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  1. Gianfranco bonfigli Rispondi
    La Lezzi non è quella che diceva che l'anno scorso il pil era aumentato a causa del gran caldo?
  2. Antonio Carbone Rispondi
    Il metano in passato era sostenuto dagli ambientalisti perché più pulito e perché ci avrebbe dato il tempo per la transizione verso le rinnovabili... peccato che anche eolico, fotovoltaico e centrali a biomassa attirano sciami di contestatori a ogni progetto. Gli ulivi a Melendugno come altrove non si possono spostare, figurarsi abbattere per combattere la xylella! Con il risultato che il batterio oramai non è più eradicabile (a quanto dice il CNR, ma forse è meglio che mi informi su qualche sito complottista) Voglio dare una notizia alla ministra Lezzi: la Rete, venerata dal suo partito come un dio, è anch'essa una infrastruttura! Richiede la posa di cavi (anche oceanici), antenne e, soprattutto, la costruzione di enormi data center che divorano letteralmente energia (oltre 70 miliardi di kwh all'anno solo negli USA). L'agenzia per l'ambiente statunitense EPA ha multato più volte i colossi di internet, ma i cultori della democrazia diretta via web sembrano non farci caso. D'altro canto sarebbe davvero una grave perdita non poter seguire i video di Di Battista e signora che ci raccontano dal Messico cosa ha mangiato il loro bambino.
  3. Andrea Rispondi
    Mi permetto da aggiungere che l'eventuale capacità aggiuntiva di TAP, piuttosto che dai russi, sarebbe possibile riempirla da turkmeni(che da anni vorrebbero realizzare un gasdotto verso l'Azerbaigian) o anche iraniani. O in alternativa da gas mediterraneo arrivato in Grecia: di questo maggio la notizia di un progetto con Israele e Cipro https://www.reuters.com/article/us-mediterranean-gas-europe/israel-greece-and-cyprus-to-explore-gas-pipeline-to-europe-idUSKCN0V61R9
  4. Luigi Degaetani Rispondi
    Mi sa che avete fatto confusione voi in ordine alla notizia che ci sia comunque la Russia dietro tap: lo dite voi stessi certificano la presenza di una società russa fra le partecipanti alla gestione dei pozzi di prelievo del gas. È stato ribadito in una trasmissione di report dalla Gabanelli.
  5. Maurizio sbrana Rispondi
    ....ma è arcinoto che GAZPROM ... Vede 'lontano' e sa ...attendere !!!
  6. Massimo GIANNINI Rispondi
    Analisi superficiale e basata solo sulle partecipazioni di Gazprom. D'altra parte il presidente di Gazprom Alexander Medvedev ha detto chiaramente che qualora i giacimenti azeri non fossero in grado di “riempire” il gasdotto la sua società potrebbe “dare una mano”. E dal momento che l’imboccatura orientale del gasdotto è aperta al miglior offerente ci sarebbe poco da fare per poter tenere fuori un fornitore come Gazprom. Inoltre L'Espresso documento' gli accordi che uniscono i giganti russi Lukoil e Gazprom alle società turche e azere del gasdotto, illustrando il ruolo cruciale di un manager di Mosca nelle misteriose offshore che controllano le tesorerie estere della Socar, che dalle vendite di gas e petrolio incassano più di 30 miliardi all'anno. Fiumi di soldi azeri che attraverso società di Malta finiscono in Svizzera.
  7. Savino Rispondi
    Compratelo pure da Putin o, in alternativa, compratelo da Trump il gas, ma non lasciate gli italiani al freddo i prossimi inverni, perchè l'unico dato rilevante è l'assoluta dipendenza da altri Paesi per la fonte non risolvibile con fonti alternative. Sul Tap il m5s ripeterà la sceneggiata con retromarcia già vista per l'Ilva.
    • edoardo beltrame Rispondi
      nel medio periodo i giacimenti azeri non sanno in grado di soddisfare i consumi azeri e quindi il gas sarà ancora russo, alla faccia della diversificazione delle fonti di approvvigionamento. il gas che arriverà con il TAP sarà di proprietà di TAP e quindi potrà essere venduto da TAP a chi vuole. i contratti di acquisto nessuno li può vedere perché sono sempre secretati. la bretella che da Meledugno porta il gas a Brindisi sarà a carico delle bollette dei consumatori. la stazione di ricevimento e misura a Meledugno è di TAP e l'agenzia delle dogane non avrà alcuna competenza. in sostanza, senza conoscere deroghe e condizioni, abbiamo dato un approdo ad una società multinazionale che avrà diritto di fare del gas quello che vuole.