibilità di investire 100 in Italia, mi fa raccogliere altri 200 e con tale capitale inizio una produzione che mi fa fatturare 80/a per tanti anni, cosa posso dedurre riguardo al Pil e al moltiplicatore?. Comunque grazie per l'argomento.
  9. Savino Rispondi
    Ma non ci vergognamo di aver fatto durare una "crisi" più della prima e della seconda guerra mondiale messe assieme? Non mi pare che la società italiana sia "pancia a terra" per recuperare dagli effetti della "crisi" se si parla di azzerrare anche quel poco di lavoro domenicale esistente. E, poi, di "moderazione fiscale" ne abbiamo avuta fin troppa tra evasioni, elusioni e condoni vari. La "moderazione fiscale" deve fare i conti con la pazienza di quelle mosche bianche che, soprattutto tra i lavoratori dipendenti o ex tali, hanno sempre pagato fino all'ultimo centesimo e proprio non possono essere trattati come cittadini di serie b.