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  1. Henri Schmit Rispondi
    L’articolo è molto preciso, ma il problema rimane complesso. Secondo me spetta agli analisti preparati e capaci formulare le regole che governano o dovrebbero governare una soluzione razionale ed equa. Non e facile quando bisogna rispettare numerosi paletti disomogenei. La differenza fra algoritmo e norma è che il secondo è complesso perché completo, mentre le regole esprimono la stessa soluzione scendendo dal generale verso il particolare. Vogliamo capire gli assiomi massimi della dovuta riforma; il giudizio sarà prima sui principi, poi sul trattamento soddisfacente di tutti i casi particolari.
    • Savino Rispondi
      Il problema è molto meno complesso di ciò che appare, al netto di tutte le promesse elettorali: la spesa pensionistica era e rimane esorbitante, sproporzionata ed iniqua, nonchè dannosa per i conti pubblici. La tanto bistrattata Prof.ssa Fornero, con la sua legge, ha realizzato l'azione più riformista e riformatrice degli ultimi 30 anni almeno, in condizioni di difficoltà estrema e con poco tempo a disposizione, mettendo in salvo l'Italia. E' evidente a tutti che, date le condizioni demografiche e l'aspettativa di vita di oggi, quella riforma non possa essere rivista nel senso di ritornare indietro alle condizioni di 10 anni fa o, addirittura, a quelle pre-contributivo, modificate dal 1995. Chi dice il contrario nelle campagne elettorali dovrebbe essere indagato per il reato di voto di scambio, così come chi promette danari facili col reddito di cittadinanza.
      • Henri Schmit Rispondi
        D’accordo sulla Fornero, la ministra ha dato il nome e fatto i calcoli, il merito invece è al 99% di Monti. Oggi parliamo di altro. Non si deve ovviamente tornare indietro, ma questo non vieta di perfezionare: ridurre le pensioni “eccessive” non coperte da contributi e garantire meglio i più deboli, a prescindere dai contributi. Mi convince chi risponde a queste (presunte) esigenze.
  2. alberto Rispondi
    Signor Gronchi, mi può dire qualcosa di una contribuzione di 25.000 euro circa da versare nella gestione separata INPS da parte di un 78enne pensionato ma ancora in attività? Quando mai potrò riprendere quei soldi attraverso il supplemento? Non ritiene che per gli ultra 70/75 anni già in pensione, sarebbe più equo prevedere un contributo fisso di solidarietà se pur rapportato al reddito e comunque non superiore a 5.000 euro? Grazie se vorrà darmi un riscontro. Alberto
    • Sandro Gronchi Rispondi
      Gentile Alberto, perché vuol tassare la pensione che già percepisce con un 'contributo di solidarietà' ? Invece, i supplementi dovrebbero essere liquidati a intervalli molto brevi (tanto di più quanto più elevata è l'età) e i coefficienti di trasformazione non si dovrebbero fermare a 70 anni. Quello della sua età sarebbe molto alto così da darle il tempo di recuperare i suoi soldi. Insomma, il problema non sono i contributi che deve pagare ma l'impossibilità di averli indietro (maggiorati della crescita del PIL). Questa è solo una delle tante disfunzioni del malconcio sistema contributivo italiano che nessun governo si è mai preoccupato di 'mettere a posto'.
  3. Paolo Trevisan Rispondi
    ma se il problema è l'eticità della cifra incassata non sarebbe più equo assoggettare le pensioni d'oro ad irap, magari nella versione maggiorata al 9% che pagavano le PA all'inizio? In fondo quando fu introdotta l'IRAP sostitì anche la tassa sulla salute, imposta che pagavano tutti, anche i pensionati, con una imposta che pagano solo imprese e dipendenti per via indiretta con gravame sui loro datori di lavoro, mentre i pensionati retributivi vecchia maniera ne sono rimasti esentati. Hanno ottenuto dalla riforma Dini, salvaguardia del metodo di calcolo più favorevole e pure esenzione dalla Tassa Salute che fino al 96 si pagava, ovvero botte piena e moglie ubriaca........oh no?
  4. antonio Rispondi
    e si continua a dare contro i nati del boom demografico!! Sono gli stessi che con i loro contributi di oltre 40 anni di lavoro pagano i baby pensionati o i "tromboni" universitari ,politici o magistrati con stipendi favolosi fino a oltre 80 anni!! ( ma perche non lasciano il posto mai???). In realta non si vogliono togliere quelli che sono non diritti ma privilegi acquisiti per chi ha sfruttato e ancora sfrutta leggi e leggine che difendono interessi di una parte piccola ma molto potente della popolazione ( vedi dirigenti pubblici). Chi da anni gode di privilegi che le prossime e future generazioni non vedranno mai tende a spostare sempre sugli altri le soluzioni per non perdere i propri vantaggi. Per chi non lo sa ( o non vuol sapere!) Le aziende oggi vogliono liberarsi dei "vecchi over 50" e le strategie che attuano sono sempre piu subdole. Se non si da la possibilita a chi ha lavorato e versato per 40 anni di accedere a pensioni giuste e giustificate si creeranno grossi squilibri sociali. altra questione e' la faccenda dell aspettativa di vita ...sempre messa nei conteggi e simulazioni. In realta si sta assistendo, specie per le generazioni nate negli anni 60 a una riduzione della stessa. Pertanto credo che il mantenimento della situazione attuale "forneriana" faccia gioco solo a chi gode attualmente di privilegi passati che i baby boomers degli anni 60 continuano a pagare.
