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  1. Matteo Carrozza Rispondi
    Spero il mio comment sia stato cancellato per controllare i dati. Ripeto che se uno si riferisse alla zona Euro, al posto che all'UE, i lavori temporali sono il 15.7%, ossia percentuale identica all' Italia. Qui il link http://appsso.eurostat.ec.europa.eu/nui/show.do?dataset=lfsq_etpga&lang=en
  2. Savino Rispondi
    Tutte le statistiche che non quantificano un posto=un cranio sono false. Non si può qualicare posto di lavoro il contratto di un giorno o di una settimana, nè il lavoro in affito, nè a chiamata, nè coi nuovi e vecchi voucher, nè la pseudo collaborazione, nè lo stage.
  3. Enrico Albisetti Rispondi
    Interessante, ma perché al posto di disincentivare esclusivamente i cotratti a tempo determinato non ha contemporaneamente incentivato quelli a tempo indeterminato?
  4. stefano zara Rispondi
    In base ai dati da voi esposti ribalterei il verdetto: Falso per Luigi Di Maio, parzialmente falso per Vincenzo Boccia.
    • Matteo carrozza Rispondi
      In aggiunta, il 13.9% e' per l UE, ma se uno si riferisse alla zona Euro (il significato di Europa e' un po' labile) la percentuale sale al 15.7%, ossia, uguale all' Italia. Detta cosi', quello che dice Vincenzo Boccia e' Vero. Comunque, la cosa piu' interessante che dicono I dati e' che il lavoro temporale e' molto basso in Gran Bretagna (dove abito). Ossia, uno dei vantaggi delle flessibilita' del lavoro Britannica - alcune volte eccessiva - e che il posto di lavoro indeterminato e' lo standard qui, non un eccezione sempre piu' rara, al contrario dell Italia.