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  1. Giovanni Rispondi
    Il governo andrebbe giudicato sui fatti, non sulle intenzioni. Mi sembra che si viva invece alla giornata: sull'ILVA si lascia passare il tempo finché sarà troppo tardi, e allora si troverà qualcuno su cui buttare la colpa, idem per l'Alitalia, non parlo del TAV perché penso sia stato un errore imbarcarsi nell'impresa, ma ora capisco l'imbarazzo del ministro Toninelli, per i vaccini ognuno fa quel che gli pare e così via.
  2. Fabrizio Rispondi
    Vi segnalo un potenziale refuso: nella figura 1 e nel paragrafo sottostante si fa riferimento a due governi Letta, ma a me risulta che Letta abbia guidato un solo esecutivo.
  3. domenico da binasco Rispondi
    ma è anche il governo degli incompetenti, che violano leggi e consuetudini, di chi si contraddice ogni cinque minuti, di chi ponza di economia ma non ha la piu' pallida idea di cosa essa sia, di chi assume amici e famigli senza esperienza a spese degli Italiani , di chi sfascia quano fatto in precedenza senza una chiara visione di cosa fare in sostituzione etc etc
    • Aram Megighian Rispondi
      Se posso permettermi, io sarei attento a definire questo Governo incompetente. Purtroppo, invece, ha un preciso obiettivo che consiste, a mio parere, nel combinare la pseudo-idea economica che l'euro è la colpa di tutti i nostri mali, con l'idea che uscendone, e ripristinando le svalutazioni e la spesa pubblica degli anni '80, tutti saranno contenti, dai capannoni del NordEst ai disoccupati del Sud. Una situazione che ha spazzato via la media borghesia e ha inciso sulla vita della generazione di adesso e quelle future. Il problema è che erano 40 anni fa, e, soprattutto, non c'erano nazioni emergenti che potessero produrre le nostre stesse cose con costi infinitamente inferiori. Le magliette di Benetton si producevano in Veneto e non in Bangladesh, così come ora non è difficile per un asiatico comperare una macchina laser che stampa viti in un capannone. Una macchina statale come quella di quegli anni non solo è obsoleta, ma anche non servirebbe niente e sarebbe inutile nelle condizioni attuali di un mondo digitale ad alta velocità. A meno di tornare indietro in un colpo di 60 anni. Con tutte le conseguenze, economiche e sociali del caso, accontentandoci di una vita come quella dei nostri padri o nonni nell'immediato dopoguerra....compresa l'emigrazione.....
      • Savino Rispondi
        Per essere più precisi, l'obiettivo politico essenziale delle forze di maggioranza è rottamare la seconda Repubblica per ripristinarne la prima. Chi conosce bene la storia sa che non ci facciamo certo un affare. Forse avranno avuto dei limiti, ma, ciascuno a modo proprio, i vari Prodi, Berlusconi, Renzi si sono dimostrati, per le rispettive epoche, uomini del cambiamento oltre che di Stato e di cultura riformista, sia pur di un riformismo diverso per ciascuno di loro. L'epoca sciagurata di Craxi, Andreotti e Forlani resta una delle pagine più buie della nostra storia recente, origine del debito pubblico, del PIL che non cresce, della scarsa produttività, della voragine nel sistema pensionistico e di welfare, dei ponti che crollano, delle prevenzioni che non vengono fatte, delle sciatterie e delle ruberie, di una burocrazia inefficiente e corrotta. M5s e Lega sono la continuità di quei decenni gattopardeschi che gli italiani, amanti delle scorciatoie facili apprezzo. Sono il Governo del cambiamento di tutto, purchè non si cambi nulla.
  4. Savino Rispondi
    Il Governo effettua una politica economica proibizionista, protezionista e paternalista. Il ministro Toninelli è l'essenza del proibizionismo quando parla di Tav, del protezionismo quando parla di Alitalia e del paternalismo quando fa finta di voler risolvere la questione dei pendolari. Di Maio sull'Ilva e sul jobs act è profondamente proibizionista. Salvini (già proibizionista sui migranti) e Centinaio sono molto protezionisti, mentre il paternalismo lo fanno fare al ministro Fontana sulla famiglia. Conte è molto più legato alla cultura giuridica di provenienza, ma si cala bele nella parte affidatagli.