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  1. Faust Rispondi
    Minenna e colleghi sembrano ignorare che i problemi da loro esposti sono ben noti: il fatto che la Commissione abbia rcentenemente pubblicato una proposta su un fondo di stabilizzazione fiscale é sintomatico del fatto che le criticitá sono ben conosciute. Il tono profetico e l'atteggiamento "lecturing" é pertanto quantomeno inappropriato. Quella che dispregiativamente definiscono Euro-burocracy é dalla loro stessa parte (e da anni), ma a quanto pare gli autori non se ne sono accorti. Che l'Eurozona soffra di fragilità architetturali endogene é cosa nota. Il problema é tutto politico. Non una volta gli autori menzionano che sono i Trattati europei a sancire il principio di "segregazione dei rischi". Questo é il contratto su cui l'euro é stato fondato e questa premessa costituisce la condizione necessaria per l'adesione dei paesi del nord Europa. Una diversa architettura sarebbe certamente vantaggiosa per l'Italia, ma non avrebbe il consenso degli altri paesi. E si noti bene che non é solo la Germania. Anzi, attualmente il governo tedesco si é mostrato aperto alle proposte di un budget comune. Ci sono voci contrarie in Olanda, Finlandia, in tutti i paesi scandinavi e nei paesi baltici, per non parlare dei paesi dell'Est. Questi problemi sono dibattuti continuamente nell'Eurogruppo, l'Ecofin e nei vari consessi europei. Le obiezioni sono prevalentemente di natura politico-giuridica, poiché ogni condivisione dei rischi in EU deve fare i conti con separate sovranitá nazionali.
  2. mariorossi Rispondi
    Mi sembra che le vostre osservazioni si contraddicono. La prima sostiene che Perotti sovrastima il costo del sussidio Europeo all'Italia, mentra la seconda suggerisce un modello catasrofico dove di solito il prezzo del premio e' significativamente piu' alto della perdita attesa. In ogni caso 15bn di dollari sono meno dell'1% del debito italiano. Mi sembra un paragone insostenibile. Inoltre visto che il CDS a 5y e' a 233 mi sembra che la stima di Perotti (che lo calcola a 200) sia ottimista. Se poi uno volesse assicurare il 100% del debito italiano mi aspetterei un livello molto piu' alto. L'unico punto che ha veramente forza e' che alla fine dei conti non vi e' alternativa. L'uscita dell'Italia dall'Euro sarebbe cosi' costosa che un qualche compromesso e' inevitabile. Ma non si puo' intavolare un negoziato sulla base che l'Italia ha gia' sofferto abbastanza che che tutto l'aggiustamento deve venire dai paesi creditori. Quale elemento del vostro piano rappresenta un vantaggio per i creditori? Anche in questo pezzo l'unico argomento che proponete e' la promessa di non fare default. E' un ricatto neanche tanto velato. Condivido l'accusa alla ECB, di sicuro ha commesso un errore nel 2011. Ma l'ECB e' un'istituzione comune, per cui anche gli italiani sono responsabili. E' un errore che e' stato commesso dal altre banche centrali, per cui mi sembra poco credibile che fosse una congiura verso l'Italia.
  3. Accademico della Crusca Rispondi
    E' disponibile una traduzione in italiano?
    • Pentangeli Rispondi
      I primi articoli erano più divulgativi, entrando nello specifico non si può prescindere dal frasario tecnico! Complimenti per l'articolo e la qualità dell'analisi. Noto che Perotti è inciampato nel solito ricorrente errore di tanti economisti neoclassici ovvero l'applicazione di logiche micro su prospetti macro. Grave errore metodologico.