  5. Michele Carugi Rispondi
    Il calcolo attuariale sull'età è una pensata folle e malevola e non guarda nella maniera più assoluta alla congruità della pensione ricevuta nell'aspettativa di vita con i contributi versati nella vita lavieatica. Chi lo propone dovrebbe vergognarsi
  6. salvatore Rispondi
    Con il metodo di ricalcolo proposto non si tiengono in considerazione tutte quelle categorie che per ordinamento dell'amministrazione di appartenenza vanno in pensione di vecchiaia a 60, 63 e 65 es. forze dell'ordine e forze armate. E' costituzionale una modifica retroattiva di tale ricalcolo? Non era e non e' attualmente possibile andare in pensione oltre questi limiti. come si puo' proporre oggi il rapporto con 67 e 7 mesi? Grande iniquità
  7. Savino Rispondi
    Per rappresentare la casta dei privilegiati nell'Italia di oggi non c'è un personaggio migliore di Luigi Di Maio
  8. Gabriella Rispondi
    Oltre ai soggetti espulsi nell’ambito di programmi di esodo, mi permetto di evidenziare che non sono salvaguardati i soggetti che, interrotto il lavoro volontariamente, sono stati autorizzati a versare i contributi volontari allo scopo di raggiungere i requisiti per la pensione di anzianità e/o per aumentare l’importo della pensione.
  9. marco mazzi Rispondi
    analisi giusta salvo il fatto che non considera quelle categorie che ,per legge, hanno una pensione di vecchiaia diversa come per esempio i dirigenti ed ufficiali delle forze dell'ordine e delle forze armate , che sulla base di leggi di salvaguardia della specificità del servizio, vanno in pensione a 60/63/65 anni in funzione del grado e che con il progetto di legge 5 stelle vedranno tagliate le loro pensioni, anche di molto, senza poter far nulla nonostante gli alti contributi versati anche ben oltre i 40 anni ma soltanto in ragione del differenziale stabilito dal progetto di legge , che prende in considerazione i limiti stabiliti dalla legge Fornero , che non si applicano alle predette categorie .
  10. Savino Rispondi
    Gli italiani si sono fissati con la pagliuzza della caccia alle streghe dei presunti privilegi e non vedono la trave di un'economia che non va, non si rendono consapevoli che qui sta per crollare tutto. Il fallimento del governicchio fasullo gialloverde è anzitutto il fallimento di un popolo frustrato e rancoroso.
  11. roberto enrico Rispondi
    Caro Gronchi, vorrei due chiarimenti. Il suo esempio dei nati nel 1960 riguarda persone che hanno iniziato a lavorare a 15 anni (!!!) e hanno lavorato per 42 anni. Se dovesse essere applicato a loro il pensionamento di vecchiaia dovrebbero andare in pensione avendo lavorato 50 anni. Le sembra realistico? Sempre lo stesso esempio indica una pensione pari al 72% dell'ultimo stipendio: ma questo penso sia valido solo per pensioni di importo basso. Se la persona, pur avendo iniziato a lavorare a 15 anni, avesse fatto una carriera stellare come dirigente e avesse conseguito retribuzioni oltre i 100.000 euro non avrebbe una pensione retributiva di tale importo per effetto della varie legge dopo Dini. Almeno mi pare. In ogni caso il vantaggio maggiore del retributivo, come dimostrato da molti studi si accentua per gli importi medi più che per gli importi elevati. Condivido la considerazione che il governo se è messo in un pasticcio, purtroppo utilizzando in modo inadeguato i suggerimenti, a mio parere a volte troppo accademici e attuariali e poco politici, provenienti anche da autorevoli ispiratori di questo sito.
    • Sandro Gronchi Rispondi
      Il commento mi offre l'occasione per approfondire due aspetti: 1) Chi non vuole lavorare 50 anni avendone già lavorati 42, neppure può pretendere molto più di quanto ha versato. Perciò la proposta gli attribuisce una pensione annualmente inferiore a quella di chi, avendo subito periodi di inoccupazione giovanile o frammentazione della carriera, non escluso il lavoro nero, deve attendere l'età di vecchiaia lavorando altrettanto a lungo. 2) E' vero che le pensioni d'anzianità elevate sono meno 'immeritate' perché la durata della prestazione è contrastata, nel loro caso, dall'abbattimento dell'importo dovuto al tetto flessibile e le minori aliquote di rendimento. Invece, il DdL colpisce solo quelle.
    • Sandro Gronchi Rispondi
      Il commento mi offre l'occasione per approfondire due aspetti: 1) chi non vuole lavorare 50 anni avendone già lavorati 42, neppure può pretendere molto più di quanto ha versato. Perciò la proposta gli attribuisce una pensione annualmente inferiore a quella di chi, avendo subito periodi di inoccupazione giovanile o frammentazione della carriera, non escluso il lavoro nero, deve attendere l'età di vecchiaia lavorando altrettanto a lungo. 2) E' vero che le pensioni d'anzianità elevate sono meno 'immeritate' perché la durata della prestazione è contrastata, nel loro caso, dal tetto flessibile e le minori aliquote di rendimento. Invece, il DdL colpisce solo quelle.
      • Savino Rispondi
        Toccava e tocca alla Corte Costituzionale fare chiarezza su cosa è diritto acquisito e cosa non lo è, su cosa è immeritato e superfluo e cosa non lo è, tenendo presente che, dal 2012, l'articolo 81 della Costituzione prevede finalmente l'obbligo del pareggio di bilancio dello Stato. La Corte, allora presieduta da Criscuolo, investita della questione, fu pilatesca e demotivata (chissà perchè?) nell'intervenire ed il suo presidente fu quasi polemico.
  12. Fabrizio Rispondi
    Detto più semplicemente, una pensione alta non è sinonimo di contributi non versati. E il regalo è nella differenza tra contributi versati e assegni corrisposti. Ma pensioni d'oro fa più effetto !